martedì 22 marzo 2011

Signora Lia

Se nella stessa mattinata bisogna mettere i festoni, gonfiare i palloncini, preparare la tavola, infornare le torte, farsi il manicure, pensare a un pranzo frugale ma esistente,
e se nella stessa settimana si é comprato il lampadario, fatto il regalo all'unenne, e uno piccolo piccolo alla Bimba quattrenne, comprato il comprabile per la festicciola,
per il parrucchiere non rimane poi un gran budget.

In poche parole non se ne parla per ora di tornare dal principe dei parrucchieri, e Corie ha cercato di sostituire il suo povero parrucchiere trasmigrato/ chiuso (ancora non si é capito) con un altrettanto povero parrucchiere.

Perciò la mattina della  festicciola di Bimbo scende di casa per un giretto perlustrativo nel quartiere cercando qualcuno che le facesse una messa in piega rimanendo a 1 sola cifra di euri.
E tra un negozietto e l'altro, ha trovato una porta di legno con vetrata opaca, e una scritta: Coiffeur Lia.

Entra fiduciosa. La tariffa é di quelle giuste.

Carta da parati color rosa pastello, attacapanni di legno, poltrone di stoffa un po' sfondate, la collezione di Epoca, quattro signore sulla settantina con i bigodini sotto il casco per capelli. Clientela tra i 50 e i 70. Radio Italia anni '60 a tutto volume.

E  Lia. Età indefinibile ma assolutamente in tono con la sua clientela, grembiule bianco, forbici in mano. Canta a squarciagola "Bastardo" della Tatangelo. E questo è di gran lunga il particolare più moderno di questo  pittoresco posto, fermo al 1960 circa.

In ogni caso, mezz'ora dopo (é questo il bello dei parrucchieri poveri) nonostante i legittimi timori, Corie era fresca e pettinata, e non assomigliava a Jane Russell.

Neanche a Marylin, però. :(


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