domenica 20 settembre 2015

#expo2015: memorandum


Prima regola di coppia Bratter: se Corie vuole trascinare il bradipo Paul con se in viaggio, allora il viaggio deve essere pianificato (e comodo) nei minimi dettagli.
Perciò Corie ha scelto un albergo molto confortevole al centro di una cittadina brianzola, con tanto di navetta per l'Expo, così che Corie sono fosse costretta a decifrare cartine stradali incomprensibili (vista la riluttanza di Paul a usare il navigatore: una storia che prima o poi racconterò).
Tra l’altro proprio sotto l’hotel c’era un ristorante pizzeria molto buono; specialità pesce. Ragazzi, i Bratter vengono dal mare, non si può pensare che mangino pesce in Brianza. Ma della pizza possiamo dirne più che bene.
Il pacchetto comprendeva albergo 3 notti, biglietto open due giorni Expo, navetta.
Il tutto per quattro: Gugu è rimasto a casa. Tra mille sensi di colpa, Corie si è sentita sul podio della migliore madre traditrice 2015. Una volta lì però non ha avuto rimpianti. L’Expo non è assolutamente adatto a bambini di 20 mesi. Già se lo immaginava incatenato recalcitrante al passeggino per 12 ore, non potendo partecipare ai giochi che facevano i fratelli, e neanche scendere per correre, che non lo avremmo ritrovato mai più.
Perciò Gugu è rimasto tra le braccia dei nonni per tre notti, e, detto tra noi, secondo me Bimbo e Paul un po’ lo hanno invidiato.
La mia amica mi aveva dato una dritta impagabile consigliandomi di portare il passeggino per Bimbo. Ok, Bimbo ha compiuto 5 anni, e ne dimostra 7. Ma sempre ne ha 5, #dicoio. E l’Expo è veramente grande: fare due giorni avanti e indietro tra file e attrazioni per due giorni non è esattamente alla portata del mio cinquenne: perciò menomale che avevamo con il passeggino.
In più, il passeggino fa risparmiare un sacco di file: innanzitutto quelle di ingresso (almeno 1 ora) e poi quelle di molti padiglioni (Padiglione zero, Marocco, Angola, Brasile). Certo, qualche volta guardando Bimbo (che dimostra sempre 7 anni), hanno guardato male me, ma in quei casi ho elegantemente evitato di insistere.
I bambini hanno partecipato al Children Park, allo spazio bimbi della Kinder, e al padiglione della Confindustria, poco pubblicizzato ma molto carino per i ragazzi, con moltissimi giochi multimediali.
Dopo i padiglioni, la cosa più bella di Expo è il cibo. Non è possibile uscire di là senza aver mangiato. Ed è una vergogna che tra gli sponsor ufficiali ci sia Mc Donald. Intendiamoci, i Bratter ci vanno spesso e con piacere, ma insomma, certo non porta la bandiera del cibo sano, cotto al vapore, né dei menu per intolleranti, vegetariani, vegani etc. etc. E certo non è che si impegna per sanare la fame nel mondo. Perciò, a casa ci va benissimo, ma l’Expo è anche l’occasione per assaggiare le cucine di tutto il mondo cucinate dai cuochi locali.
E così Bimba ha assaggiato il sushi al ristorante Giapponese, abbiamo mangiato il panino con wrustel tedesco, il gelato del sudtirolo, le patatine fritte del Belgio, etc.etc.
 
Organizzare un terzo giorno per visitare la mostra Arts & Food alla Triennale sarebbe stato chiedere troppo (alle ferie, ai bambini, a Paul, al portafoglio), ma pochi sanno che sopra il padiglione Eataly Vittorio Sgarbi ha allestito una mostra di 200 opere d’arte, dal medioevo ad oggi, divise per Regioni.
Non si fanno file lì, non lo sa nessuno. Ed è bellissima. Nutrimento per l’anima, almeno un piccolo assaggio.
Memorandum Expo2015:
La foto cartolina ricordo scattata con Bimba prima di andare via;
la pausa dopopranzo sul lungofiume;
il balletto di Paul nel padiglione Coca cola (prima o poi lo metto su Youtube);
Il cluster del cioccolato (che buono);
La fila per assaggiare l’hamburger di coccodrillo, e non trovare il coraggio di comprarlo;
etc. etc. etc.



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