lunedì 31 gennaio 2011

Il pubblico di Topolino

Che ogni bimbo abbia le sue paure é un fatto normale, e che ogni buon genitore debba cercare di fargliele superare é un fatto altrettanto ovvio.

Almeno su questo tutte tutte le teorie sono d'accordo.

Ora, si dà il caso che Bimba abbia una paura folle e assolutamente irrazionale per i pupazzi grandi, tipo Topolino, Paperino, Winnie The Pooh, quasi allo stesso modo in cui io ho paura dei cani.
Non che non veda i cartoni animati con i personaggi Disney, è proprio l'incontro con il pupazzo gigante che non riesce a superare.
Il che, comunque, ha il suo lato positivo a volerlo trovare, se solo si pensa a tutti i soldi che abbiamo risparmiato per praticamente tutti i parchi divertimento in giro per l'Italia e l'Europa.

Ora, si dà il caso che il genitore accompagnatore ufficiale a tutte le feste e le gite scolastiche sia la sottoscritta, e dunque sia io il risolutore ufficiale di paure estemporanee. E dove sono le istruzioni per l'uso? come al solito, non ci sono.

Ergo, quando accompagna Bimba alle feste il risolutore ufficiale ha escogitato l'unico piano possibile in caso di incontro ravvicinato con Topolino: cercare un rifugio sicuro .
Il più delle volte il rifugio sicuro é il bagno. Alla meglio, quando c'è un po' più di confidenza con chi ci ospita, potrebbe essere anche la camera da letto dei genitori del festeggiato.

Ma a teatro con tutta la scuola la faccenda si é rivelata un po' più complicata del previsto.
3 favole teatrali, ergo 3 intervalli, ergo 3 interventi di Topolino.

Un HORROR, praticamente.

Intanto, camere da letto non ce n'erano. E i bagni erano troppo sporchi e freddi. Uscire non se ne parlava neanche, pioveva.
Rimaneva il bar, dove la sottoscritta risolutrice ha cercato di convincerla della bontà di Topolino, le ha perfino detto che Topolino non esiste, che sotto il pupazzo c'è una persona vera. Tra l'altro avevamo dimenticato i pop corn dentro il teatro.
Niente da fare.
Rassegnarsi a passare 1 e ½ senza fare niente, cercando di risolvere le paure di Bimba, ripassando a mente tutti gli articoli di "Io e il mio Bambino"
oppure
tornare ai metodi antichi.
Prenderla di peso e legarla alla poltrona almeno durante gli spettacoli, e assecondare la sua fuga appena il pubblico di under five cominciava a strepitare per l'arrivo del (loro) beneamato.

Il prossimo articolo di "Io e il mio Bambino" lo scrivo io.

domenica 30 gennaio 2011

Le storie di Bimba

C'erano una volta 3 bambini: Isa, Belle, Ada e Fegg.

[Sì, lo so, sono 4, ma Bimba ha pur sempre 3 anni, n.d.r.]

Vivono in una casetta di marzapane, e piano piano se la mangiano tutta, perché é molto buna.
Così piano piano la casetta di marzapane finisce e arriva un Mago.

Questo Mago con  la sua bacchetta li trasforma tutti in scoiattoli.
Allora il bimbo va dal mago e gli ruba la bacchetta.

FINE

venerdì 28 gennaio 2011

Momenti di trascurabile quotidianità (anteprima)

Bimba, dopo aver trascinato di peso Bimbo lontano il pù possibile dalle sue costruzioni:

"Bimbo, io ti voglio bene, ma tu devi imparare l'educazione!"

mmmm ... questa l'ho già sentita ...

Spugna.


mercoledì 26 gennaio 2011

Proprietà transitive

1. Proprietà transitiva:
Se le cattive notive notizie non vengono mai sole, anche quelle buone non possono viaggiare in solitudine.

C'era già qualcosa di strano in questa bella giornata di sole, dopo un lunedì di pioggia.
Dopo solo due ore avevo finito un lavoro per il quale avevo programmato l'intera mattinata.
Mentre ero concentrata e soddisfatta, intenta a svolgere il mio compitino, il mio collega dott. Perbene mi porta la notizia più attesa dal 13 ottobre ad oggi , ovvero da quando ho cominciato a lavorare qui: il Direttore ha FIRMATO le due ore di allattamento. 
In termini pratici, vuol dire che fino a marzo, cioé fino a quando Bimbo compirà 1 anno, potrò uscire alle 13 invece che alle 15, e il mercoledì alle 17 invece che alle 19.

2. Proprietà transitiva:
Se uno é felice farà felice tanti, almeno fino a marzo:

- Santa Rosalia, che risucirà spesso ad andare a casa prima delle 15,30;
- Nonna A., che il mercoledì starà coni Bambini 2 ore in meno, risparmiandosi di prepare per loro anche la cena;
- i Bambini (o così si spera, ndr) che staranno con mamma un po' di più;
- la sottoscritta Corie Bratter, che potrà tornare a casa prima, opuure concedersi 2 ore di libertà insperata fino alle 15,30.
- i negozi, in cui inevitabilmente Corie Bratter finirà per entrare nelle sue ore di libertà.

3. Proprietà transitiva
Una splendida giornata di sole, un lavoro finito, una bella notizia, 2 ore di libertà, i saldi di fine stagione, lo stipendio appena accreditato
=
       shopping sfrenato dalle 13 alle 15.

Forse questa più che una prioprietà transitiva é una equazione ... o forse un'addizione ...
La matematica non é mai stata il mio forte.

martedì 25 gennaio 2011

Ricatti d'amore

"Mamma, non voglio andare a scuola"

Bimba piange, mentre guarda con occhi sognanti suo fratello e Santa Rosalia che organizzano la loro tranquilla mattinata a casa. Sapevo che prima o poi si sarebbe innamorata anche lei di santa Rosalia, e che saranno stati guai.

"Perché, Bimba, a scuola ci sono i compagnetti che ti aspettano."

"Sì, ma lì nessuno mi vuole bene!"

Il mio cuore é già a pezzi.

"Amore, ma come, la maestra ti vuole bene, e le tue amichette."

"Sì, ma i maschi no! loro non mi fanno giocare, non mi vogliono bene!"

Commento di Paul: ATTRICE.

Risposta di Corie, col cuore frantumato (e con un bagaglio culturale di circa  1000 puntate di Un Posto al sole):
"Che ti importa dei maschi?? L'importante è che hai delle belle amichette."

La sto rovinando, lo so.

domenica 23 gennaio 2011

Il Principe & il Povero

É come passare dalle stalle alle stelle.
Come passare dalla stiva alla prima classe del Titanic.
Come passare dalla paglia a un materasso ad acqua.
Come passare da 1 a 5 stelle.

Il 31 dicembre il mio storico parrucchiere povero ha chiuso i battenti. Quello  che aveva ancora i poster anni 80 alle pareti, quello che non aveva neanche una ragazza che potesse fare il manicure, quello che scendevi di casa e tornavi dopo mezz'ora perché tanto non c'era nessuno prima di te a fare la fila, quello che si faceva pagare talmente poco che ogni volta ti chiedevi se non ti saresti risvegliata con le ciocche sul cuscino.
In ogni caso io sono rimasta orfana, con le doppie punte e i capelli stile ape maia, metà biondi e metà neri.

Per fortuna ci sono le amiche, e i loro compagni delle elementari.
La mia amica P. è riuscita a trascinarmi da uno di loro, che si è aperto da poco un negozio di coiffeur.
Uno che quando entri ti offre per prima cosa il caffé, e così cominci a farti un'idea di quanto ti farà pagare.

Se poi aggiunge:
. la poltrona massaggiante;
. la shampista che oltre allo shampoo sa fare dei massaggi alla testa favolosi;
. la sauna ai capelli;
. il lampadario del bagno delle donne che é in piccolo quello che vorrei comprare per il mio salotto

beh, cominci a pensare che forse é troppo tardi per scappare, e ti continui a ripetere che per fortuna accetteranno di sicuro le carte di credito.


Bimba era parcheggiata a scuola, pur essendo sabato, e Bimbo era parcheggiato con Paul e la sua faccia eloquente di queste occasioni.
Ma durante questa mattinata goduriosa non mi sono sentita in colpa neanché un po'.

Inesorabile é arrivato il momento del conto, e purtroppo anche della telefonata di Paul, eloquente quanto la sua faccia di stamattina.

Comunque, con la mia amica P. tutto é possibile, anche che io vada dal parrucchiere e ne esca con i capelli CORTI.


sabato 22 gennaio 2011

Momenti di trascurabile senilità

Un anziano signore al supermercato.
Assomiglia un po' a mio nonno: stesso cappello, stessi occhiali, stessa statura, stessa età impressa nella mia memoria. Oggi pomeriggio non andrà alla partita, deve accompagnare sua moglie a teatro.
Si é beccato gli insulti del salumiere, ma con santa rassegnazione ha preferito il teatro allo stadio.

Mi sono ovviamente chiesta se ... ma per fortuna non mi sono data una risposta.

Mentre facevamo tutti la fila delle 13 alla cassa, tra sbuffi e vari lamenti, se non improperi, l'anziano ha cominciato a raccontare barzellette.

"Cosa ha detto la moglie di Einstein la prima notte di nozze?" "Che fisico!"

Ecco, io vorrei invecchiare così.

giovedì 20 gennaio 2011

Da manuale

Lo so che sei stanco di partecipare a merendine, durante le quali a te attocca solo uno yogurtino plasmon, e al massimo un tozzo di pane.

Ci avevi provato già qualche mese fa. E avevi trovato una furba complice.
Avevi solo 6 mesi. Al parco, mentre eravamo tutti intenti a guardare le scimmiette che masticavano chewingam, la tua amichetta duenne, con l'ingenuo intento di giocare a fare la mamma, ti ha cortesemente offerto una patatina al formaggio.
Per fortuna sono intervenuta in tempo, ma un seimesenne che si lecca le dita che sanno di patatina in busta al formaggio non s'era mai visto.

E da quel momento, ahimé, é iniziato il tuo svezzamento parallelo: una piccola brioscina alla festa di E., una leccatina alla barretta di cioccolato il giorno di Natale, un assaggio della torta di F., un po' di cornetto ai frutti di bosco durante la colazione la mia amica P., fino alla merendina di sabato, quando hai assaggiato il tuo primo cipster, tra l'altro condito con tutti gli anticorpi del pavimento.

Lo zio stregone sa che Bimba ha dovuto aspettare ben due anni per assaggiare una barretta di cioccolata e una patatina fritta. Temo il momento in cui dovesse chiedere di te, Bimbo mio.
Mamma rischia un serio colloquio con gli assistenti sociali. Ma non so ancora se per tua sorella o per te.

mercoledì 19 gennaio 2011

Odalisca per mezz'ora

Stamattina. Al telefono con mia sorella.

A quanto pare sta organizzando un Orientation Day.

Decido di chiederle di più.
E da quel momento comincia a parlare arabo:
Task operation ... on-boarding employee ... 
e un'altra ventina di parole incomprensibili che ho immediatamente cancellato dal mio vocabolario.

Ma ha capito bene con chi sta parlando? sono la stessa che qualche giorno fa era convinta che HR fosse l'acronimo di qualche ospedale ...
Forse non é più il caso di chiamarla di mattina così presto.
L'unico orientation day che in questo momento mi si prospetta sarà quello nel quale mi orienterò una volta per tutte tra scuola pubblica o scuola privata.

"Wow, bellissimo!" le dico compiaciuta, ma nel frattempo mi chiedo «ma che lavoro fa mia sorella???»

lunedì 17 gennaio 2011

Dichiarazioni

B(imba): "Tu per me sei come un mirtillo."

Amichetta G.: "E tu per me come una ciliegia."

B:"Ti voglio tanto bene."

Quello che é successo prima, durante questa tormentata merendina, é taciuto per rispetto a questo dolcissimo momento di romanticismo.

Date storiche

La notte in cui Bimbo non si é svegliato (l'unica, in dieci mesi);

La volta che ho chiesto a Paul di farsi 180 km in un solo pomeriggio per portare Bimba a vedere il Presepe Vivente e lui ha accettato senza battere ciglio;

La sera che siamo usciti con gli amici, e dopo dieci giorni esatti, siamo usciti di nuovo;

La mattina in cui la sveglia non ha suonato, e ho dormito mezz'ora in più;

La sera che siamo usciti e ho scoperto che finalmente il migliore amico di Paul ha una ragazza simpatica;

La mattina che ho trovato un posto a sedere sull'autobus.

Come primi 15 giorni dell'anno non è male, considerando che questo non é l'anno del Sagittario.

venerdì 14 gennaio 2011

Ho un sogno

Ore 20,15.

"Vorrei finire la cena, vedervi addormentati all'istante, farmi un bel bagno caldissimo, tutto profumato, alla sola luce delle candele. Cominciare il mio nuovo romanzo, e dormire tutta la notte, fino alle 11 e mezzo di domani mattina!

E tu, Bimba, cosa desideri questa sera?"

"Fare un bel bagno caldo  andare subito a nanna, e dormire fino alle tre di notte!"

"Che devi fare alle tre di notte?"

"Niente, TI CHIAMO."

Ore 4,00. Il desiderio di Bimba si è avverato.

Nel frattempo, mi sa che Bimbo aveva espresso lo stesso desiderio.
Anche il suo si è immancabilmente avverato.

giovedì 13 gennaio 2011

Non è come sembra

Nessuno mi ha picchiata. Nessuno mi ha scippata, derubata, né hanno tentato di rapirmi.
Non sono stata assalita da nessun gatto, nè ho incontrato un drago tornando a casa.
E non sono diventata una punk anni '80

Semplicemente sono stata a Messa con Bimbo.

Per uscire indenne dagli insulti delle vecchiette durante la funzione, che mal sopportano le innocenti urla di un diecimesenne, ho dovuto prenderlo in braccio.
E questo tête a tête di un'ora con la mamma lo ha evidentemente emozionato.
Perciò le sue affettuose e tenere effusioni d'amore sono diventate molto presto tirate di capelli, morsi in faccia e pizzichi sul collo.
Le vecchiette che mi avevano insultata per la presunta incapacità nel tenere a bada il diecimesenne, hanno cercato allora di aiutarmi, ma con scarsi risultati. Una di loro ha rischiato lo scippo della collana.
Bimbo non ha mollato neanche per un attimo. Aveva la sua vittima  tra le mani (e tra i denti).

Il parroco aveva invitato le famiglie dei bambini battezzati nel 2010.
Ma dice che ora si accettano prenotazioni per gli esorcismi.

mercoledì 12 gennaio 2011

La piccola Corie

Babbo Natale quest'anno si é decisamente impegnato nella scelta dei regali.

Una treenneemezzo che si rispetti non può farsi mancare un oggetto cult, con cui dovrà fare i conti, volente o nolente, per tutta la sua infanzia: il camper di Barbie (con Barbie annessa, é ovvio).
Per fortuna Bimba è stata volente (con lei non si sa mai, n.d.r.), e adesso ha un unico pensiero fisso: giocare con il camper di Barbie.

Quello che Babbo Natale non ha previsto è che:
A. Bimba non vuole più uscire di casa, ma giocare solo con il camper;
B. Quando Bimba ci gioca, Bimbo non può circolare. Il camper è infatti dotato di oggetti piccolissimi, inadatti a qualsiasi età, perfino la mia. In ogni caso lo distruggerebbe al primo colpo, e il gioco diventerebbe tragedia;
C. Bimba non vuole giocarci da sola, e Bimbo, per quanto sopra detto, e non solo, non è neanche contemplato tra i suoi compagni di giochi.

Perciò, in casa Bratter, rimaniamo io e Paul. Ma Paul ha fatto in modo (non so come) da essere subito escluso.
"Tu non sai giocare", gli è stato perentoriamente detto, e lui ha colto la palla al balzo.

Rimane la sottoscritta.
Scavo dentro di me, e faccio emergere la piccola Corie che a sua volta giocava con il suo camper di Barbie.

Si vede che la cosa é stata convincente.

Bimba non mi mollava più, Bimbo è rimasto imprigionato tutto il pomeriggio nel suo lettino, sommerso da qualsiasi cosa potesse distrarlo, e non siamo rimasti digiuni solo perché a un ecerto punto mi sono ricordata della mia età reale, provocando però effetti devastanti sulla povera illusa Bimba.

Risultato: ora Bimba piagnucola tutto il giorno pretendendo di arinchiundere il fratello nel lettino, e di avere ancora la piccola Corie a disposizione tutto il pomeriggio.

Qualcuno ci salvi dal camper di Barbie.
A.A.A. Urgesi organizzazione di merendina con compagnetti.

martedì 11 gennaio 2011

Fenomenologia del volo


Al telefono con zia C.

"No, zia,  non si può volare con la scopa. Le scope non volano, le scope spazzano."

"Vabene, e le fate allora?"

"Le fate volano, ma con le ali."

Questa piccola treenne, invece, ha sempre i piedi per terra.

lunedì 10 gennaio 2011

L'insostenibile leggerezza del fato

Paul è convinto che contro l'ineluttabile direzione del destino non c'è niente che si possa fare.
Perciò, se uno ha il raffreddore, è inutile che vada dal medico, tanto deve fare il suo corso.
... e se dopo Natale e Capodanno ci si ritrova con qualche chilo in più, pazienza, era inevitabile.
Ma nella mia filosofia di vita, che pure trova decisamente allettante questa visione in cui il fato è l'unico arbitro del mio destino, la rassegnazione non riesce a trovare posto, almeno fino a quando l'evidenza non mi fa arrendere.
Ergo, se prima di due gravidanze, ma soprattutto di queste vacanze di Natale ero una 38, non voglio rassegnarmi alla taglia 40, e tantomeno alla 42.
Come posso rinunciare all'idea di non indossare i miei bei tubini? e non oso immaginare la prova costume...

Perciò, anche se non c'é niente di più banale che mettersi a dieta il lunedì dopo le feste, e anche se fino ad oggi non pensavo mai di dover pronunciare una frase simile, dovrò cominciare a pensare a come tornare la 38 di una volta (...).

Nel silenzio della grotta

Dico la verità. Non è facile per me.
Vorrei dare a voi quello che ho ricevuto, e qualcosa in più.
E non parlo solo di spensieratezza, gioia, e buone maniere. 
Parlo della fede.
Quella forza che anche se ci fa lamentare dei limiti umani, perchè siamo umani, poi ci fa vedere oltre, e perdonare. Quella forza che ci fa agire per vedere la felicità negli occhi del prossimo, anche se costa, o anche se poi falliamo. Quella forza che ci spinge a guardare oltre la giustizia umana, anche se con rabbia.
Non è facile comunicarla, la fede.
Quello che la rende difficile, tra le altre cose, è provare a cercare la felicità anche nel dolore; é vedere la luce nelle piccole (o grandi) croci; é trovare la forza di fare scelte che non hanno niente a che vedetre con le ragioni umane.
E la mia paura. La paura di non essere coerente ai vostri occhi, e che ciò sia così lampante da farvi perdere la fiducia.  La paura di non trovare le parole per esprimere i pensieri, e le preghiere. Perché a volte le parole sono un'arma a doppio taglio, e rendono in un attimo sterile tutta la pienezza che abbiamo dentro.
Forse ha ragione la mia amica, per comunicare una parte di tutto questo, c'è bisogno che io ne sia piena. E neanche questo è facile. Perché nell'amore, nonostante quello che ci raccontano nei film, non c'è niente di facile.

"Vado a vedere i signori che fanno il pane per Gesù", hai detto ai nonni, quando abbiamo lasciato Bimbo con loro.
Di fronte allo spettacolo affascinante del  presepe vivente, non sei rimasta indifferente.  Incantata dalla suggestione del luogo, eri curiosa di scoprire l'operosità di ogni bottega. E con mio grande stupore non hai mai dimenticato che ogni cosa era dedicata a Gesù, appena nato: le ninna nanne del cantastorie, le uova del contadino, i lenzuolini ricamati, i mobili del falegname, il pane fatto in casa, le patate bollite, il latte di capra, i pomodori messi a essiccare al sole ...

In una bottega, tra le tante, alcuni uomini giocavano a carte.  
"Mamma, loro non pensano a Gesù."

Bimba mia, oggi non c'è bisogno che io cerchi  parole.

giovedì 6 gennaio 2011

Cominciamo bene

Qualche giorno fa.
Ufficio deserto. Tutti in ferie in questi giorni.
Dopo una mattinata in assoluta solitudine, arriva il capo verso l'una.
Si guarda intorno.
- Non c'é nessuno, eh? Bene, loro fanno i bastardi con me, e io farò il bastardo con loro. -
[naturalmente la inesportabile espressione letterale è stata volutamente edulcorata dalla sottoscritta].

 «Mi scusi, caro capo, non per mettere in discussione la sua certamente lodevole memoria, ma chi gliele ha firmate le ferie agli assenti di oggi??? (...) »

C'è qualcuno che ancora non ha pensato ai buoni propositi per il nuovo anno, o forse sì (...)

Prime mache parole

Menomale che non credo troppo alla differenza di genere. Soprattutto alla tua età.

Si dice che i bambini comincino con il nome delle persone e delle cose a loro più care, e più necessarie.

Sul primo punto siamo da manuale, bimbo mio. Dici solo "mamma" e "papà".
E sul secondo, ovvero sulle cose,  che la faccenda si complica.
Essì perchè anche qui avevi cominciato secondo manuale, dicendo chiaramente "pappa".
Poi è successo qualcosa. 
In mezzo a  una innumerevole serie di suoni, la maggior parte dei quali assolutamente incomprensibili, ce ne é uno, più distinto, più preciso, più sospetto.

Avevo per la verità questo sospetto già da qualche giorno, da quando tua sorella ti ha solennemente proibito di accostarsi al suo camper di Barbie.
"Babbu, Babbu" dicevi. Ho fatto finta di niente.

Oggi, però, lo hai detto di nuovo,  e proprio mentre guardavamo "Barbie e la magia di Pegaso".
Due indizi fanno una prova.

Tua sorella subito  dopo "mamma, papà, nonni e pappa", ha detto "scarpe".
Tu hai fatto di meglio: hai detto "Barbie".

martedì 4 gennaio 2011

Post it 2011

  • un bel viaggio formato famiglia;
  • dormire tutta la notte;
  • due mesi al mare;
  • rivedere i vecchi amici;
  • tempo per le mie amiche;
  • avere nuovi amici;
  • libri belli da leggere;
  • andare a cena fuori con gli amici due volte al mese;
  • la collanina di Tiffany;
  • una sola frase di senso compiuto di Bimbo, anche se farfugliata in bimbese;
  • non trovarmi nella condizione di dover chiedere scusa;
  • baci&abbracci di Bimba;
  • imparare ad amare meglio;
  • andare a teatro;
  • vedere e coccolare questi nipotini maschietti, di primo e secondo grado;
  • sorrisi&soddisfazioni di Paul;
  • andare al cinema due volte al mese;
  • continuare a scrivere il mio piccolo blog;
  • una bella festa di compleanno per Bimbo;
  • il lampadario rosso;
  • trovare qualcosa da amare in questo lavoro;
  • portare i bambini a Milano;
  • portare i bambini in Svizzera;
  • avere sempre l'idea geniale che risolva il capriccio in meno di tre minuti;
  • il desiderio incoffessabile, che però se si avverasse sarebbe grandissimo, ma rimane incoffessabile, quantomeno per scaramanzia. . (Qualcuna delle mie amiche già lo conosce, ma vietato rivelarlo ad alcuno)
  • varie e eventuali
 Rileggere questo post il 31 dicembre e aver realizzato metà di queste cose (il desiderio incoffessabile confesso che varrebbe da solo il 75%).

lunedì 3 gennaio 2011

Questione di età

Buon sangue non mente.
Se la genetica non è un'opinione il cinema piacerà anche a Bimba.
Lei per la verità non era affatto convinta, forse solo leggermente incoraggiata dalla presenza degli amichetti. I quali neanche erano troppo convinti.

Insomma l'unica a voler veramente vedere "Le avventure di Sammy" era la sottoscritta.

Appena entrate, mentre facevamo i biglietti:
"Mamma, ho fame."
"Sì, Bimba, appena facciamo i biglietti ci pensiamo"
"Mamma, se non mangio non posso crescere, e rimango sempre così."

Ho capito tutto. Vuole i pop corn.

Tra una sgranocchiata e l'altra, improvvisando un balletto nel corridoio e puntualmente piantando un capriccio imbrazzante nell'intervallo, siamo arrivati alla fine del film.

In macchina, al ritorno.
Sicura  della risposta, le chiedo:
"Allora, ti è piaciuto il cinema?"
"No."

come NO?!?
e la genetica?!? e la magia delle luci che si spengono e dello schermo gigante?!? e la storia romantica di Sammy?!? ... e tutti i soldi spesi per i pop corn?!? e tutte quelle musiche di cui sembrava entusiasta?!? ... e le nostre future domeniche pomeriggio al cinema, quando sarà un'adolescente ribelle, ma che non rinuncia al cinema d'autore con la mamma?!????? devo aver capito male.

"Sicura che non ti è piaciuto?"
"Sicura, e non ci voglio andare più, neanche da grande."

"E io non ti compro più i pop corn."

Colpita e affondata.
Ora resta da chiedersi una sola cosa: chi é la più piccola tra noi?