giovedì 28 aprile 2011

Il pensiero della sera

E poi ci si chiede perché.
Perché Corie ogni volta che prende in mano un libro di pedagogia poi le prudono le mani, e lo riposa dopo le prime tre pagine.

Ci sono state delle eccezioni, é vero. In realtà c'é stata 1 sola eccezione, il libro della Migliarese. Ma lei é una psicologa madre di sei figli, perciò pratica e ottimismo sono il suo pane quotidiano.

E' che poi certi libri sembra sempre che ti facciano sentire inadeguata:
non dire sempre SI, i fgli devono capire chi comanda, i bambini hanno bisogno di regole, ricordarsi che non si è amiche ma madri  ..

che così si arriva a sera che pensi che se ti sei divertita un sacco tutto il giorno con i bambini e non li hai sgridati neanche una volta, beh c'é qualcosa che non va, e sicuramente avranno fatto una tale confusione di ruoli da averli rovinati per sempre.

E poi c'é il tema scottante della nanna.
Regola pedagogica politicamente corretta: I bambini devono dormire da soli.

Intanto, i bimbi Bratter col sonno non hanno mai avuto un bel rapporto.
Ergo, se io spero di mantenere i miei ottimi rapporti con Mr. Morfeo (e dedicare l'ultimo quarto d'ora della giornata a Paul) devo cercare delle scorciatoie per farli addormentare il prima possibile.

In secondo poi: non ho mai visto nessun dodicenne addormentarsi con la mano della mamma, e considerando che ai dodici anni di Bimba ne mancano solo 8, preferirei tenerle la mano finché me lo consente. Conoscendola, non aspetterà altri 8 anni per inziare l'adolescenza.

Terzo poi: non c'é piacere mammesco più grande di ascoltare l'ultimo pensiero dei figli prima di addormentarsi.
"Mamma, l'ho detto anche a D. di vestirsi elegantissimo domani, senza grembiulino, che domani a scuola c'é la torta del mio compleanno."

Regola di casa Bratter n.4: I bambini li addormenta la mamma.
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