martedì 19 aprile 2016

Wintergirls, Laurie H. Anderson

Titolo: Wintergirls
Autore: Laurie H. Anderson
Traduttore: T. Lo Porto
Pubblicazione: Milano : Giunti, 2013
Pagine: 352

Un libro assolutamente fuori dal mio genere, letto per la sfida di lettura a cui partecipo, che non ha mancato di destare qualche perplessità.
Argomento protagonista: anoressia. Tema non facile, trattato scendendo negli abissi di una giovane anima completamente disorientata e persa.
Lia ha appena saputo che la sua amica Cassie è morta, da sola in un hotel; non si sentivano da qualche mese, ma poche ore prima di morire Cassie aveva provato a chiamarla, per ben 30 volte, senza ricevere risposta.
Lia e Cassie si erano conosciute bambine, e avevano attraversato iniseme l'età che per per tutti noi è la più fragile, quella dell'adolescenza. Legate dalle confidenze, dall'amicizia e da una perversa complicità che le ha intrappolate in un patto suggellato col sangue, chiuse a qualsiasi insinuazione esterna, condannandole alla solitudine.
L'autrice procede per immagini, quasi sempre truculente, con riferimenti a sangue, tagli e interiora umane. Non sono altro che le priezioni dei pensieri di Lia, che non riesce a pensare se non in questi termini.
E' un libro che tiene incollati alle pagine, divorato in due sere: non potevo smettere di fare il tifo per questa giovane ragazzina che vedevo prosciugarsi davanti ai miei occhi. Riconoscevo in lei l'accanita lettrice, la ragazza che sa lavorare a maglia, un'affettuosa sorellastra, un pallido desiderio di innamorarsi, una ragazza che non vive solo di abissi e lune nere. E per tutta la lettura non facevo altro che chiedermi perchè, qual è l'origine dei pensieri bui di un adolescente. La famiglia, si dice di solito. Eppure questa non è una famiglia pessima: certo, c'è una madre carrierista e un padre donnaiolo, ma entrambi dimostrano di amare la figlia, pur avendo fattto degli errori. In raltà non c'è una colpa, a nessuno e a niente viene attribuita una responsabilità c'è solo un come: come si precipita nell'abisso, come sia difficile trovare pensieri positivi che aiutino a risalire. C'è una pallida affettività, sincera da parte di Lia, verso questa sorellastra minore, figlia del padre, ma che non le impedisce comunque di autoflagellarsi. 
L'immagine più inquietante del libro è lo spettro di Cassie, che compare ovunque, che le rinfaccia di tutto, che la spinge a scendere sempre più in fondo.
Ne sono uscita molto provata, intanto perchè non ho trovato delle risposte, senz'altro perchè ho una figlia di nove anni, infine perchè le immagini usate sono difficilmente dimenticabili.
Nonostante sia definito uno young adult non mi è sembrato un libro per ragazzine.
Posta un commento