venerdì 2 settembre 2016

Agatha Raisin e il veterinario crudele, M.C. Beaton

Titolo: Agatha Raisin e il veterinario crudele
Autore: M.C. Beaton
Traduttore: Marina Morpurgo
Pubblicazione: Milano : Astoria, 2011
Pagine: 219




Secondo episodio delle serie. 
Agatha Raisin è una single, ex pubblicitaria di successo che lascia Londra per trasferirsi in un cottage di Cotswolds, nella campagna inglese. Realizza così il suo sogno d'infanzia che, come tutti i desideri che si trasformano in realtà,  le riserva non poche soprese. Innanzitutto deve fare i conti con la vita di provincia, dove tutta la vita mondana si svolge in un unico pub o presso il circolo delle dame di beneficenza della moglie del pastore.
Adoro questa protagonista: una signora di mezza età, buffa, maldestra, vanitosa quanto basta, dignitosa ma con una gran voglia di vivere e di ridere. E di conquistare, anche. Sapevo che il suo bel vicino sarebbe ricomparso, e diciamo la verità, qualche segnale di leggero cedimento lo aveva dato. Confesso di aver fatto il tifo per Agatha più volte, che ha tanta voglia di sentirsi ancora seducente; e di aver insultato il suo bel vicino, James Lacey, militare in pensione e scrittore a tempo perso  

“Stava scrivendo una storia militare, e come la maggior parte degli scrittori passava le sue giornate alla ricerca di pretesti per non lavorare”

per non aver apprezzato le potenzialità di questa donna. Certo, certe volte è stato pure da compatire: la scena di Agatha a gambe all’aria nel bagno del pub non la dimenticherò facilmente. Eppure lei non si arrenderà, questa è una certezza, dovessi aspettare il 10. episodio della serie.
E veniamo a questo, di episodio. Un veterinario avvenente, che fa strage di cuori tra le signore di Carsely, viene misteriosamente assassinato. Diciamoci la verità, l’istinto investigativo della nostra protagonista questa volta viene risvegliato dall’allettante prospettiva di condurre le clandestine indagini con il suo fascinoso vicino di casa. Tra i co-protagonisti una bibliotecaria un po’ sciapita che finisce male, il poliziotto Bill Wong(che rimane tra i miei preferiti, nonostante la sua bizzarra famiglia, che ci presenta una sera a cena: altra scena da non perdersi), e i due gatti, di cui uno viene adottato dalla protagonista a Londra, in un pomeriggio di pioggia, quando pensava di aver perso il suo. Il cuore di Agatha si sta intenerendo. Comincia perfino ad apprezzare la vita di provincia e le dame di carità.
“Tutta quella amicizia e quella solidarietà la facevano sentire debole”

I gatti, infine, come si conviene in un giallo che ha nel titolo un veterinario, determinano la vera svolta delle indagini. E ad una gattofila questo non può che inorgoglire.

Stile leggero e arguto. Assolutamente consigliato.
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