martedì 29 settembre 2015

Prima elementare

"Mamma, la maestra ha detto che i compiti sono per domani, quindi li devo fare domani."

- Mi raccomando, Bimbo, fai tuttii compiti dai nonni oggi.-
"Chi ti dice che la maestra mi darà i compiti?"

-Allora, Bimbo, cosa dobbiamo fare per domani?-
"Ho fame."
"Ho sete."
"Devo andare in bagno."
"Mi è caduta la matita a terra."
"Dove sarà finita la gomma?"
"Cosa sta facendo Bimba?"

"Ma tutte le stelle sono supernovae?"

....
....
#aiutateCorie

lunedì 28 settembre 2015

Cose che mi sono persa

Il mondo cambia senza dirmi niente.
Ne ho avuto la certezza la prima volta che sono entrata da Auchan.
Stesso effetto per Ikea. Sono riuscita a entrare, non capirci niente per 4 ore, ed uscire a mani vuote. Non esisteva un tornello di uscita per me.
(Mi sono rifatta in seguito).

Hanno eliminato l'esame di quinta elementare.
Il Medioevo non è più programma delle elementari, tantomeno la storia moderna e quella contemporanea.
Storia greca e storia romana sono programmi di quinta.
E chissà cosa altro mi aspetta alle medie.

Bimba vuole vedere Chica Vampiro e Braccialetti rossi. 
(si addormenta ancora con Masha e Orso, però).
L'adsl copre la zona di casa mia.
Anobii ha cambiato interfaccia.
Paul vuole regalarmi un Kobo nuovo.
Io che decido di tenermi il vecchio.

Tutti segni indiscutibili di invecchiamento, o di eccessiva assimilazione al bratterismo.
Dicesi tendenza incontrovertibile all'immobilismo. Niente scorre, tutto sta. Immobile.
#c'èqualcosachenonmiconvince.

martedì 22 settembre 2015

Honoris causa

"La vita non è un libro dopo l'altro, ma un passo dopo l'altro".
 (Non dirlo a me che sono una bibliotecaria, per di più book addicted).

Don Mazzi inizia più o meno così. 
L'Università nella quale lavoro gli ha conferito la laurea honoris causa in Scienze Pedagogiche.
Finora lo conoscevo per averlo ascoltato alla radio. Non avendo più accesso ai canali per adulti da circa 8 anni a questa parte, l'ultima volta che l'ho visto in TV è stato circa 10 anni fa. Non mi faceva granchè simpatia allora.

Un personaggio sopra le righe, una grande determinazione. Dietro ai suoi occhi la sofferenza di migliaia di persone che ha incontrato e aiutato.
Spalle molto larghe, larghissime. 
Parla di scuola, di carcere, di terapie, di disagio.
Parla di adolescenza, soprattutto. Di prevenzione al disagio: tutto accade dagli 0 ai 10 anni. 
(Tanto per affondare il coltello nella piaga, ne ho solo tre in quella fascia di età).
Parla di amare i figli, di dedicargli tempo, di farli sentire importanti. Di non avere aspettative. Di abbracciarli spesso. 
(Come vorrei la ricetta con tutti gli ingredienti)
E poi racconta. Bastano due o tre esempi di ragazzini per rabbrividire. 
Per avere voglia di tornare a casa, moltiplicare il tempo da dedicare a ognuno di loro, e per abbracciarli tutti.

P.S.: da brava bibliotecaria mi sono appuntata un paio di libri suoi che mi sembrano utili e un paio che ha consigliato (scusate, è deformazione professionale, non posso resistere), e che si trovano liberamente in rete. Se cliccate sui titoli si apre il pdf

- Tutto quello che mi serve sapere  l'ho imparato all'asilo

- Chiudiamo le scuole / Giovanni Papini

"Il Padreterno  ha raccontatato della pecorella smarrita per salvare te, non solo la pecorella."
Don Mazzi chiude così.
Honoris causa.

domenica 20 settembre 2015

#expo2015: memorandum


Prima regola di coppia Bratter: se Corie vuole trascinare il bradipo Paul con se in viaggio, allora il viaggio deve essere pianificato (e comodo) nei minimi dettagli.
Perciò Corie ha scelto un albergo molto confortevole al centro di una cittadina brianzola, con tanto di navetta per l'Expo, così che Corie sono fosse costretta a decifrare cartine stradali incomprensibili (vista la riluttanza di Paul a usare il navigatore: una storia che prima o poi racconterò).
Tra l’altro proprio sotto l’hotel c’era un ristorante pizzeria molto buono; specialità pesce. Ragazzi, i Bratter vengono dal mare, non si può pensare che mangino pesce in Brianza. Ma della pizza possiamo dirne più che bene.
Il pacchetto comprendeva albergo 3 notti, biglietto open due giorni Expo, navetta.
Il tutto per quattro: Gugu è rimasto a casa. Tra mille sensi di colpa, Corie si è sentita sul podio della migliore madre traditrice 2015. Una volta lì però non ha avuto rimpianti. L’Expo non è assolutamente adatto a bambini di 20 mesi. Già se lo immaginava incatenato recalcitrante al passeggino per 12 ore, non potendo partecipare ai giochi che facevano i fratelli, e neanche scendere per correre, che non lo avremmo ritrovato mai più.
Perciò Gugu è rimasto tra le braccia dei nonni per tre notti, e, detto tra noi, secondo me Bimbo e Paul un po’ lo hanno invidiato.
La mia amica mi aveva dato una dritta impagabile consigliandomi di portare il passeggino per Bimbo. Ok, Bimbo ha compiuto 5 anni, e ne dimostra 7. Ma sempre ne ha 5, #dicoio. E l’Expo è veramente grande: fare due giorni avanti e indietro tra file e attrazioni per due giorni non è esattamente alla portata del mio cinquenne: perciò menomale che avevamo con il passeggino.
In più, il passeggino fa risparmiare un sacco di file: innanzitutto quelle di ingresso (almeno 1 ora) e poi quelle di molti padiglioni (Padiglione zero, Marocco, Angola, Brasile). Certo, qualche volta guardando Bimbo (che dimostra sempre 7 anni), hanno guardato male me, ma in quei casi ho elegantemente evitato di insistere.
I bambini hanno partecipato al Children Park, allo spazio bimbi della Kinder, e al padiglione della Confindustria, poco pubblicizzato ma molto carino per i ragazzi, con moltissimi giochi multimediali.
Dopo i padiglioni, la cosa più bella di Expo è il cibo. Non è possibile uscire di là senza aver mangiato. Ed è una vergogna che tra gli sponsor ufficiali ci sia Mc Donald. Intendiamoci, i Bratter ci vanno spesso e con piacere, ma insomma, certo non porta la bandiera del cibo sano, cotto al vapore, né dei menu per intolleranti, vegetariani, vegani etc. etc. E certo non è che si impegna per sanare la fame nel mondo. Perciò, a casa ci va benissimo, ma l’Expo è anche l’occasione per assaggiare le cucine di tutto il mondo cucinate dai cuochi locali.
E così Bimba ha assaggiato il sushi al ristorante Giapponese, abbiamo mangiato il panino con wrustel tedesco, il gelato del sudtirolo, le patatine fritte del Belgio, etc.etc.
 
Organizzare un terzo giorno per visitare la mostra Arts & Food alla Triennale sarebbe stato chiedere troppo (alle ferie, ai bambini, a Paul, al portafoglio), ma pochi sanno che sopra il padiglione Eataly Vittorio Sgarbi ha allestito una mostra di 200 opere d’arte, dal medioevo ad oggi, divise per Regioni.
Non si fanno file lì, non lo sa nessuno. Ed è bellissima. Nutrimento per l’anima, almeno un piccolo assaggio.
Memorandum Expo2015:
La foto cartolina ricordo scattata con Bimba prima di andare via;
la pausa dopopranzo sul lungofiume;
il balletto di Paul nel padiglione Coca cola (prima o poi lo metto su Youtube);
Il cluster del cioccolato (che buono);
La fila per assaggiare l’hamburger di coccodrillo, e non trovare il coraggio di comprarlo;
etc. etc. etc.



venerdì 18 settembre 2015

Venerdì del libro: Amy e Isabelle



Questo non è un libro da week end. Non è un libro adatto al relax. Che non vi farà sorridere, tantomeno ridere. Però ogni tanto ci vuole anche questo. 
Qualche volta (non spesso)  i libri ci devono fare male, secondo me. Devono affondare il coltello nella piaga e devono rigirarlo. 
Il tema del libro è il rapporto tra una ragazza madre e una figlia adolescente;  una donna che si è condannata alla solitudine, almeno per un certo periodo della sua vita, e una ragazza che sta sbocciando.
Mette in luce le difficili, complicate dinamiche di una relazione, le uniche a colori rispetto al grigiore che fa da sfondo alle protagoniste.
Questo è un libro che si impone con le sue atmosfere, che rende perfettamente la noia della provincia, che parla di fragilità femminili, della ricerca e della scoperta del potere femminile da parte di una giovane donna.
Ma è anche un libro, come tutti quelli di Elizabeth Strout, che lascia spazio alla speranza, e vede una luce in fondo al tunnel.
Anche se leggendolo si possono passare dei brutti quarti d'ora, e interrogarsi senza pietà sul futuro delle nostre figlie, del nostro rapporto con loro e con nostra madre, non ho dubbi a consigliarlo, soprattutto se l'adolescenza di vostra figlia è ancora mooolto moolto lontana.
Questo post partecipa al Venerdì del libro di Homemademamma.

martedì 15 settembre 2015

#Expo2015 (anteprima)

Non ho resistito. Questi eventi hanno su di me un effetto calamita. Sono riuscita a trascinare Paul (devo ammettere che pur con le sue facce eloquenti, e non solo, mi è stato di grande aiuto), Bimbo e Bimba. Ho avuto pietà solo per Gugu. A casa tra nido e nonni non ha sentito la nostra mancanza.
Ora, impossibile raccontare tutto in unico post: nessuno, nemmeno la sottoscritta potrebbe arrivare fino in fondo. Perciò, comincio così:
  1. Da 1 a 10 mi è piaciuto 9 (ma solo perchè non sono riuscita a vedere il padiglione del Giappone e degli Emirati Arabi);
  2. Di filosofico sul cibo non c'è niente. Se anche c'è, è talmente sommerso dalla grandezza dell'evento, che è molto difficile coglierlo;
  3. E' un grande parco attrazioni per adulti: ovunque ti giri c'è qualcosa che vorresti vedere o fare;
  4. I bambini si sono divertiti tantissimo: ci sono moltissime attività per loro;
  5. Non abbiamo sofferto il caldo, la prima settimana di settembre è stata una scelta felice;
  6. Non abbiamo incontrato scolaresche, tranne il secondo giorno solo una, della quale non mancherò di raccontare;
  7. Benedetto sia il passeggino: a Bimbo (5 anni) non è parso vero di poterlo usare. Ci ha fatto risparmiare qualche fila e diverse ore di lamentele;
  8. Albero della vita, spettacolo da non perdere;
  9. Due giorni sono più che sufficienti: il terzo sarei stramazzata al suolo;
  10. Non è vero che non si mangia, anzi si mangia pure troppo: solo che si paga il doppio, forse il triplo

To be continued

lunedì 14 settembre 2015

Vento dell'est, vento dell'ovest

Adoro quest'autrice. Ha in sè il ricordo dei miei nonni e della loro biblioteca. Era piena di edizioni anni '30 della Mondadori (collana Medusa), e lì ho cominciato a leggere titoli di libri, a segnare nella mente tutto quello che mi affascinava. Sulla poltrona di casa loro avevo letto Ritratto nuziale, una storia d'amore che non dimenticherò facilmente. La Buck mi ha insegnato che la scrittura  può essere di una delicatezza estrema. Anche quando di estremo c'è solo la sofferenza. 
In questo libro, per esempio. Non lo immagnavo così. Non c'è conciliazione. Il mondo sta cambiando in Cina. Il vento dell'ovest mette in discussione perfino gli insegnamenti di Confucio. Le vecchie abitudini, l'antica fede, le certezze dei padri sono spazzate via, in un momento, dalle nuove leve cui è stato permesso di studiare all'estero.
Ai loro occhi adesso è tutto disprezzabile, tutto deprecabile. 
Guardano con occhi nuovi alle incrollabili certezze materne, alle spose fedeli, alle antiche forme di bellezza, alle abitudini contadine. 
E questo scontro generazionale nelle famiglie genera solo sofferenza: in una giovane moglie straniera, in una giovane moglie cinese, in una anziana madre. Le donne, che della famiglia sono i pilastri, ne fanno le spese. Il fatto è che i grandi cambiamenti della storia comportano sempre un periodo di assestamento infelice nella quotidianità. Si legge un manuale di storia contemporanea, e non si immagina la vita di una famiglia alle prese con una scarto generazionale di questa portata. 
La Buck rimane tra le scrittrici che a poco a poco voglio leggere completamente. 
Non mi basterà una vita, di questo passo.



venerdì 4 settembre 2015

Telecamere nascoste

Che stia crescendo è indubbio. E anche che io mi debba dare una regolata.
Ho voluto mettere la sua età in stand by, ho voluto curarmi ancora di lei come si fa con i bimbi piccoli, e invece lei reclama la sua crescita. Lo fa il suo corpo, che in pochi mesi si è allungato e affinato. Lo fa la sua testa, che ha voglia di crescere, tra le mille insicurezze di una ottenne.
Quando  lo dicevano le mie amiche, che già quest'età sarebbe stata complicata, non ci volevo credere. Tanto tempo fa pensavo che non potesse succedere a mia figlia, di cui avrei tutelato finchè potevo l'infanzia. L'ho fatto, l'ho protetta la sua infanzia. Ma invitabilmente è cresciuta lo stesso in fretta. E io ho smesso di giudicare gli altri già da parecchio tempo, ormai.
E scalcia. Io cerco di tirare il freno, ma lei scalcia.
E ora devo farci i conti. Farmi venire qualche buona idea. Modificare il modo di essere madre, finora ancorato alla cura. Troppo facile insegnarle che non si toccano le prese, e che non si lancia niente dalla finestra, come faccio con Gugu. Che non si scalcia e non si fanno i capricci, come con Bimbo. Ora mi tocca spiegare, avere pazienza, ricordarmi di dissimulare le mie preoccupazioni quotidiane (che mi si leggono in faccia), sorridere di più, mordermi la lingua.
Due occhi mi scrutano, mi giudicano. Vogliono imparare come gira il mondo. Vogliono assomigliarmi, vogliono contestare tutto, vogliono delle nuove attenzioni tutte per sè.
Paul è molto più bravo di me. Quando lei scalcia lui rimane tranquillo, a volte ride. Sdrammatizza, la accetta per quello che è. E io vorrei una telecamera per spiare dentro di lui, e capire come si fa.


giovedì 3 settembre 2015

Come si fa

Ho una collega, che mi ha fatto simpatia dal primo giorno che ci siamo conosciute. Non ci siamo mai frequentate, perchè il suo ufficio non è vicino al mio, perchè abbiamo sempre mille impicci tra famiglia, spese, sport e tutto il resto, e anche perchè abitiamo a 40 km di distanza. 
Un paio d'anni fa è venuta una settimana in vacanza sull'isola di Paul, e così ci siamo viste, e ho conosciuto le sue figlie, e lei i miei bimbi.
Poi di nuovo ci siamo viste poco, sempre perchè il suo ufficio non è vicino al mio ... (etc. etc.), però in compenso ci siamo sentite spesso, whatsappate, messaggiate e così.
Poi a luglio il mio iphone si è rotto. che sembra non c'entri niente, e invece ha cambiato molte cose. Il nuovo telefono ha miracolosamente ripreso tutti i miei contatti di tutte le mie rubriche precedenti. Una sola password, e tutto il mio universo di amicizie è tornato indietro. Incredibile. Fantastico. Facile, facilissimo, troppo facile.
E così tutta contenta ho whatsappato con la mia collega tutto il mese di luglio, chiedendole dov'era, se risucivamo a vederci al mare, comunicandole la mia partenza. Ma senza riuscire a vederci. Per un motivo o per un altro, non ci siamo riuscite. 
Torno in ufficio a settembre, e le whatsappo una proposta caffè. Mi risponde due ore dopo e mi chiede se mi va di andare al mare di pomeriggio.
Torno a casa di pomeriggio e la chiamo questa volta, dicendo che proprio non ci posso andare. E parlo parlo, e parla lei. Parla. Parla. Ma non è lei. Non è la mia collega.
Praticamente ho whatsappato tutto il mese di luglio con una mamma della classe di Bimbo. Una mamma con la quale non avevo mai whatsappato in 3 anni di materna. Che si chiama come la mia collega. 
Ok, il complotto tecnologico mi ha fatto guadagnare un'amica.
Ma la prossima volta al terzo whatsapp faccio una telefonata.

mercoledì 2 settembre 2015

Sottovoce

Ricomincio piano piano, non sapendo ovviamente se durerà. Ma così, ci provo, senza dirlo troppo in giro.
In fondo questo è un luogo a cui sono affezionata, in cui sono nate della amicizie (2.0, molto virtuali, vabene, ma questo fa molto giovane, specialmente alla mia età).
Dall'ultimo post sono cambiate un po' di cose: io e Paul facciamo i coniugi part time (viviamo per lavoro in due città diverse) ma in compenso ci siamo nuovamente moltiplicati. Ora c'è Bimba (8 anni), Bimbo (5 anni) e Gugu (1, 1/2).

Ben tornati a casa Bratter.