domenica 3 aprile 2016

Urla nel silenzio, Angela Marsons

 
Titolo: Urla nel silenzio
Autore: Angela Marsons
Traduttore: A. Ricci
Pubblicazione: Newton Compton, 2016
Pagine: 351

Un bel giallo, molto ben costruito.
Ambientato in Inghilterra, ha per protagonista la detective Kim Stone, una donna determinata e audace, un po' mascolina, sicuramente molto coraggiosa.
Per come l'autrice ci guida nella storia prevedo l'inizio di una serie. I personaggi della squadra di polizia che si occupano di questo caso sono ben descritti, anche nei loro contesti familiari, e si tratta di un team molto affiatato, con ruoli e dinamiche ben distribuiti.
La storia gira intorno ad un orfanotrofio femminile, abbandonato a causa di un incendio: nel terreno che lo circonda, oggetto di scavi archeologici, viene ritrovato uno scheletro, poco dopo un altro, e un altro ancora. Si fa presto a intuire che si tratta di corpi di tre ragazze misteriosamente scomparse anni addietro all'orfanotrofio.
Così le indagini seguono da un parte la ricerca delle sopravvissute per ottenere informazioni sull'identificazione di quelle scomparse, e dall'altra la ricerca dello staff che lavorava nella struttura.
Il caso vuole che quattro su sei membri di quello staff vengano uccisi proprio nella stessa settimana che dà inizio allo scavo.
Questo l'intreccio, ma la storia acquista fascino per la luce che getta sulla vita nelle strutture come Crestwood. Giovani ragazze vengono parcheggiate in istituti simili dopo un'infanzia certo non facile: genitori violenti o malati di mente, o semplicemente talmente anaffettivi da non volerle tra i piedi. In orfanotrofio diventano numeri, figure completamente anonime, che non suscitano l'interesse sincero e affettivo di nessuno. Ognuna di loro rimane segnata da un'esperienza del genere, qualcuna in maniera irreversibile: la storia delle gemelle è forse quella più esemplare e geniale tra tutte. 
In tutto questo squallore tuttavia emerge la speranza: non mancano personaggi puliti e voglia di riscatto.
La stessa detective ha un passato in una struttura simile: conoscere l'origine della durezza di questa donna poliziotta sicuramente è un punto a vantaggio della protagonista e non manca di avere un effetto empatico sul lettore.
Non sono una lettrice facilmente impressionabile, perciò ho apprezzato molto i colpi di scena e le descrizioni scientifiche del libro, anche quando potevano sembrare macabre; molto affascinanti i pensieri in corsivo dell'assassino.
Finale non scontato; fino all'ultimo ho sbagliato assassino. E credo proprio che leggerò i prossimi appuntamenti della serie.
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