Ritratto di Angelica, Simone Weller

Se cerchi, poi qualcosa trovi. E io cercavo una monografia su Angelica Kauffmann, ma in italiano non sono riuscita a trovarlo: non un saggio, non un catalogo di mostra, ma ho trovato questo. La Avagliano è una di quelle case editrici che mi piacciono assai, perché i primi ricordi belli di libri acquistati da me (Il terrazzo della Villa Rosa, per esempio) portano la sua firma. Ma veniamo al libro. Senza troppi preamboli: leggiamolo finché non ci sarà niente di meglio.

Il meglio spero che stia arrivando, perché a Napoli partirà la mostra a novembre su su Elizabeth Vigée Le Brun e Angelica Kauffmann, suppongo con un focus su quanto fatto a Napoli, e mi aspetto grandi cose dal catalogo.

Comunque sia, inizio a leggere: trattasi di una biografia romanzata con escamotage narrativo classico: ormai anziana, Angelica racconta di se stessa e ripercorre le tappe della sua vita. Non so quanti ne ho letti di libri così. Andiamo avanti, comunque, che di cose questa pittrice del Settecento ne ha da raccontare. E devo dire che in parte le racconta, soffermandosi molto sul periodo londinese, che in effetti ha segnato la sua vita artistica e sentimentale: le committenze reali (quanto ne vorrei sapere di più), l'invidia di Reynolds, il matrimonio con un impostore, l'incontro con Antonio Zucchi che poi diventerà il suo secondo marito. Una vita che ha la materia di un romanzo. Inutile che lo dica, io ero molto curiosa di carpire qualche aneddoto inedito sulla permanenza a Napoli, sul rapporto con Maria Carolina, sui luoghi che aveva vissuto e frequentato, qualche amicizia. Invece niente su questo: due paginette di cose che già sapevo, e cioè che rifiutò il ruolo di ritrattista di corte perché preferiva lavorare da freelance, e che fece questo ritratto norme di famiglia che ora è a Capodimonte. L'unica cosa che ho appreso è che soggiornava a Palazzo Francavilla, oggi Palazzo Cellammare a Chiaia. Nessun approfondimento neanche del circolo romano, solo qualche accenno alla bella casa e al nome di Domenico Cirillo, medico dei Borbone che poi aderì alla Repubblica partenopea, e un leggero accenno alla massoneria romana. Niente, un libro utile per farsi una ripassata di nozioni generali, ma che non brilla di originalità rispetto alla pagina di wikipedia. Forse nel 1998 quando il libro uscì, wikipedia non esisteva e dunque era di una qualche utilità. Ultima nota dolente, questo alternarsi scomposto tra prima e terza persona, a volte nello stesso capitolo: capisco tutto, ma ci vuole un po' di coerenza.

Pazienza per la lettura. Temo nel fare questa promessa, ma un paio di cose potrei raccontarle io. vediamo se ci riesco, stay tuned.

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