martedì 26 aprile 2011

Dal Nord al Sud

Non è perchè si é emigrati che si può dimenticare da dove si viene.
Le radici fanno l'identità. E le Feste comandate sono lì che ce lo ricordano, con scadenze fisse.

Perciò, se da quando sono emigrata ho rinunciato (malvolentieri) alla mozzarella di bufala, alla pizza fattaperbene, al limoncello doc, al casatiello di mammà,  non posso però prendere i voti del digiunotuttalavita, perciò mi sono rimboccata le maniche, e dieci anni fa ho cominciato a cucinare.
Da quando cioé sono emigrata per la prima volta. Al Nord, come qualsiasi emigrata che si rispetti.

Perché ci sono cibi che non sono solo cibi: hanno il sapore della nonna, della casa di mammà, delle vecchie amicizie, della propria città.

E al Nord gli ingredienti per fare la struffoli e pastiera li ho sempre trovati, anche al GS.
E anche quando sono emigrata verso il Centro Italia, anche lì li ho trovati, e fino all'anno scorso anche qui, dove abito adesso, all'estremo sud, nell'Isola della Penisola.

Fino all'anno scorso, per l'appunto.

"Mi scusi, ma dov'é il grano per pastiera che vendevate (ne sono certa) fino a luglio scorso esposto in questo scaffale?"

Riposta n. 1 all'impanicata domanda di Corie
"Le serve il grano precotto per la pastiera esattamente per fare cosa?"
Mah, non so, magari per imbottirci il tramezzino, lei che ne pensa?!?

Risposta n. 2:
"Signora, chi vuole che faccia mai una pastiera?"
Vabé, almeno più sincera.

Quindi, ricapitolando.
O emigrazione e globalizzazione non vanno poi così a braccetto;
O l'emigrazione in questa Regione é calata a picco;
O il problema é generazionale: le vecchie elaborate ricette della nonna non si cucinano più.

In ogni caso Corie al supermercato, dinanzi al commesso, ha provato la sgradevole sensazione di avere un grosso problema di identità.


Per fortuna esistono i negozi di dolci , e per fortuna esiste Nonna A.
E così anche quest'anno a casa Bratter c'è stato profumo di pastiera dal Venerdì Santo alla Pasquetta.
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