martedì 29 marzo 2016

I terribili segreti di Maxwell Sim, Janathan Coe


Titolo: I terribili segreti di Maxwell Sim
Autore: Jonathan Coe
Traduttore: Delfina Vezzoli
Pubblicazione: Milano : Feltrinelli, 2012
Pagine: 368

Primo incontro con questo autore.
Leggendo un po' di recensioni di lettori che lo conoscono meglio a quanto pare non è uno dei romanzi più riusciti.
Io mi posso dire soddisfatta. Diverso certamente dai generi che leggo abitualmente, ma pieno di riflessioni interessanti.
La storia si apre con la scena di una donna e sua figlia che giocano a carte in un ristorante: sono felici, in simbiosi, godono appieno della compagnia reciproca. Un'immagine rarissima di questi tempi, dove la relazione con l'altro è quasi sempre intervallata dallo squillo del telefonino e da lunghe pause nella conversazione. Da qui parte Maxwell Sim (sì, come quella del telefonino, cit.), 48 anni, divorziato con una figlia, con una diagnosi di depressione sul lavoro, mentre è in Australia che cerca di recuperare il suo rapporto con il padre.
Tutto il romanzo, che segue le avventure di questo protagonista tra l' Australia e poi in viaggio per tutta l'Inghilterra, è una riflessione sulla solitudine dell'uomo, sulla difficoltà di uscire dal guscio delle proprie comodità.
Ricominciare dopo una separazione è difficile, specialmente se ti rimane un unico migliore amico, che da poco si è trasferito altrove, e un padre che vive in un altro continente. Max non si rassegna alla solitudine, ma nello stesso tempo non è allenato alle relazioni umane, perciò i suoi tentativi di approccio con le persone rimangono goffi e si trasformano in occasioni mancate.
Onestamente mi è sembrato di assistere più volte ad un film di Woody Allen, di quelli anni '70.
Alcune scene sono esilaranti, e rimarranno per sempre tra quelle che mi hanno fatto più ridere: quella della chiacchierata in aereo, quella dell'amico che gli presenta la nuova linea di spazzolini da denti per cui lavora, quella della mancata occasione con l'amica d'infanzia che lo ospita a casa sua.
Un timido mai guarito, che cerca disperatamente il coraggio di vivere che non ha, che vorrebbe un rapporto con le persone a cui tiene non sapendo però esattamente cosa dire né cosa fare, anche perché non ha avuto nessuno che glielo ha insegnato.
La soluzione arriverà nel finale, anche se non è quella che magari mi aspettavo; arriverà anche la soluzione a fatti che nella narrazione sono sembrati magari un po' forzati. Quello che conta è che alla fine Max scioglie dei nodi, e porta a termine la missione del suo personaggio.
Geniale il colloquio sulla spiaggia tra l'autore e il protagonista del suo romanzo.
Posta un commento