lunedì 28 febbraio 2011

A lume di candela

Black out a casa Bratter.
Dalle 17 alle 23,30 di ieri sera abbiamo vissuto come le nostre nonne da bambine (ovviamente quelle mie e di Paul...).
Finalmente gli innumerevoli e incantevoli candelabri della lista nozze sono ritornati utili, e menomale che avevamo una bella scorta di candele, che a casa Bratter le torce elettriche sono robe troppo avanti.

Però, non é male sul crespuscolo cercare un po' di luce sul balcone, e nel frattempo fare quattro chiacchiere con la mia amica P., dirimpettaia, cercando di raccontarci tutta la lunghissima telefonata con l'amica C.

Bimbo appena ha visto le luci tutte spente ha deciso che era arrivata l'ora di andare a ninna, almeno per il momento.

Bimba, dopo (non) essersi fatta una ragione del mancato cartone animato delle 20,30, non ha però rinunciato alle due favolette serali.
Poche letture hanno lo stesso sapore delle favole delle principesse lette al lume di candela, cercando di non bruciarsi capelli e pigiamino.

E vogliamo parlare di leggere il giallo di turno con la luce della candela sul comodino?
E questo é stato il finale romantico della serata. Paul ha la bronchite.

domenica 27 febbraio 2011

Promesse

Ore 8,00. Come tutte le mattine porto il succo di frutta a Bimba.
"Amore, quando ricomincerai a prendere il latte la mattina?"

Regola di casa Bratter n. 2: non assecondare due volte la stessa eccezione, diventerà immediamente un'abitudine irrinunciabile.

"Mamma, già te l'ho promesso tante volte, quando viene l'inverno ricomincerò a prendere il latte."

"Bimba, siamo in inverno."

"Mamma, ma quando nevica..."

Per l'appunto, noi abitiamo a Palermo.

venerdì 25 febbraio 2011

Il repertorio delle mamme


Stanotte si é salvata solo Santa Rosalia. Ci sono andati di mezzo tutti:  la signora dell pulizie, il Dirigente, la vicina che cucina con l'aglio, le facce eloquenti di Paul,  la commessa del supercato, i post it che non trovo mai.
Pur di non prendermela con lui.
Bimbo si é svegliato anche questa notte.
Dopo una notte passata in bianco per la febbre alta, e una in cui la sua sveglia naturale é suonata alle 4,30.
Non aveva temperatura, non aveva certamente caldo, né freddo. Non aveva fame. Solo non aveva sonno. Cullato, coccolato, cambiato. Niente da fare.

A mali estremi, estremi rimedi. Quando mi ricapita di poter vedere la puntata registrata delle Desperate Housewives?
Peccato che l'idea sia stata eccessivamente di suo gradimento: ha guardato la puntata con più attenzione di me.

Impietosito, Paul ha ceduto il lettone, accontentandosi di dormire sul divano, ma pur sempre di dormire. Privilegi dei papà.

Mentre io e Bimbo, nel lettone, abbiamo rinunciato all'idea di riposare, abbiamo sfornato il meglio del repertorio mammesco: giochi con le mani, filastrocche, favole, ninne nanne.
Privilegi delle mamme.

E stanotte ho capito che il confine con la follia non é poi così lontano.
Basta perdere il sonno.

giovedì 24 febbraio 2011

Ma quanti siamo?

Ormai ci seguono dappertutto.
Prima almeno erano solo due. Ora a poco poco sono diventati cinque.
Bimba continua  a fare amicizie e a portare ovunque i suoi nuovi compagni di giochi.
Se usciamo dobbiamo prendere i cappottini anche a loro.
Se li dimentichiamo in macchina, ci tocca ritornare.
Una volta gli abbiamo chiuso un dito nello sportello. Per poco non finivamo in ospedale.
Ogni tanto qualcuno di loro fa il compleanno.
E Bimba telefona loro  due, tre volte al giorno.
E non sono mica tutte rose e fiori. Mammamia quanto litigano.


E guai a dirle che sono immaginari.

mercoledì 23 febbraio 2011

Una giornata in casa

Piove a dirotto. E Bimbo ha avuto la febbre altissima tutta la notte. E noi una notte tremenda insieme a lui.
Oggi é mercoledì, e con queste premesse il turno a casa dei nonni é saltato.
Paul è a casa in convalescenza, finalmente uscito dal tumulo della camera da letto. 
Bimba è arrivata a scuola talmente tardi che la maestra pensava non andasse più.
Nonostante la febbre Bimbo ha imparato a dire "Pippo" e "palla".
Mi sono lucidata i piatti che aspettavano dalla cena con nonna A.
Mi sono fatta il manicure che aspettava da tempo immemorabile.
Ho cucinato a pranzo, cosa che non succede mai, raramente di domenica.
Ho simulato i versi degli animali della fattoria per gran parte della mattina.
Sono andata  a prendere Bimba a scuola, cosa che non succedeva da tempo immemorabile. E che mi manca più di tutte.
Mi sono sorbita il pianto di Bimba per tutto il tragitto casa-scuola perché l'ho obbligata a mettersi il cappellino.
Ho assistito allo spettacolo casalingo della recita di fine anno.

E ho dimenticato il mio lavoro per un giorno intero.
Ogni tanto ci vuole.

martedì 22 febbraio 2011

Yogurt al limone

 
Eravamo in sei, e si stava bene.
Una in carriera.
Una che si barcamena tra lavoro e casa.
Una che si barcamena tra casa e lavoro.
Una che si barcamena tra casa, clinica e lavoro.
Uno che si barcamena.
E il Dirigente.
Ora c'è il settimo. O meglio, ci vorrebbe essere. Ufficialmente c'é. Ma il Dirigente ancora fa finta di niente.
Perciò ce lo dobbiamo sorbire noi. Noi tre: la donna in carriera e le due barcamenanti. Perché quello che si barcamena  latita sull'argomento.
Il settimo sale puntualmente, sempre quando il Dirigente non c'é . La scusa é chiedere cosa fare.
La premessa, sempre bene espressa, é di essere separato, da poco.
Il che é un punto a suo svantaggio,  per quattro che pensano alla carriera e a barcamenarsi.
Insiste per voler fare servizio esterno. Insieme alla collega in carriera.
Primo due di picche.
Poi cerca di solidarizzare con la sottoscritta barcamenante: in fondo dovremmo, sulla carta, occuparci delle stesse cose.
Secondo due di picche.
Infine vorrebbe colpire il lato umano della collega L. , con qualche simpatica battuta.
Terzo due di picche.
La barcamenante tra clinica, casa e lavoro non l'ha torvata mai. Era in clinica o casa, per l'appunto. Ma ha ribadito che gli farebbe piacere conoscerla.
Quarto due di picche.

Offre un caffé. Niente da fare. In quest'ufficio le donne, in carriera o barcamenanti che siano, consumano rigorosamente solo yogurt al limone.

lunedì 21 febbraio 2011

Deliranti passatempi febbrili

Uno di quei giornaletti delle principesse che vendono dal giornalaio, e che i nonni generosamente finanziano ogni mercoledì. La febbre é una buona occasione per sfogliarlo un po'.
Leggiamo la storia. Voltiamo pagina. Facciamo anche il test.

SEI UNA GENTIL- PRINCIPESSA?


- Quando fai il bagno o la doccia cerchi di non schizzare l'acqua per tutto il bagno?

ehm....

- Metti a posto la cameretta dopo aver giocato?

mmm....

- Aiuti tua madre in casa, apparecchiando e sparecchiando la tavola?

Bé ... questo forse ...

- I tuoi cassetti sono ordinati?

O_O ... qui la cosa comicia a essere pesante ...


Vabé, sorvoliamo. Non mi sembra il caso di di fare un'esame di coscienza alla mia quasi quattrenne (e alla sottoscritta mamma) quando ha la febbre a 39.
Giriamo pagina. Ci sono gli adesivi. Decisamente più utili all'autostima.

domenica 20 febbraio 2011

Training autogeno

Compleanno di Nonna A.
Per la terza volta in cinque anni ha accettato un nostro invito a cena.
Bimba ha una luna storta in gran forma oggi pomeriggio. Dopo una settimana di febbre in cattività non parla più, direttamente piange.
Bimbo non ha chiuso occhio nel pomeriggio, ma invece di piangere si attacca ai miei pantaloni e implora di essere preso in braccio.
la tavola da apparecchiare per le grandi occasioni. Tutto da cucinare. La casa da pulire.
E Paul che torna a casa con febbre a 39 e annesso virus intestinale.

E la vicina ha cucinato con l'aglio.

Sì, Corie, sei una mamma felice.

venerdì 18 febbraio 2011

Tappe importanti

Prima di diventare mamma, sono diventata zia.
E le nipotine, si sa, nel cuore delle zie sono un po' come delle figlie.
Si ha per loro quell'affetto profondo di chi le ama e le conosce anche se non le vede spesso, anche se abitano a 800 km di distanza.

MG ha 6 anni, e va in prima elementare. E pochi giorni fa ha avuto la sua prima pagella: tutti 8 e 9.
Mio fratello e sua moglie orgogliosissimi.
Commento di MG, con tanto di faccia eloquente: "Schifosissima questa pagella. Volevo tutti 10."

Da qui é partito il giro di telefonate a tutto il parentado, per convincerla che é stata bravissima. E zia Corie non si é tirata indietro.

"MG, sei stata super, siamo tutti orgogliosi di te. Sai che il tuo papà non predeva questi voti così belli?"

"Davvero, zia? E quanto prendeva?"

O_O. Forse mio fratello non aveva impostato allo stesso modo l'incoraggiamento alla figlia ...

"Ehm ... 6 e 7 ... Invece zia Corie era brava, proprio come te."

[Meglio essere vaghi e passare e esempi positivi, ndr.]

"Forse non ho avuto 10 perché mi distraevo ..."

Che tenerezza questa piccina, così piccola e già così lucida nel sapersi valutare.

E che strano attribuire ai bambini un voto numerico, che li etichetta e li identifica così nettamente e senza sfumature dopo solo quattro mesi di scuola, in un processo così complesso come è l'approccio all'apprendimento.

E menomale che non ho fatto la maestra elementare ... solo il pensiero di dover combattere con una come Corie Bratter ...

giovedì 17 febbraio 2011

Anche i ricchi possono (quando vogliono)

Non ci ero mai entrata. Mi metteva un po' di soggezione.
Certe vetrine luccicose fanno venire l'acquolina in bocca, specie se oltre a vestiti e borse da budget improponibili ci mettono dentro anche un bel libro.
Quest'anno Hermès ha dedicato il libro di foto artistiche alla città dove vivo. Foto eccezionali, affezione campanilistica, tiratura limitata: un'occasione troppo golosa per non indurre in tentazione una troppo recente ex bibliotecaria.

Domani sarà il compleanno della mamma di Paul. Un compleanno importante.
E così mi sono fatta coraggio, e sono entrata. E ho chiesto il libro.

"Signora, si tratta di una pubblicazione già esaurita, di cui abbiamo fatto omaggio solo alle nostre migliori clienti."

[ ehm ... ecco perché io non l'ho ricevuto ... ]

Non mi arrendo. Nonostante tutto, sono una bibliotecaria io, e non posso rassegnarmi a non avere tra le mani l'oggetto del mio desiderio.

"Glielo mostro, signora, ma é come se non l'avessi fatto."

Wow. Adesso ho un segreto con il commesso di Hermès. Ora che il mio concupito é più vicino posso passare al regalo per Nonna A.

Espongo il mio misero budget, che da Hermès non lascia alternative. Ma tutto sommato é quello che volevo, e che farà piacere a Nonna A.
Il commesso, con vera eleganza, non fa una piega, e mi porge il coupon per inserirmi tra le clienti del negozio.
[gesto da vero gentiluomo, non c'é che dire ...]

Eccolo, é lui. Arriva su un vassoio. E' più piccolo di quello che mi aspettavo.
"Prego, Signora, si può appoggiare qui."

Comincio a sfogliare. Abito in questa città da cinque anni, e comincio a riconoscere i luoghi, e mi emoziono un po' a pensare che mi ci sto proprio affezionando.
Deve essere passato così circa 1/4 d'ora, e sono ancora qui, nella elegante cornice di Hermès a guardare un libro meraviglioso, e con ogni probabilità non ci sarà una seconda occasione.

"Signora, può sfogliarlo con calma .."

[Ecco, il gentiluomo mi sta gentilmente dicendo che me ne devo andare ...]

"É suo, signora, può portarlo a casa."

Sono uscita con ben due pacchettini di Hermès, avevo il mio concupito per sempre, e mi sentivo tanto tanto leggera...
Emozioni da ex bibliotecarie ...

martedì 15 febbraio 2011

Post triste

Stasera c'é una gran tristezza. 
La notizia era preannunciata. Una mia amica mi aveva avvertito via mail che sarebbe successo.
Non la conoscevo bene, era la figlia di due colleghi: bella, giovane, intelligente, brava studentessa, magra, bionda, fashionissima, sempre all'ultima moda, aveva un bel gruppo di amici e un bel findanzato, e un gran legame con la mamma.
Non ci sono risposte a certi perché, e le domande è meglio non faresele.
Lascia un vuoto. Una scia di amore non dato.
Da oggi ci sarà un dolore nuovo, profondo, non rimarginabile, il più dei giorni silenzioso, ma lancinante.
Mi hanno detto che il fidanzato ha voluto sposarla qualche giorno fa. Non era un gesto scontato.
Almeno il loro amore ha avuto la grazia dell' eternità, e avrà vinto la morte.

lunedì 14 febbraio 2011

Il Protagonista

Qualche giorno fa una delle mie migliori amiche é venuta a cercarmi in ufficio.
Aveva una riunione di lavoro.
Si dà il caso che la mia amica C. conosca il mio Dirigente già da qualche anno: fanno parte dello stesso tavolo di lavoro, e si incontrano spesso per delle riunioni tecniche.

Si dà il caso che quella mattina in cui é venuta a cercarmi io fossi già andata via, e che lei abbia pensato bene di salutare il mio capo.

Il giorno dopo:

"Corie, ieri é venuta una tua amica, C.  Lei dice di conoscermi, ma ... dove l'ho vista?"

Ma come dove l'ha vista?? Lavorano allo stesso tavolo tecnico da circa 2 anni ... Alle riunioni ci saranno sì e no cinque persone ... E poi, C. é un'ingegnere giovane, alta, mora, molto competente .. nel suo lavoro si fa notare ...

La mia faccia deve aver somigliato un opo' troppo alle facce eloquenti di Paul ....


"Sai Corie, il fatto é che  in certe riunioni io sono il PROTAGONISTA. Io arrivo, mi siedo, parlo, e tutti ascoltano. Non posso mica ricordarmi tutti quelli che sono seduti ad ascoltarmi ..."

Ognuno ha le sue manie. Lui ha quella di protagonismo.

Come ho fatto a non ridere ...

domenica 13 febbraio 2011

Una domenica particolare

C'é uno strano silenzio in casa. Bimba ha la febbre molto alta. Dorme da circa 24 ore con intervalli di mezz'ora. In quella mezz'ora ha rovesciato quello che ha mangiato da una settimana a questa parte.

Bimbo é stato preso da un raptus di sonno inaspettato, e si addormenta ogni tre ore. E in quelle tre ore di veglia é riuscito a
rompere il lume di ceramica dell'ingresso, caduto a circa un millimetro da lui senza farsi un solo graffio,  
e a buttarsi di testa dal seggiolone, ma per fortuna Paul lo ha acchiappato per la maglietta, stile bungee jumping.

Due miracoli in una sola giornata, non é poco.

Se a ciò si aggiunge che:
sono riuscita a leggere 50 pagine del mio libro nel pomeriggio;
ho dormito per ben mezz'ora dopo pranzo;
a Messa sembrava che i miei vicini di banco volessero darmi tutti il segno della pace, quasi che avessi scritto in faccia che ho una figlia  a casa con il virus più malvagio della stagione;
ieri ho comprato la nutella;
la vicina per la prima volta in cinque anni questa domenica ha cucinato senz'aglio

nonostante voglia fortemente io la febbre della mia Bimba, tuttavia ho qualcosa per cui ringraziare anche oggi.

venerdì 11 febbraio 2011

Anche le Barbie crescono

Io ne vado pazza. E li cerco dappertutto: su sky, dal noleggiatore, in edicola, su ibs. 
Questi cartoni animati di Barbie sono costruiti apposta per le bambine, e per le loro mamme: tutto é rosa, luccicoso e terribilmente romantico.
Quando ero piccola  Barbie faceva fotoromanzi senza grande successo. Per fortuna ha fatto carriera, e adesso è la protagonista di grandi classici.
Onestamente ho dubitato spesso che Bimba seguisse sul serio la storia, pensavo rimanesse incantata dalla scenografia e dalla musica.
E invece ...
A casa di R. mi ha stupita.
Eravamo lì per farle compagnia, perché R. si è rotta la caviglia.
Aveva accanto al televisore il dvd del balletto del "Lago dei cigni" di Tchaikosky. Bimba lo nota, guarda incantata le ballerine in tutù, e mi chiede cos'é.
La mia amica R. non se lo fa ripetere due volte , e infila il dvd.

«Non durerà. Tra un quarto d'ora si starà stancata... Non é mica il dvd di Barbie questo ...».

Regola di casa Bratter n. 1: Se sei convinta di qualcosa che riguarda le passioni di Bimba, sarai assolutamente smentita dall'evidenza.

Dopo un'ora era ancora lì che ballava e che raccontava a R. cosa succedeva tra i personaggi. E lla fine del balletto mi dice: "Mamma, ma l'unicorno non si é visto?"

Non so gli altri, ma io alla sua età non sapevo neanche chi fosse Tchaikosky

Bimba é così: non le piacciono i Pupazzi, subisce a malincuore le giostre, non vuole andare al cinema, ma le piacciono le catacombe e i dvd dei balletti classici.

mercoledì 9 febbraio 2011

Looking for a feeling

Incontrarsi non é difficile.
Può succedere ad una festicciola di bimbi, o accompagnando i figli a scuola, o al parco la mattina con quelli più piccoli. Ci si può incontrare aspettando che l'ora di sport finisca, in spiaggia, o semplicemente andando a trovare le amiche sapendo che anche loro sono lì.
E così si comincia a guardare con occhi diversi: sarà dolce, sarà affidabile, si saprà far rispettare, saprà cucinare, saprà trovare giochi sempre divertenti ????
Corie e la sua amica P. oramai hanno l'occhio allenato.

Bruciate da qualche rifiuto e da qualche esosa richiesta, ma alla ricerca di qualche ora di libertà pomeridiana, oramai sanno bene come flirtare con le baby sitter.

Le armi sono le stesse di un tempo, forse un po' arrugginite ... ma per fortuna sempre valide.
Dopo qualche ora di osservazione, con un po' di imbarazzo, quello di chi sa che ci si avvicina con un unico scopo, scatta l'approccio: un bel sorriso, un po' di complimenti adulatori, qualche domanda puntata per sondare l'affidabilità e le referenze, una vaga domanda circa il compenso ...  e un vaghissimo accenno al numero di bambini da intrattenere ...

... e venerdì pomeriggio é sempre più vicino ...

martedì 8 febbraio 2011

Svalutation

4 post-it sulla macchinetta del caffé del 5° piano:

Il primo: GUASTA.

Il secondo: Dare 0,50 a T.

Il terzo: Dare 0,20 a C.

Il quarto: dare 0,10 a M.

TEMPI DI GROSSA CRISI.

lunedì 7 febbraio 2011

Primi incarichi di responsabilità

"Mamma, oggi la maestra mi ha dato un compito molto importante."

Ah, bene. Lo sapevo che poi in fondo la  maestra non é  così malaccio come supponevo...

"Quale, tesoro?"

"Mi ha fatto buttare nella spazzatura la carta che lei aveva ritagliato e non le serviva più."

Wow.

venerdì 4 febbraio 2011

Anniversaire

Ehi tu, che entri in casa fischiettando,
Tu, che giochi a calcio il lunedì sera,
Tu, che quando i bambini chiamano di notte, mi svegli senza neanche un leggero senso di colpa,
Tu, che fai delle facce eloquenti che non c'é bisogno di parole,
Tu, che con le stesse facce eloquenti sopporti la mia ironia,
Tu che hai imparato a capire la mia ironia è solo il mio strano modo di amare,
Tu, che d'inverno sogni il caldo delle Maldive,
Tu, che sei il padrone assoluto della lavastoviglie,
Tu, che hai fatto dell'immutabilità la tua filosofia di vita,
Tu, la cui vita sociale potrebbe concludersi sull'uscio della porta di casa Bratter,
Tu, che su quell'uscio lasci tutti i pensieri di lavoro,
Tu, che incoraggi silenziosamente i miei successi,
Tu, che perdoni quasi sempre i miei  pasticci,
Tu, che il più delle volte fai decidere alla sottoscritta,
Tu, che sei l'anima ordinata e razionale di questa casa,
Tu, che non sopporti che anche io possa essere di cattivo umore,
Tu, che ti tieni tutto dentro,
Ehi tu, che ti ostini a non voler somigliare alla famiglia del Mulino Bianco,
che la sera sei un termosifone ambulante,
che mi hai trascinata sull'altare in 6 mesi, e dopo 5 anni siamo ancora qui
Tu, che cinque anni fa hai fatto una promessa,  ricorda che un siciliano, come dici sempre tu,  ha una sola parola.

giovedì 3 febbraio 2011

Ubi maior

Mannaggia. Era tutto perfetto.
Domani io e Paul facciamo 5 anni di matrimonio, e il mio festeggiamento sarebbe cominciato dalla mattina.
L'appuntamento era già fissato. Domani dalle 10 alle 14 non ci sarei stata che per un solo uomo.
Quello che ha il lampadario del bagno come quello (futuro) del mio salotto.
Gà bramavo la poltrona col massaggio per lo shampoo, la sauna per i capelli, il mio romanzo che avrei finito aspettando che si asciugase il colore, il massaggio della shampista, l'estetista uomo inginocchiato che mi fa il manicure (che vedere un uomo inginocchiato che ti fa le mani é una piccola goduria in più ...).
Il vestito per la sera già comprato. Il gioiellino quello che  SICURAMENTE mi regalerà Paul.
I bambini dai nonni. La cena al ristorante fashion già prenotata. Il film già scelto.
MA
un piccolo particolare NON trascurabile purtroppo ha rovinato i miei goduriosi progetti.

Il Capo ha detto NO.
"Niente da fare Corie, domani mattina devi essere in ufficio."

come in ufficio??? niente massaggio... niente colore ... niente uomo inginocchiato a curarmi le mani???
"Ma scusi, capo, domani è il mio anniversario, e ci tenevo a sistemarmi un po' ... "
"Stai bene così, non ne hai bisogno."

[Se voleva sembrare democratico con questa captatio benevolentiae non c'é riuscito per niente]
  
"Beh, questo lo dice lei, chissà che ne pensa mio marito .."

E così Cenerentola domani sera assomiglierà ancora una volta alla sorellastra.

Note di trascurabile quotidianità

Bimbo che balla il Waka Waka nel suo lettino con le mani giunte;

Bimba che non riesce a farsi un bagnetto senza allagare tutto il bagno;

Bimbo che quando lo cullo per addormentarlo mi pizzica tutto il collo;

Bimba che insiste per invitare le amichette a merenda, e poi non vuole prestare loro neanche un giocattolo;

Bimbo che litiga con se stesso riflesso nello specchio;

Bimba che telefona al suo immaginario amico Diego;

Bimbo che ha imparato a dire "azi" (GRAZIE, ndr)

Bimba con la mania delle pulizie che pulisce con le salviettine detergenti anche lo schermo del televisore (...)


To be continued.

mercoledì 2 febbraio 2011

Con occhi nuovi

La polvere sulla libreria;

gli schizzi sullo specchio del bagno;

le impronte sui vetri;

l'argenteria da lucidare;

le gocce d'acqua sul lavello;

i capelli nel lavandino;

i pezzi del puzzle sparsi ovunque durante una merendina di bambini;

un arredo nuovo per ogni angolo della casa,

tutte le nuove marche di detersivi;

Fino a due anni fa tutto questo era un universo sconosciuto.

E' ufficiale. Sto invecchiando.

martedì 1 febbraio 2011

Le storie di Bimba (Episode 2.)

 C'erano una volta 3 francobolli: Gegg, Gigg, Lun, Peg e Frick.

[Sì, lo so, questa volta sono 5, ma Bimba ha sempre 3 anni]

Loro non avevano una mamma e un papà, ed erano tanto poverelli. Abitavano in una città poverissima dove non c'era neanche un soldino. Non c'era neanche una banca, neanche una piccolissima banca.

[Questa della banca poi ...]

Così decidono di partire. E costruiscono una casa di metallo.

Si affacciano alla finestra e vedono un leone. Per fortuna erano alla finestra, perchè da vicino avrebbero avuto paura.

[Avrà 3 anni, ma i congiuntivi li conosce.]

E così costrusicono una casa per il leone, tutta di vetro. Una casa grandissima, bellissima, dove il leone é felice.
Dopo un po' arriva anche una leonessa, e va a vivere con il leone nella casa di vetro.
E vivono il leone e la leonessa felici e contenti.


FINE