domenica 1 maggio 2016

La lista dei miei desideri, Lori Nelson Spielman

 
Titolo: La lista dei miei desideri
Autore: Lori Nelson Spielman
Traduttore: P. e Maraone
Pubblicazione: Sperling & Kupfer, 2014
Pagine: 368
 
Una lettura leggera, capitata al momento giusto, dopo il Pulitzer del 1993.
Ogni tanto bisogna sgombrare i pensieri, e prendere un libro in mano sapendo che tutto si aggiusterà, che dopo  la tempesta tornerà il sole. Un libro rassicurante, dove il lieto fine si intuisce dal titolo e dalla copertina.
E' la storia di Brett, 34enne che si crede felice. La morte della madre e il bizzarro testamento che lascia alla figlia le rivelerà quello che non sapeva di se stessa.
Invece che semplificarle la vita infatti, la madre decide volontariamente di complicargliela, dandole 12 mesi di tempo per rivoluzionare le sue priorità. Il giovane avvocato assolto dalla madre prima di morire, presenta a Brett una lista dei desideri scritta 15 anni prima dalla stessa ragazza, che rappresenta la caccia al tesoro dell'eredità. Se non avrà spuntato tutti i 20 desideri della lista, la giovane donna dovrà cavarsela da sola. E non finisce qui: quando Brett prova a utilizzare questa scorciatoia, le lettere che l'avvocato le legge per volere della madre, le rivelano che la madre aveva previsto anche questo, redarguendola e incoraggiandola a cercare ancora.
Ammetto che sul desiderio di innamorarsi avevo puntato tutto sul giovane avvocato. Troppo facile cavarsela con il fidanzato storico, arrampicatore sociale, egoista ed arrivista. Troppo gretto, si capiva dalle prime battute. Un po' sgamata anche la storia del padre: un rapporto un po' difficile da recuperare visto che quello che l'aveva cresciuta era già morto.
Ho gustato meglio invece il volontariato nella casa famiglia, e la sua iniziazione alla maternità.
Protagonista molto insicura, disorientata e sfinita dal dolore per la perdita della madre, l'unica a quanto pare che sapesse cosa fare della sua vita e di quella degli altri.
Non che mi sia stata antipatica, ma tutta questa fragilità a volte è risultata spiacevole.
Dialoghi un po' scontati, come se fossero parte di un copione già sentito.
Se continuo ad analizzare punto per punto la trama e i personaggi non ne veniamo più fuori, e finirei per stroncare questo romanzo. Invece non è mia intenzione: sta bene nelle letture d'evasione, per ritrovare i sogni e le speranze di quando avevamo 20 anni.
 
 
 
 
 
 
 

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