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Un cero a San Gennaro

 Sabato a Napoli. Erano mesi che dicevo di voler vedere la mostra di Mimmo Jodice al Museo del tesoro di San Gennaro. Il museo lo conoscevo solo sulla carta: l'ho incontrato tante volte, nella mia bolla gli influencer ne parlano un giorno sì e l'altro pure, accarezzavo l'idea di farne una recensione, e non volevo mancare. Insomma, la congiura astrale ha deciso che sarei potuta sabato scorso, e così è stato. Io, Mr. Mad, e la mia amica webinartina partenopea. La faccio breve: vediamo la mostra, tutto bene, benissimo, tutto bello, tutti soddisfatti. Io avevo già preso il mio migliaio di appunti mentali, dei quali, arrivati a casa, so già che me ne resteranno dieci. Finito il percorso, arriviamo alla cappella del Santo, quella all'interno del Duomo. Siamo davanti la statua d'oro e c'è un contenitore di ferro a tre piani pieno di ceri accesi. Anche io voglio accendere un cero al santo. I cerini sono di quelli bassi e tondi.  Quelli di san Gennaro sono finiti.  Mi gu...
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L'ho fatto (e ce la devo rifare)

Non posso più nascondere che la cosa mi ha destabilizzata. [uso apposta il presente indicativo perché il periodo ipotetico è della realtà] Una cosa che ho sempre desiderato, che ho considerato scontato succedesse. Ero assolutamente preparata al momento, perché alla scuola guida ce l'ho iscritta io. Eppure, dopo che ha superato i test scritti, ho realizzato.  Accipicchia, Bimba deve guidare davvero: deve guidare per strada una macchina vera. Così sono iniziate le nostre guide nei parcheggi isolati di periferia.  Mi abituerò all'idea, mi sono detta. Poi abbiamo iniziato ad andare per strada. Il primo giorno è stato da infarto, anche se sul fronte manovra se l'è cavata egregiamente.  Epperò, io non ce l'ho fatta.  Chiamate in causa la menopausa, la consapevolezza dell'età, non so che altro, ma la sensazione è quella di essere in un videogioco dove ogni kilometro fatto ha un grado di difficoltà in più:  potrebbe spuntare un passeggino, potrebbero lanciare il pallone...

Duramadre, Erica Cassano

  Approfitto di questa recensione per una brevissima considerazione generale. Quest'estate ho letto parecchia narrativa contemporanea, tutta italiana e tutta femminile. Amo i romanzi storici, eh, però poi mi tocca studiare, (non posso resistere alla curiosità di sapere la verità), e quindi diventano letture più impegnative. Invece la narrativa è puro relax, e dunque si adatta bene anche ai 40 gradi all'ombra.  L'impressione finale però è stata di aver letto tante belle storie, ma un'unica voce. Una voce composta, piatta, monotono, e molto noiosa. Non so se l'ho detto già da qualche parte, ma io sospetto fortemente che ci sia un unico editor, o forse è una scuola di editor, che lavorano per appiattire le voci. Grandi intrecci, ma niente pathos, niente sostantivi da cercare sul vocabolario, niente sintassi che necessita di un'intonazione.  E dunque c'è sempre un po' di diffidenza verso le nuove voci. Non so se chiamarla diffidenza o proprio timore di anno...

A Londra con Freddie Mercury, Tamara Baris

  Divorato nel fine settimana.     Tamara Baris è un'incorreggibile vagabonda, e il suo marchio distintivo sarà sempre lo zaino in spalla. Ha la formazione della filologa e l'indole della viaggiatrice, e questo fa di lei una Sherlock Holmes (o ormai dovrei dire una Enola Holmes) sulle tracce dei suoi idoli. E io la seguo perché so che quel suo talento meticoloso mi porterà ad amare, almeno un po', quello che ama lei, lei che dietro ogni oggetto vede la storia che l'ha portato ad essere dove è adesso. E non c'è niente che mi ingolosisca di più. La sua passione di vecchia data si respira ad ogni pagina: la storia dei Queen e di Freddie Mercury è iniziata prima ancora che lei nascesse, e questo è un altro suo merito, perché ricostruire è più difficile che ricordare. E adesso parliamo del libro. Se siete cresciuti con i Queen, che ve lo dico a fare: potrete seguire le sue tappe, che poi è un po' l'ossessione dei lettori, quello di seguire i passi e i luoghi dell...

Di nuove rubriche, di Ritratti Reali e di Webinarte

Quando vi dicevo dello studio matto e disperatissimo ... e di sogni che trovano uno spazio . Una delle prime novità di settembre è questa rubrica sul sito di Webinarte .  Inauguriamo con il ritratto di Carolina Bonaparte Murat, commissionato a Ingres nel 1814. Momento particolarissimo e tragico per i francesi a Napoli e per Carolina in particolare che al Regno di Napoli ci teneva particolarmente. Iniziamo da qui perchè il quadro di Ingres è adesso in mostra al museo Condè nel Castello di Chantilly come prestito da New York. Nel prossimo viaggio i soci di Webinarte visiteranno Castello e mostra annessa. Il quadro è superbo, e la storia di Carolina Bonaparte straordinaria. Buona lettura! https://webinarte.com/carolina-murat-regina-di-napoli-per-ritratti-reali/

Challenge 2026

 L'ho visto fare spesso su Instagram, e l'ho voluto fare anche io: si chiede all'intelligenza artificiale di fare un'illustrazione di se stessi sulla base delle curiosità che le ho si sottopongono e delle conversazioni fatte.  Ok, mi aveva fatta molto più triste: non vi dico come mi aveva vestita, sembravo una terziaria francescana della fine dell'800. Ma comunque non mi farò mettere in discussione dall'Intelligenza artificiale. Con le dovute modifiche, non dico che mi somiglia (anzi direi di no, non vorrei creare false aspettative), ma più o meno mi cristallizza.  Immortala questo momento di studio matto e disperatissimo, che poi è un piccolo sogno che si realizza dare sfogo alla mia natura secchiona. Poi ha fatto la tazza col nome del blog, e anche se quei tre nella foto non sono neanche lontanamente Bimba, Bimbo e Gugu, sono contenta che Gemini non li abbia trascurati. Un oggetto vintage, le perle come orecchini: qualcosa l'ha centrata.

La ricompensa di una madre, Edith Wharton

Potrebbe sembrare il titolo di un mom blog, invece è un romanzo del 1925.   Il titolo è più ironico di quanto non si possa pensare. Ci fu un altro romanzo infatti pubblicato nel 1851 a firma di un'altra scrittrice, Grace Aguilar. In pieno clima vittoriano, The mother's recompense incarnava l'ideale per cui la casa e la cura materna erano viste come il centro della formazione morale. E qui invece siamo agli antipodi. Siamo nella New York dei primi anni '20 del Novecento.  Kate Chephane ha abbandonato il suo benestante marito e la bambina di soli tre anni per inseguire il suo amante in Europa. Da allora vive in Costa Azzurra, dove nel frattempo aveva avuto altre storie ed altri uomini. Sono passati circa 18 anni, e inaspettatamente la figlia, Anne, la vuole con sé. La nonna matriarca è morta, suo marito anche, e niente le impedisce di tonare a riprendersi quello che è suo. Ritrova una figlia straordinaria: affettuosa e naturale, generosa, talentuosa, entusiasta della ...