venerdì 5 luglio 2019

La maledizione di Nefertiti, Elizabeth Peters


Titolo: La maledizione di Nefertiti
Autore: Elizabeth Peters
Traduzione: Maria Barbara Piccioli
Pubblicazione: Editrice Nord, 2007
Pagine: 455

Primo dei cartacei dell'era post Kobo a casa di Corie.
Lo avevo comprato per Bimba, quando mi disse che le sarebbero piaciuti i gialli storici. [Una cosa a cui potevo credere solo io (...).]
Naturalmente le presi il cartaceo, acquistando il volume che credevo più interessante per via di Nefertiti.
In realtà non ha niente a che vedere con la bella regina d'Egitto se facciamo eccezione per il titolo e per un breve accenno nella narrazione. 
Mi sono fatta conquistare dal titolo come un mero lettore dilettante.
Ho acquistato infatti direttamente il settimo volume della serie, facendo una fatica incredibile a leggere le prime 150 pagine. 
Personaggi e caratteri mi erano sconosciuti e sono rimasti confusi per buona parte della lettura, fino a quando non ho cominciato ad appuntarmeli.
I riferimenti alle vicende precedenti sono tantissimi, soprattutto al sesto episodio, Il mistero della città perduta, dove compare per la prima volta la giovane Nefret.
 
Una volta superati i primi capitoli, si rivela una serie straordinaria per chi è appassionato di archeologia. Credo che contenga qualche subliminale messaggio che induce ad un desiderio incontenibile di rivedere tutta la serie de "La Mummia" e  "Indiana Jones".
Ambientata alla fine dell'800, quando in Inghilterra scoppia una vera e propria egittomania, ci troviamo tra le mani un mistery archeologico di tutto rispetto, dove non mancano avventure rocambolesche e agguati di ogni tipo. Non credevo che una nobile attività come l'archeologia potesse suscitare tanta rivalità da meritarsi inimicizie e tanta violenza.
Protagonista della serie è Amelia Peabody, archeologa dall'inseparabile parasole, e suo marito Emerson, affermato archeologo di fama internazionale. 
Eccola, Amelia, quando si ripresenta al marito che ha perso la memoria (ma non il suo brutto carattere), e nenche la riconosce
"Io scavo, proprio come voi... So tracciare schizzi, ho familiarità con gli strumenti di rilevazione e leggo la scrittura geroglifica. Parlo arabo. I principi dello scavo scientifico mi sono noti e sono in grado di distinguere una terracotta predinastica da un frammento rinvenuto a Meidum. In breve, posso fare quello che fate voi , o qualunque altro uomo
Niente male per una donna del 1880 circa. Coraggiosa, avventurosa,  senza false umiltà, e molto molto passionale.
Marito e moglie, assai ben tratteggiati, sono l'emblema dell'egittologia pioneristica. Trovandoci alla fine del diciannovesimo secolo, i siti dei Luxor e Amarna, dove è ambientata la nostra storia, sono ancora un cumulo di sabbia: sono siti nei quali c'è ancora tutto da scavare e da intuire, già predati completamente di ogni tesoro, destinato al mercato nero. 

Sono andata a riguardare la geografia dell'Egitto, e alcune delle vicende storiche cui si fa riferimento, come la ribellione mahdista in Sudan, per esempio.
Non era un libro adatto a Bimba, ma ho scoperto una bella serie,e ho già ordinato il primo volume, La sfida della mummia

Forse la vita senza Kobo non sarà poi così triste.

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