venerdì 12 febbraio 2016

Caffé Babilonia, Marsha Mehran

Titolo : Caffé Babilonia
Autore: Marsha Mehran
Pubblicazione: Milano : Neri Pozza, 2009
Pagine: 244 

Tre sorelle iraniane fuggono dalla Rivoluzione del 1979 e trovano rifugio prima a Londra, e poi in Irlanda. Cercano di cominciare una nuova vita, aprendo un locale che, attraverso la cucina orientale, densa di nuovi sapori, nuove fragranze e antiche ricette, conquista in poco tempo la piccola cittadina di Ballinacroagh. Ma le tre ragazze, seppur così giovani, si portano dietro ferite e cicatrici, che a poco a poco devono tentare di curare.
Ho scelto questo libro affascinata dall'ambientazione e dalla copertina, fidandomi molto dell'editore, che difficilmente sbaglia, e non dando troppo peso algli ultimi commenti su Anobii. Ho poi scoperto che l'autrice, che racconta molto di sè e della sua famiglia, è morta prematuramente alla sola età di 36 anni, senza riuscire a dare alle stampe il suo quarto romanzo; il che, inutile nasconderlo, ha dato alla lettura quella marcia in più di nostalgia, necessaria a questo tipo di letture.
Amo le storie femminili legate all'Iran e agli anni della Rivoluzione, dalla caduta dello Scià agli anni di Khomeyni ( ne avevo scritto qualcosa qui): pur affrontando lo stesso argomento, le storie sono sempre diverse, e raccontano un pezzettino di un puzzle  molto complicato.
Marsha Mehran svela piano piano la storia delle tre sorelle Aminpour, scoprendone a poco a poco il bagliando di dolore che portano con sè. 
In patria, le sorelle avevano attivamente partecipato alla Rivoluzione contro lo Scià, e la più grande, Marjan, ne ha conosciuto le prigioni: un aspetto del regime che molti romanzi preferiscono tacere, ricordando invece solo la pace e la libertà che si respirava nel Regno, prima di Khomeyni. Attraverso Marjan conosciamo il volto della repressione governativa e della polizia dello Scià, pur condannando la piega che presero poi gli eventi dopo il 1979.
Dalla quarta di copertina sembrerebbe la più piccola, Layla,fuggita dall'Iran all'età di cinque anni, e adesso bellissima quindicenne, la protagonista della storia.  
Al centro del racconto, invece, c la delicata dinamica relazionale tra le sorelle, che hanno invitabilemente un passato che pesa come un fardello nelle loro vite, e di cui Layla ha solo qualche breve, sebbene preciso, ricordo. L'affetto delle più grandi vorrebbe preservare la spensieratezza dell'età della più piccola, ma anche proteggerla dai dolori che loro stesse hanno conosciuto troppo presto.
Una storia semplice, scritta molto bene, consigliata.

Questo post partecipa alla Reading challenge LGS come libro che ha un alimento nel titolo, e al Venerdì del libro di Homemademama. 
  
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