venerdì 11 gennaio 2019

La boutique del mistero, Dino Buzzati


Un mio parrucchiere di qualche anno fa ebbe la geniale idea di non lasciare alle clienti in attesa riviste commerciali, ma solo libri comici e di racconti.
Libri che puoi lasciare incompiuti insomma, che possono farti compagnia per 10 minuti o un'ora, e che probabilmente non correrai in libreria per vedere come va a finire, perchè quello che ti hanno lasciato, una risata (lì ho scoperto i libri di Zelig) o una riflessione, ti bastano per il tempo dello shampoo, del taglio, della messa in piega, e del ritorno a casa.
Non se avrà a male il mio amico Q., fornitore storico estivo di titoli appetibili e e molto classici, se comprendo nella categoria dei #libripercoiffeur i racconti di Buzzati, di cui mi parlava da circa tre anni.
E' che io il racconto, almenochè non sia in attesa dal parrucchiere, proprio non lo amo.  
Sento che potrei abbandonarlo in quasiasi momento, sono talmente famelica nella lettura (ho una cronico difetto, lo so) che finisco per non godere di ogni singolo pezzo del puzzle.
Non ho il tempo di pensarci su, insomma, di metabolizzare la lettura. Divoro il barattolo invece di godermi la nutella spalmata sul pane.
Comunque, il 31 dicembre ho preso in mano Dino Buzzati, in attesa di cominciare il thriller in programma con il Gruppo di lettura.

Monika Seidenbusch

Q. non si sbaglia mai: quando si tratta di classici italiani è una garanzia. Solo mi aveva parlato di questo racconto in particolare, Sette piani, che ho gustato avidamente, cercando quel quid che lo aveva colpito tanto, senza trovarlo.
Ho trovato invece il primo ghostwriter della storia della letteratura che io ricordi  (Riservatissima al signor direttore), ho trovato un indignata e ironica denuncia sociale (Qestioni ospedaliere), ho ritrovato quello sguardo che ammonisce  e che ci fa incosciamente scegliere il bene (Il cane che ha visto Dio), e il primo gorno di ordinaria follia ante litteram (L'uovo), capolavoro assolutoe conciso sui lati oscuri della maternità.

Infine, ho trovato un fil rouge di malinconia legata ora all'attesa (Eppure battono alla porta, Qualcosa era successo, I topi), ora alla morte (Il mantello, I due autisti, Le gobbe nel giardino, ragazza che precipita, Il tiranno malato), ora alla pura fantasia (I stte messaggeri, Il colombre, La giacca stregata, La torre Eiffel).
Stile superbo, ricercato e sfumato dei grandi classici.

mercoledì 9 gennaio 2019

Questioni future

B(imbo): "Mamma, da grande voglio fare Medicina."
C(orie): "Bello. Che tpo di medico ti piacerebbe essere? Un medico di base, un pediatra, uno psicologo ..."

ne avremmo giusto giusto  bisogno.
 
B: "No no, io voglio fare il chirurgo".
Apperò.
per uno che ha imparato a 8 anni ad allacciarsi le scarpe mi sembra una bella ambizione.

Bimba: "Il chirurgo estetico?"

eccola qua, lo sapevo.

B: "No, il chirurgo dell'occhio".
Wow.   #meorgogliosa.

B. "Ho anche un piano B, se non posso fare il chirurgo dell'occhio"
C.: "Dimmi amore"
B.:"Il panellaro."
C.: "!!!!! Il panellaro???? quello che vende pane e panelle per strada? Ma proprio per strada a o ti vuoi aprire un'attività?"

Sfumato il sogno del medico chirurgo, almeno posso sognare nell'impreditore.

B.:" Quello che vende le panelle allo stadio, coì posso vedere tutte le partite gratis."

Eccerto, come non averci pensato prima. Un genio.


lunedì 7 gennaio 2019

Il lunedì dei lunedì



 Bimbo deve ancora elaborare il distacco da Paul,  Bimba quello da Zara, Gugu quello dal placido risveglio, e io dalla sveglia delle 8.00, eppure siamo incredibilmente puntuali stamattina.
Alle 7,45 tutti pronti con zaini vari sulle spalle (quello di Bimbo peserà ameno 10 kg), usciamo trionfali dal portone.
Ma la macchina non c'è. Eh no, NON c'è. 
Corie ha di nuovo dimenticato che il primo lunedì del mese lavano la strada e non si può parcheggiare dalle 6 alle 9 del mattino. Macchina sequestrata.
Andiamo a scuola a piedi.
Quella di Gugu ha circa 500 metri di salita ripida, ma pazienza.
Chiamo Nonno S.
"Perfavore, mi accompagni a recuperare la macchina? ci vediamo fuori scuola di Gugu."
Lascio il piccolo, e tutta gongolante del suo sorriso inaspettato dopo 15 giorni di vacanza dimentico vicino al suo zainetto il mio pacchetto col pranzo. In ufficio ho dei crackers. Altra Pazienza. 
Menomale anzi che ci sono i papà.
Nonno S. si presenta con lo scooter. Vada pure per il freddo, vada anche che il suo percorso alternativo senza traffico ci ha fatto guadagnare circa  3 km in più. Taccio, potrebbe sempre decidere di lasciarmi a piedi.
Pago il sequestro, intasco la multa, e prendo la macchina.
Arrivo in biblioteca, accumulando la prima mezz'ora di ritardo del 2019. 
I riscaldamenti non funzionano.
Eh no, ditelo eh.

giovedì 3 gennaio 2019

Perchè sei un essere speciale ....


Perchè ti arrampichi su tutti gli armadi e le librerie, così che se non ti si vede per casa,basta guardare in alto

Perchè giocando con un pupazzetto pirata muscoloso con tanto di bandana e orecchino gli fai dire: "Io sono farfallina"

perchè sapresti recitare a memoria le puntate di Peppa Pig che non vedi da circa due anni, ma non sai una parola della poesia di Natale imparata a scuola

perchè invece di dirmi "Ti voglio bene" mi dici "Ciao mamma" e solo io so cosa significa per te

perchè quando si esce tutti insieme, dobbiamo rimanere tutti insieme fino a che non si torna a casa (sempre tutti insieme)

perchè sei il bambino più entusiasta di andare al Conad a fare la spesa che conosca

perchè non puoi fare a meno di guardare Kung Fu Panda se non saltando dal tavolo del soggiorno

perchè riconosci e fiuti ghiaccioli sepolti nel freezer meglio di un archeologo i reperti in Egitto

perchè  quando devi uscire dalla doccia sembra che stai subendo le peggiori torture cinesi, e invece ti sto solo porgendo l'accappatoio

perchè sei l'unico di questa famiglia che sotto gli 8 anni ha imparato a mettere tutti i vestiti sporchi nel cesto

perchè ti avvilisci cercando ora il pupazzetto di Capitan Unicino che hai perso 4 mesi fa

per questo, e per molto altro che già so e tanto ancora che dovrò scoprire ...

... avrò cura di te.

martedì 7 agosto 2018

L'estate in un post

By Giuseppe Faraone
Questa storia che l'estate sia il luogo deputato all' efficiente impiego del tempo è un principio contro cui bisogna culturalmente e comunemente cominciare a combattere.
Non è perchè Bimbo e Bimba non ci sono (sull'Isola con Paul, ndr) che devo mettere in essere tutti i propositi arretrati da ottobre di due anni fa. 
Chi dice che quest'inverno non troverò il tempo di lavare i tappeti col metodo Titti&Flavia, o che non ritenteggerò il divano con la Coloreria, o meglio non trovi una lavanderia che sia anche tintoria (sembra siano scomparse).
Chi dice che non potrò lavare gli zaini dei ragazzi in itinere, che non potrò fare scorta di cancelleria solo quando ce ne sarà bisogno (cioè dopo il primo giorno di scuola),  che non metterò a posto con calma, nei fine settimana freddi e di pioggia tutti i quaderni dei tre anni delle elementari di Bimbo, che giacciono sulla cassettiera dell'ingresso da tempo immemorabile.
Potrò comunque, a poco a poco, tra una lezione di storia di Bimba, lo sport di Bimbo, un capriccio di Gugu, rimettere le cartucce alla stampante e dunque ricollegarla al wifi, aggiustare il mio pc che si rifiuta di riconoscere la rete di casa, acquistare e installare le Chromecast per i nostri antichi televisori.
Chissà che poi non troverò la calma (e le viti) per aggiustare la libreria Ikea del corridoio che i faldoni dei documenti hanno fatto letteralmente collassare.
Chi dice che non ci sarà una domenica spensierata e libera per andare tutti allegramente all'Ikea, montare sulla Toyota la libreria Billy, e montarla poi tutti insieme a casa (sempre allegramente).

Intanto qui è arrivato agosto, e io ho collezionato nel frattempo insperate soddisfazioni.
 
Intanto, sono alla quarta stagione di The good wife.

Ho imparato finalmente a essere imperativa e determinata con Nonno S. 
Gli ho rigorosamente imposto di fare il baby sitter alle 4 di un sabato pomeriggio di agosto. 
E ora, ho delle unghie strepitose.

Addirittura ho sostituito ben due lampadine.

Ho portato Gugu in montagna per ben 4 giorni, così, tanto per abituarlo alle novità.
E anche se sono stata suo ostaggio nella camera d'albergo per le prime due ore di permanenza, gli è piaciuto così tanto calvalcare, paseggiare nei boschi fino alle cascate, eplorare tutti i parchi giochi del circondario, che è andato via in lacrime (ok ok, sui cambiamenti  bisogna ancora lavorare). 
Ora a tavola vuole che gli legga Pippo e il pesce magico.
E sa fare tutti i versi degli animali.
E ieri ha preferito una banana a un ghiacciolo.
Tra mare, caldo e insonnia pomeridiana, la sera crolla non più tardi delle 21,30 e così spesso ho amici a cena.
E forse stasera, invece che la solita mozzarella e pomodori, potrei fare addirittura una parmigiana.

Ho fatto una lunga chiacchierata con la mia nipote tredicenne, e ho scoperto che Bimba (per ora) è normale.

Ho osservato a lungo tutti gli ottenni che popolano le spiagge, i bar, i ristoranti, fissando con attenzione da stalker tutti gli sguardi e le parole che rivolgono alle loro madri, e ne ho dedotto che sì, anche Bimbo è un normale maschio (alfa).

E l'estate non è ancora finita.