martedì 7 agosto 2018

L'estate in un post

By Giuseppe Faraone
Questa storia che l'estate sia il luogo deputato all' efficiente impiego del tempo è un principio contro cui bisogna culturalmente e comunemente cominciare a combattere.
Non è perchè Bimbo e Bimba non ci sono (sull'Isola con Paul, ndr) che devo mettere in essere tutti i propositi arretrati da ottobre di due anni fa. 
Chi dice che quest'inverno non troverò il tempo di lavare i tappeti col metodo Titti&Flavia, o che non ritenteggerò il divano con la Coloreria, o meglio non trovi una lavanderia che sia anche tintoria (sembra siano scomparse).
Chi dice che non potrò lavare gli zaini dei ragazzi in itinere, che non potrò fare scorta di cancelleria solo quando ce ne sarà bisogno (cioè dopo il primo giorno di scuola),  che non metterò a posto con calma, nei fine settimana freddi e di pioggia tutti i quaderni dei tre anni delle elementari di Bimbo, che giacciono sulla cassettiera dell'ingresso da tempo immemorabile.
Potrò comunque, a poco a poco, tra una lezione di storia di Bimba, lo sport di Bimbo, un capriccio di Gugu, rimettere le cartucce alla stampante e dunque ricollegarla al wifi, aggiustare il mio pc che si rifiuta di riconoscere la rete di casa, acquistare e installare le Chromecast per i nostri antichi televisori.
Chissà che poi non troverò la calma (e le viti) per aggiustare la libreria Ikea del corridoio che i faldoni dei documenti hanno fatto letteralmente collassare.
Chi dice che non ci sarà una domenica spensierata e libera per andare tutti allegramente all'Ikea, montare sulla Toyota la libreria Billy, e montarla poi tutti insieme a casa (sempre allegramente).

Intanto qui è arrivato agosto, e io ho collezionato nel frattempo insperate soddisfazioni.
 
Intanto, sono alla quarta stagione di The good wife.

Ho imparato finalmente a essere imperativa e determinata con Nonno S. 
Gli ho rigorosamente imposto di fare il baby sitter alle 4 di un sabato pomeriggio di agosto. 
E ora, ho delle unghie strepitose.

Addirittura ho sostituito ben due lampadine.

Ho portato Gugu in montagna per ben 4 giorni, così, tanto per abituarlo alle novità.
E anche se sono stata suo ostaggio nella camera d'albergo per le prime due ore di permanenza, gli è piaciuto così tanto calvalcare, paseggiare nei boschi fino alle cascate, eplorare tutti i parchi giochi del circondario, che è andato via in lacrime (ok ok, sui cambiamenti  bisogna ancora lavorare). 
Ora a tavola vuole che gli legga Pippo e il pesce magico.
E sa fare tutti i versi degli animali.
E ieri ha preferito una banana a un ghiacciolo.
Tra mare, caldo e insonnia pomeridiana, la sera crolla non più tardi delle 21,30 e così spesso ho amici a cena.
E forse stasera, invece che la solita mozzarella e pomodori, potrei fare addirittura una parmigiana.

Ho fatto una lunga chiacchierata con la mia nipote tredicenne, e ho scoperto che Bimba (per ora) è normale.

Ho osservato a lungo tutti gli ottenni che popolano le spiagge, i bar, i ristoranti, fissando con attenzione da stalker tutti gli sguardi e le parole che rivolgono alle loro madri, e ne ho dedotto che sì, anche Bimbo è un normale maschio (alfa).

E l'estate non è ancora finita.



lunedì 6 agosto 2018

Tanti piccoli fuochi, Celeste Ng

Simone Massoni
Ogni tanto decido di farmi male con qualche cinico romanzo sugli adolescenti.
Probabilmente è un modo per scongiurare il peggio, avendo Bimba da poco compiuto 11 anni.
Per fortuna tutta questa apparente perfezione familiare nella quale si annida il disagio adolescenziale non mi appartiene, e dunque nutro più facilmente la speranza che dalla mia strampalata famiglia possa venir fuori un'adolescenza nella media, senza troppi introppi.

Shaker Heights è un quartiere residenziale per famiglie benestanti, ma non solo. In realtà è una filosofia di vita applicata alla realtà: un'utopia urbanistica nella quale la pianificazione, il controllo estetico e il comfort equivalgono alla felicità. Una realtà rassicurante, nella quale altri hanno deciso la cornice della propria esistenza: dal colore delle pareti alle scuole, e a te non resta che essere felice.
La famiglia Richardson è l'emblema di Shaker Heights: giovani, ricchi, lui avvocato, lei giornalista, 4 figli, perfettamente integrati nella loro regolare realtà. L'univoca a fare eccezione è Izzy, la loro ultima figlia (la matricola, la pecora nera, la scheggia impazzita), che scatena il putiferio che poi dà origine a questa storia.
Il suo personaggio, in realtà, rimane un po' in sordina per tutto il romanzo, come se da dietro le quinte osservasse, cogliesse, a volte fraintendendo, e infine si ribellasse. Il suo gesto giunge inatteso, come inatteso può essere un qualsiasi gesto estremo nella vita dei Richardson.
La crepa nella loro idilliacca esistenza si crea con l'arrivo di Mia e Pearl, madre e figlia, affittuarie del piccolo bilocale di proprietà della famiglia. L'amicizia tra Pearl e i ragazzi Richardson apre le prospettive di entrambi. Una nomade e squattrinata, gli altri stanziali e benestanti. Subiscono il fascino reciproco. Non altrettanto le loro madri.
E poi, il caso che fa parlare e divide tutto il quartiere: l'affidamento di una bambina cinese abbandonata presso una stazione dei pompieri ad una famiglia amica dei Richardson, e la rivendicazione postuma della giovane madre naturale.

Tema portante del romanzo è la maternità: questo universo imperfetto e precario, sfaccettato e complesso. Maternità surrogata, sterilità, conflittualità, adozione, aborto, femminilità, sfida, coraggio, : il tutto viene trattato senza sconti, dando il giusto peso ad ogni aspetto, ma senza fornire risposte. Celeste Ng accende dei focolai, insinuando lesioni nelle certezze, e offrendo il tempo per elaborare e confutare.
  Una scrittura nitida, che a volte indugia nel ribadire, che indaga nell'ipocrisia e nella solitudine, che predilige la fragilità adolescenziale, con le sue responsabilità e le sue attenuanti, che non condanna ma riflette.

Avevo già conosciuto Celeste Ng al suo esordio, con Quello che non ti ho mai detto, si conferma una scrittrice da seguire.

"Con l’adolescenza i gesti d’affetto della figlia erano diventati rari – un bacetto sulla guancia, un mezzo abbraccio svogliato – e per questo ancora più preziosi. Era così che andavano le cose, si era detta Mia, ma quanto era dura. Un abbraccio di tanto in tanto, la testa appoggiata per un istante sulla tua spalla, quando la cosa che avresti voluto più di ogni altra era cingerli tra le braccia e tenerli talmente stretti da diventare una cosa sola e inseparabile. Era come allenarti a vivere del solo profumo di una mela quando in realtà avresti voluto divorarla, affondarvi i denti e consumarla fino ai semi, al torsolo, tutto quanto."

Titolo: Tanti piccoli fuochi
Autore: Celeste Ng

Traduttore: Manuela Faimali
Pubblicazione: Milano : Bollati Boringhieri, 2018
Pagine:  374



mercoledì 18 luglio 2018

La società letteraria di Guernsey, Mary Ann Shaffer

 
Leggere bei libri ti toglie per sempre il piacere di leggere quelli brutti.

Il 10 agosto uscirà per Netflix il film tratto da questo romanzo, meglio noto come "Il club del libro e della torta di bucce di patate" edito da Astoria.
Era uscito già, un po' in sordina per Sonzogno qualche anno fa, riacquistando popolarità solo adesso, grazie alla nuova edizione. In realtà i traduttori sono gli stessi.
Ho scelto questa edizione perchè me la sono ritrovata tra gli ebook che già avevo acquistato tempo fa ad un prezzo vantaggioso.

La storia è ambientata nel 1946, quando gli orrori dell'occupazione tedesca nell'Isola di Guernsey nel canale della Manica sono finalmente terminati. Una vicenda nota a pochi.
La società letteraria della torta di bucce di patate è l'escamotage trovato da un gruppo di cittadini dell'Isola per ottenere dai tedeschi di potersi riunire dopo il coprifuoco. Ogni membro del gruppo si prepara su un libro, fosse anche di ricette, e provvede alla cena.
A causa del razionamento, tra i piatti più gustosi è proprio la torta con ripieno di barbabietole coperta di bucce di patate, che dà il nome al romanzo e alla trasposizione cinematografica.
A tessere le fila della storia è la giovane e nubile londinese Juliet Ashton in cerca di ispirazione per un nuovo romanzo, o quantomeno per una nuova rubrica sul Times.  Una penna davvero leggera e piena di british humor.

Credi che l'idraulico di St. Swithin sia stato il mio unico vero amore? Improbabile: non gli ho mai rivolto la parola, ma almeno è stata una passione senza delusioni.

Sotto forma di romanzo epistolare, una fitta corrispondenza tra Juliet, il suo editore e  i membri della Società letteraria, si raccolgono gli aneddoti e i profili dei componenti del club della società letteraria. Si tratteggiano così vari tipi umani: la perfida megera, la paranoica, la superstiziosa, la saggia, il bello e ombroso, l'eroina, il giovane talentuoso. Tutti sono accomunati da una solida lealtà e da un forte sentimento di amicizia.

Non è una storia d'amore, direi che da questo punto di vista è abbastanza tiepido.
E'  un romanzo sul  valore salvifico della letteratura, che non risparmia al lettore gli  aneddoti che hanno segnato e ferito gli abitanti durante l'occupazione. La partenza dei bambini per le campagne di Londra, la storia di Elizabeth e quella di Remy senz'altro sono i racconti più toccanti.
Ed è un romanzo sull'ipirazione della scrittura, sula preparazione di una scrittore, dalla raccolta di episodiche diventano linfa al processo creativo.

Mi basta una rapida occhiata alle librerie o alle scrivanie, alle candele accese o ai vivaci cuscini del divano per immaginare vite intere.
 

Gli uomini sono più interessanti nei libri che nella vita reale.


Ecco ciò che amo della lettura: di un libro ti può interessare un particolare, e quel particolare ti condurrà ad un altro libro, e dalì arriverai aun terzo. E' una progressione geometrica. Senza altro scopo che il puro piacere.
Mi basta una rapida occhiata alle librerie o alle scrivanie, alle candele accese o ai vivaci cuscini del divano per immaginare vite intere.
Gli uomini sono più interessanti nei libri che nella vita reale.




Titolo: La società letteraria di Guernsey
Autore: Mary Ann Shaffer
Traduzione: Eleonora Rinaldi, Giovanna Scocchera
Pubblicazione: Milano : Sonzogno, 2013
Pagine: 336

martedì 17 luglio 2018

Soli

Dalla lettura che ha scelto per l'estate direi che posso dire addio al relax estivo.

Per ora siamo soli. Con oggi sono 22 giorni che i fratelli sono sull'Isola con Paul e i nonni.

Non che lui ne faccia parola.
I primi giorni li cercava nelle stanze, appariva più nervoso del solito.
Ha spesso cercato di vestirsi con jeans e maglietta di  Bimbo.

Gli ho preaparto un grande all'album di foto, come si faceva negli anni '80, e ogni tanto le guardiamo e riconosciamo Bimba, Bimbo, Paul, il nonno, la nonna, e chi nel frattempo capitava nelle nostre giornate.
Una volta che abbiamo fatto una videochiamata ha preso il telefono e ha corso per tutta la casa, rischiando di far venire il mal d'aereo alla sorella dall'altra parte.
L'altra sera, nel lettone, abbiamo riguardato il video del saggio di Hip Hop di Bimba. Tra le luci e le altre ballerine la riconosce, scende dal letto, fa il giro, mi prende la mano, me la tira.
"Andiamo spettacolo Bimba."

Nostalgia.

venerdì 13 luglio 2018

Crepuscolo, Kent Haruf


Titolo:Crepuscolo
Autore: Kent Haruf
Traduzione: Fabio Cremonesi
Pubblicazione NN, 2016
Pagine: 320


Con questo volume concludo la tetralogia di Haruf. 
Dopo la lettura Benedizione, Le nostre anime di notte e Canto della pianura, sapevo già cosa aspettarmi.
Crepuscolo segue cronologicamente Canto della pianura, riprendendo le vicende dei fratelli MacPheron e della loro giovane ospite, Victoria.
Lirismo narrativo, la quotidianità che diventa poesia, la vita scorrevole di semplici e modeste esistenze, la carta da parati lisa alle parete, l'assenza di rabbia nei toni, l'accettazione arrendevole dello scorrere della vita. Sapevo già cosa aspettarmi.
Almeno fino ad ora. Questa volta Haruf mi ha sorpresa. 
Pur rimanendo poetico nello sfondo, avvalendosi di istantanee  malinconiche, di una natura crepuscolare, si stagliano figure straordinarie e sofferenti.  
Non ero preparata a questo realismo.
DJ, il ragazzino buono cresciuto col nonno, capace di profonda amicizia, e pronto a difendere il coetaneo vittima di bullismo. Dane, la sua amica, che vede sua madre e la sua vita andare in pezzi.
Betty e Luther, buoni, indifesi,incapace di difendersi e di difendere i loro figli.
La prima parte è molto cruda, non fa sconti. Un tono che non si scompone, ma una violenza  che ferisce.
La seconda parte lascia spazio alla fiducia, e appare più luminosa. Raymond McPheron e Victoria Roubidaux, un nuovo amore, una bella bambina, rischiarano la narrazione. 
E si impara a sperare.

"Da fuori la casa di legno grezzo appariva ancora più desolata ala bagliore azzurro del lampione fissato sull'angolo del garage. Così fragile e insignificante che il vento avrebbe potuto attraversarla senza incontrare resistenza."