Un cero a San Gennaro

 Sabato a Napoli.

Erano mesi che dicevo di voler vedere la mostra di Mimmo Jodice al Museo del tesoro di San Gennaro. Il museo lo conoscevo solo sulla carta: l'ho incontrato tante volte, nella mia bolla gli influencer ne parlano un giorno sì e l'altro pure, accarezzavo l'idea di farne una recensione, e non volevo mancare.

Insomma, la congiura astrale ha deciso che sarei potuta sabato scorso, e così è stato. Io, Mr. Mad, e la mia amica webinartina partenopea.

La faccio breve: vediamo la mostra, tutto bene, benissimo, tutto bello, tutti soddisfatti. Io avevo già preso il mio migliaio di appunti mentali, dei quali, arrivati a casa, so già che me ne resteranno dieci.

Finito il percorso, arriviamo alla cappella del Santo, quella all'interno del Duomo. Siamo davanti la statua d'oro e c'è un contenitore di ferro a tre piani pieno di ceri accesi. Anche io voglio accendere un cero al santo.

I cerini sono di quelli bassi e tondi. Quelli di san Gennaro sono finiti. Mi guardo intorno: c'è un'altra santa con tanti ceri accesi. E' Santa Patrizia, l'altra santa del miracolo della liquefazione del sangue. Mica si offenderà se ne prendo uno da accendere per il collega. Lo prendo, ripromettendomi di accenderne uno anche a per lei.

Per accenderlo, capovolgo il cerino su un altro già acceso. Il cerino cade dalla base in metallo e spegne anche l'altro [...]. 

Chiamo Mr. Mad.

Prende un altro cero (sempre dall'altra santa). Me lo accende con l'accendino e me lo consegna. 

Devo solo posizionarlo sulla base di metallo dove sono gli altri cento cerini.

Avvicino la mano. Qui scotta tutto. Lascio andare il cerino. Si spegne, di nuovo, e ne spegne un altro già acceso. Di nuovo. 

[...]

Nonostante l'ilarità generale e qualche faccia sgomenta, mi rifiuto di pensare che tutto ciò possa avere un significato, e che soprattutto abbia a che fare con la grazia che volevo chiedere, e che comunque non ho fatto in tempo a formulare.

Intanto, ho pensato che non fosse carino rendere lo stesso servigio a Santa Patrizia che gentilmente aveva offerto il cerino. 

Chissà se esiste un bon ton della devozione ai santi patroni per fedeli maldestri.

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