venerdì 31 dicembre 2010

Cantastorie

In casa Bratter a tavola si usa raccontare storie. Il più delle volte improvisate, più raramente si leggono.
Non si fa, è scritto in tutti i manuali di pedagogia. E le famiglie del Mulino Bianco impallidiscono all'idea.
Ma fatto sta che è stata l'originalissima idea della sottoscritta per incollare Bimba alla sedia, farle finire il piatto, evitando di accendere la televisione.
Le più quotate sono quelle che raccontano la storia dei formati della pasta (pennette, orecchiette, gnocchetti sardi), e che prima o poi troveranno un posticino in questo blog, ma ieri sera Bimba voleva assolutamente che leggessi il libro delle Principesse, quello che le ha regalato mia sorella per Natale. E non c'era verso di smuoverla.
Per fortuna ( in questo caso si può parlare di miracolo natalizio), c'è stato un fatto che l'ha incuriosita di più: un fatto insolito e straordinario. Io ancora non ci credo, ma Paul ha inventato la prima storia della sua vita (credo).
La storia del matrimonio tra un'arancia e un mandarino, e del loro figlio mandarancio.
Vabé il finale del mandarancio che non poteva avere figli magari andava un po' limato (...) ma non è il caso di sottilizzare. Paul ha inventato una storia, e io ho finito il mio piatto in dieci minuti invece che in mezz'ora.

Può darsi che sia il proposito di Paul per l'anno nuovo. Speriamo. Ai posteri l'ardua sentenza.

martedì 28 dicembre 2010

La tombola di Bimba

Questa volta si è proprio impegnata.
Era dal primo pomeriggio che guardava con occhi luccicanti la scatola del gioco. Eppure ha aspettato pazientemente che finissmo il cenone, che si addormentasse il fratello e la cuginetta, che la nonna rimetesse a posto la cucina, che il nonno e nonna E. discutessero a lungo se andare o meno alla Messa di mezzanotte.
Ma alla fine è stata premiata.
A mezzanotte circa abbiamo iniziato la Tombola.
Non esattamente quella che lei si aspettava. Non quella degli animali, versione prescolare a cui aveva già giocato a casa degli amichetti.
Ma non si è arresa.

Ha preparato tutti i premi:
Ambo: 1 borsetta di plastica trasparente, vinta da Nonna E.;
Terno: La favola del compleanno di Paperino, vinto da Paul;
Quaterna: un sacchetto di letterine magnetiche, vinte da me;
Cinquina: 1 pezzo delle costruzioni di plastica , vinta da zia I.;
Tombola: 2 mandorle (rigorosamente 2), vinte da Paul.

Ha estratto i numeri, ha giocato con la sua cartellina, ha pensato ai regali di consolazione, ha proposto di iniziare un'altra mano.
Guai a chi non avesse preso il gioco sul serio.

Piccola manager in erba.

lunedì 27 dicembre 2010

Vacanze a casa di Corie.

Presentarsi al matrimonio di S. e V. col mal di mare, senza aver fatto il manicure e dimenticandosi la fede al dito.
Riuscire a incontrare Amica.
Rivedere la mia città.
Dimenticare di avere una identità virtuale e un profilo in FB.
Dimenticare quale lavoro si faccia esattamente.
Dimenticare di avere un libro da leggere sul comodino.
Massacrare il fratello maggiore con battutacce al fine di farlo scendere dal suo piedistallo: tutto inutile.
Osservare con stupore che Paul ha convissuto per ben tre giorni con mio fratello (e family) senza brontolare: e questo la dice lunga sulle loro affinità.
Convincere Bimba che sì, quello zio é proprio il fratello della sua mamma. E' partita senza esserne convinta, lasciando nel dubbio anche me.
Pensare e ripensare quale sarà il regalo più adatto alle mie belle nipotine, e scoprire che Bimba ha già tutte le risposte.
Trascinare Paul nel turbillon dei regali natalizi, sopportando pazientemente le sue facce eloquenti.
Frequentare un centro commerciale.
Tentare anche quest'anno di far credere che Babbo Natale esista, nascondendo regali e conti.
Passare le giornate a dirimere le zuffe dei bambini.
Guardare Mary Poppins per la centesima volta circa. Colorare, colorare e colorare. Leggere favole, battere le mani e fare cavalluccio (spesso nello stesso momento).
Dormire nel letto singolo del soggiorno, sapendo che a metà notte Bimbo chiamerà puntuale, e che dormire con lui sarà l'unico modo per riposare fino alle 8,00.
Coccolare questa bella nipotina dagli occhi chiari, che vedo troppo poco, ma che penso spesso.
Godersi lo slow food di Nonna Uanna: non capita spesso di poter mangiare così.
Godersi il proprio papà e la sua calorosa presenza.
Chiacchierare con la sorella, senza doverla svegliare alle 8,00 del mattino.
Ascolare il cd di Nicola di Bali regalato dalla sorella più  fashion che c'é.

Partire in macchina la notte tra Natale e Santo Stefano, incastrata tra una valigia e una scatola di giocattoli, e tuttavia riuscire trovare una posizione per riposare nelle 9 ore che distano alla meta.
E sapere che tutto questo è solo la prima settimana di vacanza.

Il ritorno in ufficio

Amica e mia sorella sono  in vacanza ... e adesso con chi chiacchiero al telefono andando a lavoro alle 8,00 del mattino?

Il mio I-pod si è scaricato la notte di Natale, dopo aver sentito per circa 10 volte la favoletta di Mary Poppins in macchina ... e adesso cosa ascolto in alternativa alla mia telefonata mattutina?

La collega L. è in vacanza ... e adesso con chi prendo la mia cioccolata calda della macchinetta, e con chi chiacchiero tra una carta e l'altra?

Ho tutta l'impressione che il capo non sia venuto perché ha lavorato anche il giorno di Natale... e adesso chi creerà in ufficio quel clima di timore e di efficienza?

Mi sa che sono in vacanza anche i riscaldamenti ... e adesso la mia sola stufetta risucirà a scaldare l'ufficio vuoto?

Dopo una passeggiata silenziosa e una mattinata in ufficio solitaria, ho capito finalmente perché esistono le ferie forzate.
Quello che non ho capito è perchè non esistono in questo ufficio.

domenica 19 dicembre 2010

Il compleanno di Corie.

alias il giorno più atteso dell'anno. Dopo il Natale, naturalmente...

Sveglia alle  ore 6.00. Di soprassalto. Sulla nave che ci portava al matrimonio di una delle mie amiche storiche, mi sono ritrovata in un letto stretto stretto, tra Bimba da una parte e Bimbo dall'altra, che piageva e strillava direttamente nel mio orecchio.

In effetti il mare non era stato granché, ma il peggio doveva ancora venire. Tra le 6 e le 9 ho pensato seriamente che forse il mio compleanno non l'avrei festeggiato ...

Comunque, rinunciando all'idea di vedere la mia amica V. sull'altare, io e Paul, ancora ammarrati, portiamo i bimbi  dai miei, e ripartiamo per Partenope, nella speranza di goderci almeno i festeggiamenti del matrimonio.

Il mare ce lo siamo portati dentro tutto il pomeriggio, e questa volta non in senso metaforico.

Ma in fondo, cosa c'é di più bello che festeggiare il proprio compleanno con Amica (quella di sempre), e con gli amici di vecchia data?
Quelli che hanno  conosciuto le mie crisi adolescenziali, quelli che hanno visto il mio acne, che conoscono i miei genitori e i miei fratelli, quelli che hanno partecipato alle gite di famiglia, quelli con cui ho festeggiato tutti i compleanni (dai dodici ai venticinque circa, con l'eccezione di Amica, che invece ha comiciato a festeggiarli molto tempo prima), quelli che conoscono i tuoi successi, insomma gli "amici del background", di tutto quello che c'è stato prima che cambiassi città, e quindi avessi nuovi amici, nuovi successi e nuove crisi.

Il matrimonio é stato bellissimo e commovente, come devono esserlo tutti i matrimoni che si rispettino.

Peccato che il ritorno a casa non lo é stato altrettanto. Portarsi il "mare dentro" può avere i suoi risvolti negativi, se si intende in senso letterale (...)

The end: pizza in famiglia: bimbi, mammà e papà, e Paul a letto col mar di mare.

Cento di questi giorni, Corie.

giovedì 16 dicembre 2010

Lezioni di femminilità

"Mamma, il mio compagnetto L. mi ha detto "cacchina."

"Mmm... e tu che hai risposto?"

"Io gli ho detto "caccuto".

"Bimba, non mi sembra una risposta da femminucce ..."

"Allora gli dico: io ti metto fuori il balcone quando fa freddo e piove, e non ti apro mai più."

Ecco, ora riconosco la femmina che é in te.
Ma forse era meglio "caccuto" (...)

mercoledì 15 dicembre 2010

Profumo all'oliva


L'ANTEFATTO
29 settembre 2010.

Vado a prendere Bimba a scuola.
"Bimba, sai che oggi è l'onomastico della mamma?"
"E' la tua festa?"
"Sì, vengono i nonni a cena."
"Allora voglio farti un regalone! Voglio regalarti un profumo ... un profumo all'oliva!"
[..]
"Grazie, tesoro, come se l'avessi fatto ..."
Commossa all'idea, ma sicura che se ne sarebbe dimenticata poco dopo.
E invece Bimba non si è fermata qui. Nel pomeriggio ha parlato con Nonna Uanna e le ha ordinato il regalo.
Chi potrebbe mai deludere il bel gesto di una piccola treenne che vuole fare un regalino alla sua mamma? 
Nonna Uanna (alias mia mamma) ha brevettato la ricetta del profumo all'oliva: un mix di vecchissimi campioncini, qualcuno risalente addirittura alla mia adolescenza,  versati in un altrettanto vecchia boccetta di profumo assolutamente sconosciuta.
In effetti il colore era verde oliva.
Quando Bimba l'ha visto le brillavano gli occhi dalla felicità.
Non so se per effetto dell'emozione, o del profumo, a me è venuto un gran mal di testa.
Dosi giornaliere consigliate: 1 goccia.

Comunque, il profumo è risultato utile.
Quando Bimba non vuole andare a scuola, le metto una goccia di profumo all'oliva sulle mani e le dico che ogni volta che ha nostalgia della sua mamma, può odorarsi le manine, e così le sembrerà di averla più vicino.

IL FATTO
Stamattina.

Mentre ci prepariamo spiego a Bimba che stasera si addormenterà con papà, perché la mamma va a cena con le sue amiche.
Il suo viso é un po' perplesso, e io  so già cosa mi aspetta: non devo andare; vuole venire con me; mi aspetterà sveglia, etc. etc.

"Mamma, mettiti il profumo all'oliva, così mi penserai. Mettine tanto, mamma."


Perciò, amiche mie, se stasera nel locale fashion che abbiamo scelto sentirete un odore di vecchia colonia stantia, cercate di cogliere  il lato commovente e toccante della faccenda.

Odette e il Lago dei Cigni

"Mamma, io sono la ballerina panettrice."

"Panettiera, amore."

"Ma si può dire anche panettrice."

"No, tesoro, si dice panettiera."

"Sì, ma panettrice é francese."

Capatosta.

martedì 14 dicembre 2010

Dopocena in casa Bratter

Bimbo e Paul dormono.
Bimba invece è crollata nel pomeriggio, e adesso non ne vuole sapere di addormentarsi.
Meglio organizzare una serata tutta femminile.
"Ora vieni qui, piccola mia.Questa serata é tutta per noi."
Una barretta di cioccolata, una copertina calda, noi due sole solette sul divano.
E il cartone di "Barbie e il lago dei cigni".
Una mamma non chiede di meglio ad una serata con la sua bimba treenne.
Certo, se ci fossero stati abbracci e baci in quantità, sarebbe stata una seratina proprio romantica.
Ma Bimba é così: riservata, un po' riottosa di fronte alle manifestazioni plateali di affetto; lei ama i  gesti d'amore autentici: quelli che richiedono tempo, qualità e attenzione.
Io lo so, e amo questa piccola donnina che già é in lei, anche se a volte faccio un po' fatica a disseppellire la sua anima di treenne.

Semel in anno

Per spettegolare un po'.
Per mangiare il sushi.
Per parlare di vestiti e borse.
Per parlare bene e male dei mariti.
Per parlare della suocera e dei figli.
Per avere una serata in più da ricordare.
Per parlare della scuola e dell'educazione.
Per parlare di argomenti vietati ai minori.
Per dimenticarsi di avere un ruolo serio in famiglia.
Per truccarsi e mettersi un bel vestitino dopo le 18,00 del pomeriggio.
Per ritornare ogni tanto alla propria età, e sentirsi solo qualche anno in meno.
Per vedere se assomigliamo di più a Sex and the City o alle Desperate Housewives.
Per trovare complicità in ogni discorso, e fare battutacce che fingeranno di apprezzare.
Per passare il tempo con le amiche del cuore, senza trovare il pretesto delle merendine.

Tra qualche giorno si festeggia il mio compleanno.
A quanto pare domani sera è in programma una cenetta con amiche.
Ogni tanto ci vuole.

lunedì 13 dicembre 2010

Le opere pie di Santa Rosalia

Bimbo ha da qualche giorno la pelle secchissima.
Gambette e viso rovinati dalle screpolature (e certamente non per il freddo, visti i 24 gradi che ci sono fuori...).
Ovviamente ho passato in rassegna tutte le possibili allergie: tutti i nuovi alimenti introdotti, tutte i tessuti a contatto con la pelle, tutte le creme utilizzate ultimamente, tutti i fattori psicosomatici, tutti i possibili insetti che d'inverno, con una temperatura anomala, possano aver attaccato la pelle delicato del mio tenero Bimbo.
Il responso dello Zio Stregone (alias il pediatra) è stato lapidario: "Solo pelle secca, aplicare una crema mattina e sera".
Prima di andare a lavoro lascio tutte le consegne del caso a Santa Rosalia. Guardo il mio Bimbo: ha la pelle del viso così rossa da pensare a un acne fin troppo giovanile (..).
Torno dal lavoro. Le macchie sul viso di Bimbo sono scomparse, ha una bella pelle liscia e rilassata.
"Scusa, Santa Rosalia, ma come hai fatto?"
"Ho evitato che si toccasse con le manine il viso, e non l'ho fatto giocare sui tappeti del salotto. Sta meglio, vero?"
Evito di flagellare la mia già latitante autostima materna, e mi concentro solo sulla gran fortuna che ho avuto a incontrare Santa Rosalia.

venerdì 10 dicembre 2010

I miei primi nove mesi.

Mi chiamo Bimbo, e sono nato 9 mesi fa.
Quando sono uscito dall'ospedale, il medico ha scritto sulla mia cartellina: "In adattamento alla vita". E infatti per circa due mesi non ho fatto altro che dormire. Appena mi sono adattato alla vita, ho smesso di dormire.
Ogni notte ancora adesso mia madre si alza dal letto e mi culla per circa un'ora, fino a quando sfinita, si addormenta sul divano tenedomi in braccio; e allora anch'io, finalmente, posso addormentarmi.
Ma dice che sono migliorato, perché quest'estate mi svegliavo ogni mezz'ora circa.
Sono biondino, e ho gli occhi di mamma, ovvero a volte verdognoli, a volte nocciola. Ho la pelle delicatissima.
Non ho mai voluto ciuccio e latte artificiale. In compenso mangio tutto, anzi sono molto goloso.
Ho una baby sitter che adoro, quando la vedo mi alzo sul seggiolone, sotto gli occhi impanicati di mia madre, e mi agito fino a quando non mi prende in braccio.
Gattono già da un mese, e già da un po' mi alzo in piedi appoggiandomi dove posso. Insomma sul seggiolone non ci voglio proprio più stare. e per fortuna mamma non ha mai voluto comprarmi un box.
So dire "mamma" e "papà".
Mi piace tanto giocare, soprattutto con i giochi di mia sorella.
Mi piace vederla ballare e saltare sul letto: per me è un vero divertimento: rido come un matto, e non vedo l'ora di farlo anch'io.
Voglio fare sempre giochi spericolati, e infatti mia mamma mi appella  in modo non troppo elegante. Speriamo che questo non leda la mia autostima in futuro.
Ho gli incisivi centrali superiori e inferiori. Quando voglio bene a qualcuno e voglio strappazzarlo di baci lo prendo per i capelli, lo tiro verso di me e gli mordo tutte le guance.
Generalmente gridano, ma io invece mi diverto un sacco.

Questo post naturalmente la mia mamma doveva pubblicarlo ieri, ma lei é sempre in ritardo.
E poi oggi é il compleanno di papà, e lei pensa che non ci possa essere regalo migliore che raccontargli all'infinito dei suoi figli.

lunedì 6 dicembre 2010

Chi l'ha detto

che non siamo brave?
Vi presento il primo presepe fai-da-te realizzato da Bimba e Corie.
Naturalmente niente sarebbe stato possibile se Bimbo nel frattempo non fosse stato un vero angioletto.

Biscotti di Natale

In questi giorni tra le mamme (blogger e non) non si fa altro che raccontare di bricolage con i bambini per la preparazione dell'albero e del presepe.
... e io che pensavo che far partecipare Bimba alla decorazione dell'Albero mi avrebbe fatto sentire una brava mamma soddisfatta (..).
Dopo un paio di giri nei blog e un paio di conversazioni con qualche mia amica la mia autostima di mamma coinvolgente e fantasiosa è precipitata sotto lo zero!
Per fortuna ho un'Amica creativa, che conosce perfettamente la mia proverbiale mancanza di manualità.
Nella nostra quotidiana conversazione mattutina (alle 8.00 del mattina circa) mi suggerisce la preparazione dei biscotti con la glassa.
Vabene, suggerimento accolto.
Sabato pomeriggio appuntamento a casa Bratter con le amiche mamme e rispettivi amichetti di Bimba.
Età prevista: dai 9 mesi (Bimbo) ai 5 anni (amichetto A.) 
Tema del pomeriggio: preparazione dei biscotti di Natale.
Occorrente:
pasta frolla (comprata )
glassa (comprata)
Farina (la porta la mia amica S.)
Formine (comprate)
Vabene, é la versione riveduta e corretta dei buoni propositi di quanto detto sopra, ma almeno è un primo tentativo...
I bambini si sono divertiti un sacco a fare formine  e sporcarsi di farina, rubacchiando pasta frolla cruda.
Bimbo li ha guardati battendo le mani, e cercando ripetutamente di salire sul tavolo del seggiolone.
E noi mamme eravamo soddisfatte e un po' stupite nel vedere nostri bimbi tutti concentrati nel fare qualcosa insieme.

Naturalmente i biscotti si sono bruciati [...]

Letterina di Natale

"Quest'anno, Bimba, dobbiamo scrivere la letterina a Babbo Natale anche per Bimbo. Lui é troppo piccolo per farlo da solo, e dobbiamo esprimere noi qualche desiderio per lui."

"Caro Babbo Natale,
quando arriverai, troverai sotto l'albero per te un bel panettone col prosciutto. [...]
Alza la testa, ci saranno solo nuvolette rosa e azzurre [segno inequivocabile di buone azioni compiute durante l'anno].
Per Bimbo porta tanto carbone ..."
"Come, Bimba, perché?!?"
"Vabé, mamma, già l'ho scritto ... non posso cancellare"
"Dai, cerchiamo anche un regalino per lui, altrimenti ci rimane male."
"Vabene ... una penna che non scrive."
[senza parole, n.d.r.]

venerdì 3 dicembre 2010

Party delle Principesse

Bimba ha decisamente confuso il Natale con il Carnevale.
Da qualche giorno non fa altro che sognare ad occhi aperti (e ad alta voce) di organizzare un party delle pincipesse. Ha già deciso che lei si vestirà da Aurora, e ha già asegnato un ruolo a ciascuna delle sue compagnette. La sua amichetta del cuore sarà Belle, un'altra farà Ariel, l'altra Biancaneve, un'altra Cenerentola.
Ieri, invitata per  merendina a casa di una di loro, ha portato il vestito di Biancaneve per fare le prove.
Magnanima, ha detto che potranno partecipare anche i maschietti, nel ruolo di principi, ma sulla parte del fratellino si è educatamente astenuta (si temeva volesse affidargli il ruolo del cavallo del Principe).
Ha deciso il menu,  i biglietti di invito, e l'organizzazione del party.
La mamma confida nella scarsa  percezione del tempo di Bimba, 3 anni e mezzo. Speriamo che le faccia confondere l'attesa di un paio di settimane con quella di circa due mesi ...

giovedì 2 dicembre 2010

Amarcord

Tempo fa il Natale cominciava il 29 novembre, quando iniziava anche la Novena all’Immacolata.
Alle 6 del pomeriggio salutavoi libri, prendevo la funicolare e incontravo gli amici nella Chiesa che ospitava la Messa in preparazione alla festa della Madonna.
Cominciava il primo freddo, i primi mercatini di Natale,  le passeggiate dopo la funzione, spesso si cenava una pizza fuori.
Tempo fa le lettere a Babbo Natale si scrivevano il giorno dell’Immacolata, e l’albero si addobbava la vigilia di Natale. Tempo fa l’odore di pino si sentiva per tutta la casa. Tempo fa ognuno di noi si ingegnava a cercare il regalino che poteva fare più piacere all’altro, e al proprio portafoglio.
La vigilia di Natale si facevano gli struffoli e la maionese in casa con la nonna.
Mia madre cucinava per la vigilia sempre il pesce e per il pranzo di Natale sempre i tortellini in brodo.
Tempo fa maschi e femmine di casa litigavano sulla scelta della Residenza della Messa di mezzanotte,  così potevamo incontrare gli amici.
Tempo fa il pranzo di Natale cominciava spesso alle tre del pomeriggio. E spesso ci facevano compagnia anche gli amici.
Tempo fa il pomeriggio di Natale si passava a mangiare noci e guardare i filmini di quando eravamo piccoli.

Tempo fa il Natale finiva intorno a carnevale, quando mio padre, dopo due mesi di assilli di mia madre, finalmente toglieva l’albero.

martedì 30 novembre 2010

C'é sempre un motivo

Non cè niente di cui arrabbiarsi. C'é solamente da impazzire.
So di avere un appuntamento notturno fisso ormai tra l'1.00 e le 3.00. Ed è un appuntamento esclusivo. Nessuno ancora si è mai offerto sua sponte di presentarsi al mio posto.
Puntuale arriva il primo richiamo. Mi alzo fiduciosa.
Con un po' di biberon tutto si risolverà in pochi minuti.
5 minuti dopo sono di nuovo nel mio letto caldo caldo, sotto il piumone. Non faccio in tempo a ricordare quale sogni stavo facendo. Arriva il secondo richiamo.
Mi alzo, un po' meno fiduciosa, ma ripetendo a me stesso che amo il mio Bimbo, anche se non riesce a riaddormentarsi da solo. Idem come sopra.
Terzo richiamo. Questa volta, è inutile girarci intorno, sono incavolata nera. La sveglia suonerà tra appena 4 ore e io sono in giro per la casa a cullare Bimbo con un freddo spaziale. Bimbo non si concilia in nessun modo: non in braccio, non nel letto, neanche le ninna nanne funzionano. Sono a pezzi, alle due del mattino non mi viene nessuna idea originale per farlo addormentare.
Paul mi è di grande aiuto: "Lascialo piangere nel suo letto!" (Tanto Bimba stanotte è dai nonni)
Non aspettavo altro. Piccolo particolare. Se lui continua a piangere nel suo letto, io non riesco a dormire nel mio. Mi alzo ancora, ma la mia pazienza è ai minimi termini.
Non è colpa sua, lo so. ... ma allora di chi??? ... e non è il momento di autocolpevolizzarsi.

Quando la sveglia suona alle 6.00 siamo io e Bimbo addormentati sul divano con una coperta di fortuna. Tutto sommato un paio d'ore ho dormito.

Se la vita mi sembra tutta in salita, se tutti ce l'hanno con me, se non riesco a programmare neanche cosa farò per cena, se solo il pensiero di dover fare una telefonata mi fa innervosire, se diventa un problema anche accompagnare Bimba a vedere Cenerentola, adesso so il perché.

domenica 28 novembre 2010

Il compleanno della mamma

So di aver sempre ammirato la sua forza, la sua coerenza, la sua determinazione. So di aver spesso invidiato le sue certezze, la sua capacità di distinguere così facilmente il bene dal male.
So di non aver ereditato la sua naturale vocazione all’ordine e alla pulizia, tanto da aver rinunciato al confronto con lei.
So di averle spesso conteso l’uomo che entrambe amiamo, anche se in modo diverso.
So che a volte sono stata con lei troppo severa. So di averla provocata spesso: di aver sfidato la sua pazienza, le sue idee, la sua femminilità, il suo modo di essere e di amare. So di averla qualche volta ferita.
So di assomigliarle anche: la professionalità; la sbandierata indipendenza; la capacità di guardare alla sostanza delle cose;  il modo diretto di parlare; l’ostinazione a voler sempre fare tutto;  una certa capacità di amare, a volte ironica e distaccata, ma senz’altro incondizionata.
La mamma è sempre la mamma, ieri è stato il suo compleanno, e da qui, da qualche chilometro di distanza ho pensato che la donna che sono nel bene e nel male, la devo a lei.

venerdì 26 novembre 2010

All'antica

"Mamma, che cos'é il collegio?"

"E' un posto dove ci sono tanti bimbi monelli ... che dormono nella stessa stanza, e stanno tutto il giorno insieme agli educatori senza i genitori ... E mamma e papà li vedono solo il sabato e la domenica ... "

"Mamma, ci voglio andare."

giovedì 25 novembre 2010

Santa Rosalia

I bambini devono stare con i bambini.
I bambini devono andare al nido: si divertono, giocano, imparano subito le regole dello stare insieme.
I nidi sono luoghi sicuri, progettati proprio per i più piccoli.
Il nido ci sarà sempre, non si ammalerà mai, non avrà problemi familiari per cui assentarsi.
Il nido è un notevole risparmio economico.
Se in casa non c’è nessuno, in casa non ci sono consumi.
Il nido non vuole la tredicesima.
A settembre il nido comunica quali saranno i giorni in cui dovrai prenderti le ferie,  piazzarli ai nonni, o portarteli in ufficio, o scongiurare la vicina di casa di tenerseli.
Il nido risolve tutti i problemi di competizione femminile tra mamme  e baby sitter.

Ma poi è arrivata lei, Santa Rosalia: viso angelico, modi pacati e sereni. Premurosa, affettuosa, paziente, sorridente. Il mondo ovattato dove ogni bambino vorrebbe vivere. Il mondo disponibile e sicuro che ogni mamma vorrebbe per il suo bambino.
Composta anche davanti le peggiori ringhiate di Bimba.
Infine, il colpo di grazia, quello che ha fatto tornare i cuoricini nei miei occhi: Santa Rosalia non tocca Bimbo se prima non si è lavata le mani  …

I grandi amori smentiscono tutte le grandi teorie.

Santa Rosalia, Tu sarai sempre con noi, e Bimbo conoscerà la scuola a 6 anni compiuti.

mercoledì 24 novembre 2010

Profilo di un capo.

Non avevo mai avuto un capo prima d’ora. Un capo vero s’intende. I miei capi sono stati sempre colleghi per lo più della mia età.
Quando sono arrivata qui me l’avevano detto. “Non ti fidare. Per ora è di buon umore”.
Si presenta riservato e cordiale. Per lo più lavora chiuso nella sua stanza. Ci fa compagnia solo nella pausa caffé, ma è sempre di pochissime parole.
Ma non è questo che fa impressione. Ciò che fa impressione è quello che è successo oggi.
Chiama urlando la mia collega di stanza. Lei è la sua vittima preferita. Forse perché gli è indispensabile. Quello che ha urlato dopo lo abbiamo sentito tutti. Tutti noi della palazzina, intendo. E non solo.
Senza un vero motivo. Senza che ci sia stata una negligenza. Solo per sfogare la propria tensione.
A L. non rimane che stare in silenzio, rispondere è peggio in certi casi.
E poi lo conosce, si è abituata ai suoi modi. Certo, ci rimane male, ma poi le passa.
Lo so, toccherà anche a me prima o poi subire la sua sfuriata. La sua vile sfuriata, penso. I suoi interlocutori non possono usare lo stesso tono che usa lui.
E questo senso di impotenza mi tradirà, so anche questo.
Sembra  tanto la favola della Bella e la Bestia. Solo che qui non si sa se dietro la Bestia si è mai celato un principe.
Devo assolutamente scoprire quale trauma infantile ha causato la formazione di questa personalità maniaco-aggressiva. Non posso correre il rischio che Bimbo mi diventi così. Stasera lo guarderò con occhi un po’ diversi, con occhi indagatori, pronti a cogliere la minima sfumatura di personalità deviata.
Potrebbe già essere troppo tardi.

lunedì 22 novembre 2010

Piani d'emergenza.

Piano d'emergenza per accorciare questa interminabile domenica. Ultimo giorno senza Paul.
1. ipotesi: Fuga. Io al Convegno di Calarossa, e i bambini con i nonni.
Fallito. Il convegno la domenica è dalle 10,00 alle 12,00. Troppo poco.
2. ipotesi: Altra fuga. In agriturismo con amici.Questa volta con figli.
Fallito. Finirà per essere troppo faticoso.
3. ipotesi:
Programmare la giornata:
- 7,00 -10,25: Sveglia. Colazione. Preparare omogeneizzati di verdure per la settimana. Pulizie domestiche (per far trovare a Paul almeno il suo bagno decente e il letto cambiato). Preparare i bambini.
- h 10,30: Messa con bambini. (La suora a gennaio preiscriverà lei stessa i pargoli alla scuola comunale.
- h 11,30: Giardinetti.
- h 13: Casa dei nonni.
- h 18,30: Casa. Cartoni. Attesa di Paul.

Giornata:
- h 7,00 I bambini sono matematicamente già svegli. Il loro orologio interno di domenica è programmato non oltre le 6,30.
 -10,25: Sveglia. Preparazione omogeneizzati di verdure per la settimana.

"Mamma, voglio fare il puzzle. Mio fratello me lo distrugge."
Ergo: "Tienitelo tu in cucina".
Ma Bimbo protesta. Non vuole guardare la mamma che omogeneizza qualisiasi tipo di verdura fermo sul seggiolone (e perché mai?): vuole essere cambiato, intrattenuto con un bel gioco, addormentato.
Vabé la colazione è saltata. Vabé, le pulizie anche.
Cerco disperatamente di vestirmi e vestire Bimba in tempo per la Messa. Ci sono quasi riuscita.
Ma Bimbo è ancora sul seggiolone. E questa volta piange disperato.
h 10,20: Lo prendo in braccio, e si addormenta di colpo.
Vabé, anche la Messa mattutina è saltata. Ci andrò nel pomeriggio.

h 11,00: Il letto non è fatto, la biancheria non è piegata. Il bagno è ancora quello di mercoledì. Ma pazienza. mettiamo un punto.
Tutti al parco.

h 12,30. In macchina, si va dai nonni.
h 13,00: Siamo a casa dei nonni.
Il piano emergenza è dichiarato sospeso. Ora se la vedono loro. 

 h 17,00: SMS di Paul: "Corie, sto tornando. Ci vediamo tra un po'."
"Bene!" Rispondo facendo finta di niente.
Ma la mia mente corre alla montagna di biancheria ammucchiata sul nostro letto non fatto. E, peggio ancora, al bagno (...)
Vado di corsa a cercare una Messa.
h 18, 45: Adesso tutti in macchina. Destinazione casa. Il Piano di emergenza è riaperto.

Bimba è incantata davanti ai cartoni. Finalmente Bimbo è libero di andare in giro e distruggere tutti i puzzle che vuole, tanto la sorella non se ne accorgerà. E io ho appena il tempo di fare il letto, e piegare quella montagna di panni.
Troppo tardi per le pulizie. E' già ora di cena per Bimbo.
Primo cucchiano di pappa e ... driiiin .... E' tornato papà!!!

Paul è tornato. Il letto è a posto, la biancheria nche. Mi dipiace, Paul. Il bagno sarà uguale a quando l'hai lasciato. Un tantinello peggio, forse. La cena non è pronta.
Ma adesso il piano emergenza è ufficialmente chiuso.

venerdì 19 novembre 2010

Senza di te.

Senza di te non si cucina pesce.
Senza di te niente pizza taxi e pollo taxi.
Senza di te i pomeriggi non passano mai.
Senza di te a tavola si parla solo di favole.
Senza di te esiste solo la spesa a domicilio.
Senza di te Bimba guarda i cartoni animati dopo cena.
Senza di te i bambini la sera piangono mentre io cucino.
Senza di te nessuno comunica più i risultati delle partite.
Senza di te ogni pranzo e ogni cena diventano un pic nic.
Senza di te è impossibile la raccolta differenziata porta a porta.
Senza di te dormono tutti nel nostro letto, tranne la sottoscritta (...).
Senza di te non è possibile parlare al telefono il pomeriggio (neanche con te ...).
Senza di te in casa c'è un'adulta che deve dimenticare di essere tale per giocare 24 ore su 24.
Senza di te c'è un'adulta che quando i bambini dormono e vorrebbe tornare alla sua età, è troppo stanca per essere un'adulta.
Torna a casa, Paul.

mercoledì 17 novembre 2010

Sì, c'ero anch'io ...

Sì, è vero, c’ero anch’io l’altro giorno. In fondo a tutto, seduta timidamente, mi nascondevo dietro mio marito. Ti sarai senz’altro accorto di me, a causa della mia voce. Nella confusione delle preghiere recitate per te, ce ne era una un po’ stonata, che non seguiva la cadenza della tua Terra e della tua amata città. Aveva una inconfondibile flessione partenopea.
No, non ci siamo conosciuti di persona. Ero lì perché conosco tuo figlio, e tua nuora. Loro hanno la mia età, quello che è successo a loro potrebbe capitare anche a me. E questo mi confonde, e mi atterrisce…
Avevo fretta di tornare a casa, era ora di pranzo per il mio bimbo, eppure sono rimasta fino alla fine. Ti sarai commosso per le parole del tuo amico sull’altare. La cosa strana è che mi sia commossa io. Che non ti ho conosciuto, che non ho vissuto  i tuoi proverbiali scherzi: che non ti ho visto essere marito e padre esemplare, che non sono venuta in montagna con te, e tantomeno in trasferta e allo stadio. Ma nelle parole del tuo amico riconoscevo tanti volti familiari. I volti dei padri delle mie amiche e dei miei amici, quelli con i quali sono cresciuta, e … ho paura a dirlo… anche quello di mio padre.
Vi somigliate un po’ tutti, voi della vecchia generazione: passioni totalizzanti, grandi lavoratori, padri spesso presenti, padri sempre disponibili, che non hanno mai perso il gusto di sentirsi raccontare le storie dei loro figli, padri severi, ma magnanimi.
Uomini che non hanno conosciuto la noia, che non hanno vissuto realtà virtuali, che non hanno mai perso di vista i loro veri amori.
Per questo rimanete delle colonne. L’ago della bilancia del nostro generazionale precario equilibrio. Per questo non potete permettervi il lusso di stare male. Non potete permettervi il lusso di lasciarci soli.
Per questo piangevo a dirotto, pur non sapendo niente di te. Per questo la mia stonata preghiera partenopea non hai potuto fare a meno di sentirla anche tu.
Riposa in pace.