venerdì 22 marzo 2019

La vita perfetta di William Sidis, Morten Brask

"Vorrei vivere la vita perfetta. L'unico modo per avere la vita perfetta è viverla in solitudine."
Titolo: La vita perfetta di William Sidis
Autore: Morten Brask
Traduttore: Ingrid Basso
Pubblicazione: Iperborea, 2014
Pagine: 369

William Sidis è un personaggio storicamente esisitito.
Nato nel 1898 a New York, e finito a Boston nel 1944, la sua genialità ne ha fatto parlare molto sui giornali americani dell'epoca. 
Si tratta della storia di un uomo schiacciato dalla sua stessa eccezionalità, come spesso accade.
Figlio di emigrati ucraini poverissimi, i genitori  ne sono orgogliosi, e lo esibiscono come moneta di riscatto sociale. La madre se ne vanta nei salotti delle signore perbene che frequenta, il padre se ne assume tutto il merito, sostenendo che l'intelligenza del figlio sia puro merito della sua educaziione. Stiamo parlando di un bambino di tre anni che recita a memoria la Bibbia, che a sei anni parla correntemente sei lingue, che a 11 tiene incollati i migliori matematici ad un convegno cui partecipa come relatore e che a 16 scrive un trattato di geometria in greco antico.
 
La mia deformazione di mamma speciale  mi spinge a pensare che potesse avere la sindrome di Asperger; ho avuto il dubbio fino alla fine, ma in verità  nel libro non viene mai citata. 
William ha difficoltà in tutti i rapporti umani: la sua genialità lo fa sentire fuori posto in ogni contesto sociale, probabilmente per via della sua età. A causa delle sue prodigiose capacità cognitive si ritrova sempre a frequentare classi molto avanzate, o addiruttura docenti quando è ancora molto piccolo. L'unica ragazza di cui sente di essere innamorato, Martha Foley, che poi è colei che lo coinvolge nella militanza socialista, scopre poi essere infatuata di un altro, e non verrà mai a conoscenza del suo amore per lei. La sua adesione alle idee socialiste, dopo la rivoluzione d'ottobre in Russia, contribuiscono al suo isolamento, lo portano in carcere, e rompono definitivamente il rapporto con i genitori. E questa è forse la fase più commovente del libro, quando Sidis si sente tradito e umiliato dalla sua stessa famiglia. Gli rimane un unico amico, Nat, conosciuto ad Harvard, rimastogli accanto nonostante i suoi silenzi e le sue ritrosie, e con lui fino all'ultimo dei suoi giorni.
Isolato e deriso per invidia, per paura del diverso, Sidis è stato un uomo molto solo, tradito dalle smisurate capacità che la natura gli aveva donato.
Ed è questa solitudine che conquista il lettore. Un uomo costretto e sofferente della propria genialità, emarginato perchè diverso, "troppo" rispetto agli altri. William Sidis rimane prigioniero di sè stesso, approdando alla convisnsione che solo un basso profilo di normalità e di solitutdine possa offrire un barlume di serenità.

martedì 19 marzo 2019

Le vedove di Malabar Hill, Sujata Massey

Primo volume di un sequel che ha per protagonista Perveen Mistry, giovane avvocatessa indiana degli anni '20, perodo in cui l'India era una colonia inglese. 
Costretta a ritirarsi dalla Facoltà di Giurisprudenza di Bombay poichè unica donna studentessa, i genitori le offrono la possibilità di laurearsi ad Oxford. Torna dunque in India, dove ha la possibilità di collaborare allo studio del padre, noto avvocato. In quanto donna, non può comparire in tribunale, ma può fare tutto il lavoro che c'è dietro un'udienza.
Parveen è giovanissima, solo 25 anni, eppure ha già un passato sentimentalmente molto duro alle sue spalle.

La narrazione si snoda tra il 1916, epoca dei fatti che segnano la vita dell'allora diciannovenne protagonista, e il 1921, nel quale si svolge il giallo cui fa riferimento il titolo.
L'esecuzione testamentaria di un cliente ci offre l'occasione di entrare una ricca villa indiana, dall'affascinante architettura, dove si pratica il purdanashin, un'usanza musulmana per cui le mogli, generalmente ricche e benestanti, vivono in totale isolamento.
Dopo quello che ha vissuto in prima persona, Perveen ha un notevole sesto senso e una spiccata inclinazione nel voler proteggere le donne.  Essendo l'unica avvocato di sesso femminile, è anche l'unica a poter parlare con le vedove.
La storia si tinge di giallo quando l'ambiguo amministratore delle mogli viene ucciso con uno stiletto.
La soluzione del caso sarà avventurosa e pericolosa per la stessa Perveen, che dimostra di avere molto coraggio, oltre che un grande istinto investigativo.
Le vicende di questa giovane avvocatessa sono senz'altro coinvolgenti, ma il folklore che esse raccontano è la parte più interessante del libro. Un viaggio nelle usanze dei parsi in India, dove era ancora possibile essere confinati una stanzetta senza acqua nè contatti umani nei periodi di "impurità", e dove era  possibile morire per questo, dove la violenza sulle donne era all'ordine del giorno.
Ho conosciuto questa autrice con L'amante di Calcutta, un romance ambientato in India nello stesso periodo, e si è confermata una scrittrice affascinante.
Titolo: Le vedove di Malabar Hill
Autore: Sujata Massey
Traduttore: Laura Prandino
Pubblicazione: Neri Pozza, 2018
Pagine: 448


venerdì 8 marzo 2019

La regina eretica. Nefertari, Michelle Moran


Titolo: La regina eretica. Il romanzo di Nefertari
Autore: Michelle Moran
Traduttore: S. Di Natale
Pubblicazione: Newton Compton, 2010
Pagine: 384

Dopo aver trascinato i bambini a Napoli a vedere la collezione egizia del Museo Archeologico (la seconda in Italia dopo quella di Torino), dovevo darmi una seconda possibilità per raccogliere aneddoti e storie da riciclare in famiglia, assi nella manica quando è necessario alzare il livello di conversazione.

Sul mio Kobo del 2012 le copertine non si vedono troppo bene, ma a osservarla meglio a colori, in effetti, la copertina fa un po' Harmony.

Non ero molto convinta, ma ho guardato un po' tra i titoli che avevo disponibili sull'Antico Egitto, e, escludendo Cristian Jacq, mi rimaneva questo, e una serie di gialli anni '30, che pure ho intenzione di leggere.

Ho scelto Michelle Moran, ed è scattata la scintilla.

E' la storia dei primi anni della reggenza di Ramses II, e di come Nefertari, da sacerdotessa di Hathor sia diventata, a soli sedici anni, consorte principale del faraone.
La Moran suppone che sia nipote di Nefertiti, colei che abolì il tradizionale politeismo egizio per la venerazione di un unico dio. Ecco perchè chiamata eretica: su di lei gravavano le colpe degli avi.
Il grande amore tra Ramses e la principessa,  la rivalità con la seconda moglie Iset (che anche qui, come in Jacq, fa una pessima figura), ma soprattutto i timori che accompagnano  questa giovane donna, rappresentano i motivi più appassionanti per il lettore. Un intreccio che ci accompagna tra i riti delle sacerdotesse, nella moda e nelle acconciature delle giovani egiziane, nei piatti quotidiani e in quelli delle grandi occasioni, nelle usanze sociali e nella mentalità dell'epoca.
Il romanzo non è fedele alla storia, è volutamente romanzato: si sa per certo che  Nefertari non fu nipote di Nefertiti, Ramses aveva un fratello e una sorella che qui non vengono menzionati, il faraone Sethi non morì così giovane, e così via, ma la capacità di ricostruire ambienti e personaggi è veramente notevole. L'ho trovata una lettura suggestiva e molto evocativa.



lunedì 4 marzo 2019

Gollum

Il post sarà un po' sentimentale.
Come direbbe Bimba, le mamme di bambini speciali sono sempre un po' tumblr. 
Forse questa fase passerà quando Gugu crescerà, e riuscirò a vedere in lui un uomo. 
Non lo so, per ora mi godo la sua speciale fanciullezza, che, per quanto rocambolesca e avventurosa, dona delle autentiche perle.

Se c'è una cosa che Gugu adora è l'acqua. E' il bambino più pulito dell'asilo credo. Ho dovuto spendere una fortuna in giaccioli per convincerlo a uscire dalla vasca dopo mezz'ora (ma confesso, anche 3/4 d'ora) di bagnetto.

Quest'anno l'Associazione, tra le tante cose, ha sponsorizzato il corso di nuoto per i piccoli,  e 10 domeniche di piscina relax per genitori e bimbi. Quelle offerte a cui è difficile dire di no, insomma.
 
In quelle domeniche, Corie vince la sua atavica , e anche un po' patologica, resistenza al freddo dell'immersione in acqua.
Bimba e Bimbo si preparano da soli la colazione, studiano (???), vanno a Messa e poi da nonni. Nonna Uanna prepara il pranzo per tutti.
In piscina ci hanno messo a disposizione un'intera corsia e la vasca di acqua riscaldata dove generalmente si fa baby swimming, dotata di scivolo e giochi vari.
Sebbene ogni volta Corie incroci le dita nella speranza che Gugu voglia cominciare dalla piscina calda dei giochi, ovviamente lui sceglie la ghiacciata corsia. 
Quando si è in pista bisogna pur ballare, e Corie non fa una piega e affronta le gelide acque,(ben 21°).
Gugu si tuffa e nuota a modo suo, con quella spensieratezza tipica dei bambini e quella incoscienza atipica della sua specialità. 
La cosa più bella è che crede in lui, ha una fiducia smisurata nelle sue capacità. 
Lo sfido: "Andiamo a prendere l'imbuto giallo in fondo alla corsia!" e lui nuota, ride, mi chiama, mi aspetta, si appoggia alle mie spalle, mi schizza, scherza col suo sguardo, MI GUARDA, e poi riprende la gara. Vuole vincere.
Insomma, per farla breve, dopo circa mezz'ora di sfide e schizzi, mi abbraccia forte e mi sussurra "Mio tesoro".
E in quel momento io penso che potrei sfidare tutti i ghiacciai di questa terra per sentirmi dire "Mio tesoro" in quel suo modo buffo, che sembra tanto Gollum.

venerdì 1 marzo 2019

Ramses il figlio della luce, Christian Jacq


Titolo: Ramses, il figlio della Luce
Autore: Christian Jacq
Traduttore: Francesco Saba Sardi
Pubblicazione: Mondadori, 1997
Pagine: 345

L'amore per Bimbo ha superato la mia proverbiale diffidenza verso i bestseller.
Ha  appena finito di studiare gli Egiziani, e mentre lui era alla ricerca di un vestito di carnevale da faraone egizio, io cercavo libri ne raccontassero la storia mettendeci l'anima, e non solo fatti e date come accade nei sussidiari.
Pur essendo appassionata (da poco, per la verità) di romanzi storici, prima prima del Medioevo non mi ero mai avventurata.
Ho scelto questa serie, volendomi fidare della fama dell'autore (ha scritto moltissimo libri, anche per ragazzi, sull'Antico Egitto), e pensando di leggere poi tutti i cinque volumi, di cui questo è il primo.
Racconta i primi anni di reggenza del faraone Ramses II il Grande, terzo della XIX dinastia il cui Regno durò dal 1279 al 1213 a.C. Senz'altro uno dei più grandi Faraoni, considerando l'eredità storica e archiettonica che ha lasciato. Scelse come moglie Nefertari, di cui ero molto curiosa di leggere la storia.
Le vicende che riguardano Ramses, a cominciare dalle rivalità all'interno della sua famiglia, con il fratello e la sorella, sono fatti romanzati, come i primi incontri con Nefertari. Il romanzo è in definitiva una grande apologia del faraone, una figura ispiratrice del quale si raccontano le gesta contro gli Ittiti e le campagne militari in Nubia.
Mi aspettavo aneddoti da raccontare, curiosità storiche, significati misteriosi di geroglifici e bassorilievi. Tutto materiale che mi sarei rivenduta volentieri con il mio novenne.
A dispetto di ogni aspettativa, questa lettura è stata per me una grande delusione.
Non so se dipende dalla traduzione, ma lo stile piatto, sentenzioso e alcune espressioni che trovato infelici (il "succo" della faccenda, "intrallazzato" ????) mi hanno infastidito subito.
Aggiungo la banalità dei dialoghi, per lo più telegrammatici.
I personaggi sono eccessivamente stereotipati: quello falso e ingannevole (il fratello Shenar), la ragazza frivola leggermente isterica (la bella Iset), il valoroso che non conosce sconfitta (Lo stesso Ramses), la bellissima riservata sempre compos sui (Nefertari), l'amico fedele (Ameni), l'amico infedele (Asha).
Compaiono poi personaggi che hanno avuto un gran ruolo nella storia e nella letteratura: l'ebreo Mosé, Elena e Menelao, il poeta Omero.
Onestamente non hanno reso la lettura più interessante o più avvincente

Non è detto che non continui la serie, perchè a volte raggiungo livelli di masochismo di cui mi stupisco, ma non mi ha conquistata.