domenica 21 febbraio 2016

Guida rapida agli addii, Anne Tyler


Titolo: Guida rapida agli addii
Autore: Anne Tyler
Traduttore: L. Pignatti
Pubblicazione: Parma : Guanda, 2012
Pagine: 214
 
Dovevo ad ogni costo riscattare l'opinione che avevo della Tyler prima dell'ultima lettura, che mi aveva un po' delusa, ma ora posso dire che torna davvero ad essere tra le mie autrici preferite.
Do 5 stelle a questo libro, che ha come tema principale l'elaborazione del lutto coniugale, tema trattato un tono di scrittura semplice, a tratti ironico.
Aaron ha appena perso la moglie, Dorothy, a causa di un incidente domestico: una quercia si è abbattuta sulla loro casa e ha colpito lei, proprio al termine di una discussione, un litigio banale, un banale battibecco tra coniugi. 
Lui editor in una piccola casa editrice, ereditata dal nonno e gestita con la sorella: si occupa di self publishing e di una collana di discreto successo: "Guida rapida a ...". Lei di origine messicane medico radiologo, disordinata, svagata, per niente portata per la cucina e le faccende domestiche.
Ci affezioniamo subito a queste due figure imperfette, a questa coppia mal assortita, e ci stringiamo ad Aaron e al suo dolore. Solo che Aaron respinge subito qualsiasi tipo di apprensione.
Aaron, con la sua figura alta e sbilenca, balbuziente, affetto da paralisi al braccio e alla gamba destra. Quello che ci sembra essere un uomo mite e innamorato, disorientato dal dolore, restio alla commiserazione, scopre a poco a poco, e noi con lui, di non essere quello che pensava. Scopre  che amare non basta ad avere un matrimonio felice; che anche le azioni e le parole avrebbero avuto un loro considerevole peso. E' la stessa Dorothy a farglielo capire. A tratti, infatti, gli riappare, per pochi minuti, quando meno se l'aspetta, gli fa degli strani discorsi, che però fanno luce: su di lui, su di loro, su di lei, che non era solo l'idea di donna indipendente e orgogliosa che lui aveva sposato.
La Tyler ci rivela come la verità sui rapporti può essere davvero complessa, spesso confusa, offuscata dalle mille emergenze e discussioni quotidiane.
Lo fa con ironia, ma con profondità. Non lasciando nessuna riflessione e nessuna scena al caso: ognuna di esse di fa riflettere, e ci fa conoscere meglio il protagonista, e anche un po' noi stessi.
 
Per me che sono bibliotecaria, indimenticabile la scena in cui Dorothy, emozionata e confusa la prima volta che invitava a cene Aaron, indecisa su cosa cucinare, chiama la Biblioteca locale e si fa passare la sezione Consultazioni.

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