giovedì 29 ottobre 2015

Non è mai troppo presto

Su una terrazza che si affaccia direttamente sul mare, in una cornice da sogno, a casa di un compagnetto di Bimba che vive in una torre (sì, ho detto esattamente così, e non è Rapunzel), un gruppo di mamme di ottenni discutono, guarda caso, delle figlie. A maggio faranno la comunione.
Nell'ordine sui telefonini di ciascuna di loro, ci sono:
- una decina di pettinature con trecce che si intrecciano, il cui numero non può essere inferiore alle 5;
- una serie di bomboniere pre-comunione. A quanto pare si usa regalare qualcosa anche solo per l'invito all'evento;
- una serie innumerevole di possibilità di bomboniere e confetti.
- Una serie di location in wishlist per l'occasione (esclusa la padrona di casa, che tra torre, terrazza e giardino non ne ha bisogno evidentemente)

Niente da fare. Non riesco mai a essere sul pezzo. Pensavo che da qui a maggio il tempo fosse infinito. Pensavo che fosse già abbastanza ansiolitico cominciare a pensarci dopo Natale.

Ma soprattutto della mia Prima Comunione non ricordo nessuna treccia acrobatica sulla mia testa, nessun ristorante, nessun invito stile partecipazione al matrimonio.

Guardo i telefonini delle altre mamme con uno sguardo spaesato e un po' perplesso, mentre cerco di reprimere e ricacciare dentro il sermone che già si legge a chiare lettere sulla mia faccia eloquente.
Dò uno spintone al Bratterismo che oramai si è impossessato di me, e sorrido. .
In fondo a Bimba potrebbe far piacere enfatizzare l'evento, cominciando a pensarlo anche come un'occasione di festa. Considerato il fatto che con questo sono 3 anni che  si prepara spiritualmente.

E dal giorno dopo comincio a pensare (con lei) alla pettinatura, alle bomboniere, rigorosamente solidali, alla location (non saremo poi tanti, ma rimane il dubbio se organizzare a casa), confetti, torta(?), etc. etc.


"Mamma, io vorrei i capelli raccolti che mi scendono sulle spalle, per il resto va bene tutto".

Semplice, essenziale.
E' proprio una Bratter.

5 commenti:

Andretta La Puff ha detto...

Taci.
io sono fuori dal tunnel, non solo perché ho due maschi, ma anche perché ho due maschi non battezzati. Ma le mie amiche provviste di figlie femmine hanno fatto il delirio in tempo di comunione. Fanno addirittura la prova dell'acconciatura.

mah!
preferisco un po' di sano Bratterismo :-)

Corie Bratter ha detto...

Sì, lo so, me ne sono accorta, ne vedremo delle belle.

Carlo D'Angelillo ha detto...

mrs corie, al solito spigolosa ma pungente. Solo chi è veramente indaffarata e sommersa dalle preoccupazioni può veramente godersi il piacere di una sedia una terrazza e un po' di sole (se ci fosse un bloody mary sarebbe il top).
Mondanizzare appuntamenti spirituali è espressione di decadimento sentimentale e di sfrenata ricerca del vanesio.
Ma queste sono cose per mammine moderne. Noi seguiamo i vecchi principi dell'arcaismo familiare MAZZE E PANELLE.
INDISTINTAMENTE

Mamma Avvocato ha detto...

Io sono atea, per fortuna. Dico per fortuna perché se è così che viene vissuta la Prima Comunione, sono felice di non averla fatta e di non doverla far fare a mio figlio. Così non sarò costretta a frequentare siffatte mamme.

Corie Bratter ha detto...

Carissima, per fortuna siamo libere di vivere le cose in maniera meno vistosa e vanitosa. Sono d'accordo che un po' di sobrietà non guasterebbe, e sottoscrivo quello che dice Carlo: Mondanizzare appuntamenti spirituali è espressione di decadimento sentimentale e di sfrenata ricerca del vanesio.
Ma come sono libera io, sono liberi anche gli altri di mondanizzare. A me non toglie niente, tantomeno il significato di questo primo incontro con Dio.