Duramadre, Erica Cassano
Approfitto di questa recensione per una brevissima considerazione generale. Quest'estate ho letto parecchia narrativa contemporanea, tutta italiana e tutta femminile. Amo i romanzi storici, eh, però poi mi tocca studiare, (non posso resistere alla curiosità di sapere la verità), e quindi diventa letture più impegnative. Invece la narrativa è puro relax, e dunque si adatta bene anche ai 40 gradi all'ombra. L'impressione finale però è stata di aver letto tante belle storie, ma un'unica voce. Una voce composta, piatta, monotono, e molto noiosa. Non so se l'ho detto già da qualche parte, ma io sospetto fortemente che ci sia un unico editor, o forse è una scuola di editor, che lavorano per appiattire le voci. Grandi intrecci, ma niente pathos, niente sostantivi da cercare sul vocabolario, niente sintassi che necessita di un'intonazione. E dunque c 'è sempre un po' di diffidenza verso le nuove voci. E non so se chiamarla diffidenza o proprio timore di anno...







