mercoledì 22 febbraio 2012

Un sospiro di sollievo

Allora non sono l'unica a cui non piace il Carnevale. Menomale.
Non lo confesso spesso, mi prendono per bacchettona.
E' che questa cosa del travestirsi proprio non mi convince.
Già nella vita ho due nomi e una sola identità, un'altra proprio non ci sta (Anna Oxa docet).

Sì, certo, ho accompagnato Bimba alle feste vestita da principessa.
E so che questo vestito vorrà rimetterlo un giorno sì e uno no, e combatteremo per non metterlo anche il giorno del compleanno, e non usarlo come copricostume estivo.
L'anno scorso quello di Biamcaneve lo abbiamo portato con noi nella casa al mare.

Certo, ho raccontato 100 volte la storia di Arlecchino.
E l'anno scorso ho persino organizzato il Party dlle Principesse: il muro del salotto se lo ricorda ancora.

Ma Bimbo non l'ho vestito: a meno di due anni mi sembrava troppo ridicolo.
E quest'anno ho risparmiato di farla da noi, la festicciola.
E pazienza se non ho fatto le chiacchiere, tanto nessuno le mangia a casa Bratter.

Poi il carnevale mi ricorda la mia adolescenza partenopea, quando il martedì grasso non si poteva uscire a meno di non tornare condita di uova e schiuma.
Essì, adesso ci rido, ma allora non era mica bello. Andateci voi a insegnare catechismo nelle zone più povere conciata in quella maniera.
"Signurì, riciteme chi è stat', ca c' penz 'io!"

Insomma, per fortuna oggi è iniziata la sospirata penitenza.

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