mercoledì 15 febbraio 2012

Quello che succede a mamma

Quando le cose a Corie riescono bene, bisogna seriamente preoccuparsi.
E' una delle regole (la quinta?) di casa Bratter.
Sì, lo so che queste regole somigliano sempre più alla legge di Murphy, ma forse la vita, in questi anni, sta cercando di dire qualcosa a Corie, e suppongo non siano parole lusinghiere....

E' che la torta salata era venuta troppobbuona.
Perciò, forse, la macchina l' ha lasciata a piedi.

Solo, l'avesse fatto prima di aver caricato in macchina i bambini, sarebbe stato più giusto.
Invece prima si sono bloccate tutte le chiusure centralizzate ultrasicure a-prova-di-bomba: la posizione plastica assunta per mettere Bimbo nel seggiolino, come se fosse una 3 porte, è stata degna del S. Valentino meno romantico della storia, tanto più che un tipo dietro di lei cercava di spiegarle che stava mettendo la macchina in doppia fila, ma che tanto poteva trovarlo all'edicola.

Eccerto, una cerca di uscire e deve venire a cercare a te, che ti sei appena parcheggiato, per spostare la macchina #cosedipazzi.

Tutti pronti, ma la macchina non parte. Batterie a terra.
Ci sono solo 4 cose da fare:
- chiamare la baby sitter per disdire l'ora di babysitteraggio;
- chiamare le amiche per dire che non ci sarà né la torta salata né Corieconibambini;
- chiamare l'assistenza stradale
- chiamare Paul

Per fortuna (di Corie), Paul era dietro l'angolo, così almeno i bambini sono tornati a casa.

Corie invece ha aspettato il carroattrezzi: dalle 17,30 alle 19,00. Sola, in macchina, morta di freddo, a mandare messaggini deliranti su twitter.

h. 19,00: "Signora, ma ora non é che lei può spegnere la macchina e tornare a casa, deve farla camminare almeno 1 ora, altrimenti non abbiamo risolto niente."

Si rende conto che lei mi sta chiedendo di scegliere tra me e la mia famiglia?: non posso lasciare Paul da solo un'altra ora con i bambini, per giunta a ora di cena e nanna, non si limiterà ad una faccia eloquente....

Per farla breve, tra le due, Paul ha scelto di immolarsi come autista: 2 ore in giro in macchina per la città e periferia.

E' tornato  affamato e zoppicante (per il calcetto della sera prima), mentre Corie addormentava i bambini, che nel frattempo si erano divorati la pizza rustica preparata per la festicciola con le amiche.

"Non mi chiedi neanche come sto, dopo tutto il freddo che ho preso ferma in macchina?"

E' seguita faccia (molto) eloquente.

E cosi San Valentino the end.

4 commenti:

Nadia ha detto...

Un San Valentino di ordinario terrore...hai tutta la mia solidarietà!

Certo che invece io distribuisco premi e poi non avviso gli interessati...scusa...ecco qui http://la-staccionata.blogspot.com/2012/02/versatile-blogger-award-thank-you.html

Topogina ha detto...

Lo so' che non si dovrebbe ridere delle disgrazie altrui...e infatti non ho riso, ho sorriso.

Mi fa sorridere il modo in cui racconti le tue dis-avventure e soprattutto il fatto che le prendi bene!

La vita e' cosi', facciamocene una ragione...l'ironia e la filosofia sono le migliori discipline da applicare ogni giorno...

Un saluto,

Chiaretta ha detto...

Mamma mia che bel San Valentino!! Pensa a me che l'ho passato sola soletta perché mio marito era fuori per lavoro!! :-/ Ps: sul mio blog c'è una sorpresa per te! ;-) baciii

Adriana Riccomagno ha detto...

In certi giorni sembra che niente giri per il verso giusto... per me è stato così ieri!