La terza crociata e il sogno plantageneto

 






Tra il settembre 1189 e il gennaio 1190 due giovani Re normanni conquistano il trono. 

Riccardo Cuor di Leone
Uno è il celeberrimo Riccardo Cuor di Leone: a 32 anni era nel pieno del consenso: successe al padre dopo la prematura morte dei suoi fratelli maggiori. Aveva un Regno che va dalla Scozia ai Pirenei.

L'altro è il semisconosciuto Tancredi di Lecce: arriva al trono  del Regno di Sicilia all'età di 52 anni; è l'antagonista di sua zia Costanza d'Altavilla e di suo marito Enrico VI di Hohenstaufen.

Due Re normanni,: uno alto e biondo, poeta e cavaliere; l'altro basso e moro, soldato e combattente, eppure i  due hanno in comune più di quello che sembra.  

Intanto, hanno una questione da risolvere. 

Giovanna, la sorella di Riccardo (si dice fosse la sua preferita) era appena rimasta vedova. Aveva sposato Guglielmo II d'Altavilla, detto il Buono. Dopo 12 anni di matrimonio non avevano avuto eredi, creando così quella crisi dinastica che aveva portato alla rivalità tra Tancredi e Costanza d'Altavilla, designata erede da suo nipote Guglielmo. 
Tancredi di Lecce

Tancredi, una volta arrivato a Palermo, invece di restituirla alla famiglia insieme alla dote, aveva pensato bene di rinchiuderla nel'harem della Zisa.

Il caso vuole che Riccardo dovesse partire per la Terra Santa (siamo alla vigilia della III crociata) e che colga l'occasione per andarsi a riprendere la sorella. 

Riccardo Cuor di Leone e Luigi Filippo Augusto arrivarono a Messina nel settembre del 1190. Invece di procedere via terra come aveva scelto di fare il  Barbarossa, scelsero la via del mare.

La rivalità tra Francia e Inghilterra non erano certo un mistero, e anche i due avevano parecchio da discutere. Intanto i francesi erano arrivati prima degli inglesi a Messina, accaparrandosi tutti gli alloggi migliori. Agli inglesi toccò sistemarsi fuori i bastioni della città. 

In più l'accoglienza dei siciliani non fu entusiasta. Vedere arrivare più di 100 navi straniere con chissà quanti militari a bordo non era una buona notizia.

I prezzi dei beni alimentari rincararono, e questo fu un ulteriore motivo di malcontento.

Giovanna d'Inghilterra

C'è da dire che Giovanna raggiunse subito il fratello a Messina. Non così la dote. 
Le trattative andavano per le lunghe, così tanto che Riccardo dimostrò di cosa fosse capace un Cuor di Leone. Messina fu messa a ferro e a fuoco, le donne sequestrate. 
Fu in questa occasione che il Re inglese fece costruire la torre detta Mata Grifone (Ammazza greci, per via  delle origini della città, ancora in prevalenza di lingua e cultura greca).

Tancredi pagò.  

Giovanna invece fu spedita in Calabria;  sembra che la bellezza di questa giovane venticinquenne avesse fatto breccia nel cuore di Filippo Augusto, e Riccardo non voleva rogne.

Intanto sua madre, Eleonora d'Aquitania, lo aveva raggiunto sulle coste siciliane. Non era la prima volta che sbarcava in Sicilia. Al ritorno dalla VII crociata, lei e Luigi VII erano stati ospiti di Ruggero II. 

Questa volta si presentò con la futura moglie di Riccardo, decisa ad organizzare il matrimonio e a diventare nonna del futuro re d'Inghilterra il prima possibile. Eleonora andò a prendersi Berengaria a Pamplona e la portò a Messina: circa 2500 km alla fine del XII secolo, all'età di 70 anni. Al ritorno si fermò in Calabria per salutare sua figlia Giovanna. [Solo per capire di che tempra era fatta, ndr]

Berengaria di Navarra
Il matrimonio non avvenne subito, ma si decise che sia Giovanna che Berengaria sarebbero partite per la Terra Santa.

Tancredi di Lecce e Riccardo Cuor di Leone si incontrarono a Catania nel febbraio del 1191. Si trattarono vicendevolmente come due re debbono trattarsi. Riccardo regalò a Tancredi la spada migliore di Artù, re dei Britanni. Tancredi mise a disposizione del re inglese 4 navi e 15 galee per la Crociata. 

Sugellarono questa amicizia con un accordo: la figlia di Tancredi avrebbe sposato Arturo di Bretagna, nipote (figlio di suo fratello Goffredo) ed erede (qualora non ce ne fossero stati di naturali).

Stando a questi patti, se i due sovrani non fossero prematuramente scomparsi, la storia dell'Europa sarebbe stata completamente ridisegnata. Un unico Regno, che comprendeva gran parte dell'Europa continentale, il Regno di Sicilia e (nei loro sogni) l'Oriente cristiano sarebbero stati uniti sotto il segno dei Plantageneti. 

Riccardo infatti propose alla sorella Giovanna il matrimonio con il fratello del Saladino, Malik Al Adil, cosa che avrebbe risolto pacificamente il conflitto e portato un altro punto alla fazione europea. Ma il carattere dei Plantageneti non ce l'aveva solo lui. Giovanna si rifiutò categoricamente e tornò in patria, insieme alla cognata Berengaria.

Il resto della storia di questi due sovrani è tristemente nota. 

Tancredi morì nel 1194, Riccardo 5 anni dopo.

Insieme a loro si seppellì anche la possibilità di una parte di mondo che, chissà, avrebbe parlato la stessa lingua. 

Bibliografia 2.0:

https://www.palermoviva.it/eleonora-daquitania-e-la-sicilia/

Eleonora d'Aquitania, Regine Pernoud, 2012

Riccardo Cuor di leone e Tancredi di Lecce: due re due miti , Hubert Houben in Terrritorio, culture e poteri nel Medioevo e oltre. Scritti in onore di Benedetto Vetere, 2011

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