La ricompensa di una madre, Edith Wharton

Potrebbe sembrare il titolo di un mom blog, invece è un romanzo del 1925.  

Il titolo è più ironico di quanto non si possa pensare. Ci fu un altro romanzo infatti pubblicato nel 1851 a firma di un'altra scrittrice, Grace Aguilar. In pieno clima vittoriano, The mother's recompense incarnava l'ideale per cui la casa e la cura materna erano viste come il centro della formazione morale.

E qui invece siamo agli antipodi. Siamo nella New York dei primi
anni '20 del Novecento. 

Kate Chephane ha abbandonato il suo benestante marito e la bambina di soli tre anni per inseguire il suo amante in Europa. Da allora vive in Costa Azzurra, dove nel frattempo aveva avuto altre storie ed altri uomini. Sono passati circa 18 anni, e inaspettatamente la figlia, Anne, la vuole con sé. La nonna matriarca è morta, suo marito anche, e niente le impedisce di tonare a riprendersi quello che è suo.

Ritrova una figlia straordinaria: affettuosa e naturale, generosa, talentuosa, entusiasta della vita e della madre ritrovata: non le rinfaccia un solo momento di averla abbandonata. Sembra quasi irreale, uscita dai fumetti. Kate è felice, di quella felicità adombrata solo dalla colpa che ha commesso in passato. E di cui tutti gli amici che circondano la figlia, gli stessi di tanti anni prima, sembrano non voler assolutamente parlare. Tutti sanno, nessuno osa rompere i nuovi equilibri.

E' felice, ma ricorda bene perché trovava soffocante quel modo di essere, quella formalità che non fa mai capire bene da che parte si sta, che mantiene una pace apparente. 

E poi tutto crolla: Anne si innamora, e si innamora proprio di una vecchia fiamma della madre. 

Che fare: parlare, non parlare, rivelare tutto rischiando di far soffrire, o tacere sapendo che un segreto così potrebbe far deflagrare se stessa. Un'inquietudine crescente si impossessa di Kate che cerca di dissuadere la figlia. Ma Anne è cieca: libera e cieca.

Mi fermo. Ma potete immaginare quanto siamo lontani dalla famiglia vittoriana.

E fermiamoci un attimo: su Kate, su Anne e sulla loro relazione. E iniziamo dagli ultimi due punti. Anne è una donna moderna, cresciuta nei ruggenti anni '20, ricca, indipendente. Vuole tutto e si prende tutto. Vuole la madre, e la richiama dall'altro capo del mondo. Vuole il suo atelier di pittura. Vuole quell'uomo: non importa se il suo passato è oscuro, se non si accorge che è un uomo senza una gran fibra morale. Lei vuole vincere. Lei vuole autodeterminarsi. E non vede altro.

E allora, a volte, la ricompensa di una madre, di una madre come Kate, può essere la scelta di seguire ciò che è giusto, e la solitudine può essere la scelta giusta. 

Insomma, io più che un libro sulla madre, ho visto un libro sulla figlia, sugli inganni della gioventù intrappolata nella propria ostinazione. 

Sarà che ho una figlia di quella età e che certe volte non vedo l'ora di ricompensarmi con una gran dose di solitudine. Mi manca la villa in Costa Azzurra, però.

La ricompensa di una madre
The Mother's Recompense
Edith Wharton
Traduzione di Maurizio Bartocci
Rba, 2020 (Storie senza tempo)

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