I Goldbaum, Natasha Solomons

Titolo: I Goldbaum
Autore: Natasha Solomons
Pubblicazione: Neri Pozza, 2019
Traduttore: Laura Prandino
Pagine: 478


Questo romanzo si gioca il mio personalissimo podio di miglior libro finora letto negli ultimi due anni.
Una saga familiare che inizia a Vienna nel 1911 e termina con la fine della prima guerra mondiale.

I Goldbaum sono una ricchissima  famiglia di banchieri ebrei, il cui capostipite ha disseminato i cinque figli nelle più importanti capitali europee. E' chiaro che l'ispirazione narrativa nasce dalla storia vera  e del tutto simile dei Rothschild. 
Nel romanzo viene ben descritta la vita privilegiata dei protagonisti: le residenze lussuose ricche di opere d'arte da collezionismo, le eleganti feste che organizzano, i viaggi, la servitù, i meravigliosi giardini.
Greta Goldbaum nasce e cresce nella sfarzosa villa Goldbaum di Vienna, insieme a suo fratello Otto. Una protagonista femminile di eccezionale riuscita, che mi ha completamente conquistata. Eccentrica, sopra le righe, scapestrata, provocatoria,  sembra un personaggio fuori contesto rispetto alla buona e formale società cui appartiene. Tanto Greta appare spumeggiante, tanto Otto è posato e razionale, ma il legame tra i due fratelli è davvero profondo, e molto ben raccontato.
A soli vent'anni lascia la sua famiglia per andare in sposa a suo cugino Albert, in Inghilterra, mai visto prima, assente perfino alla festa di fidanzamento. Nessuno ha chiesto il suo parere, semplicemente tutti sapevano che sarebbe andata in questo modo. 
D'altronde il potere della famiglia  si rafforza anche grazie ai legami endogamici, i  matrimoni tra i membri della cuginanza. I Goldbaum sposano solo  Goldbaum.
Greta dimostra di essere una donna determinata e volitiva: troverà il gelo in Inghilterra, e la solitudine, eppure tenterà di ritagliarsi uno spazio proprio e originale.
La storia tra Greta e Albert, la loro conoscenza, il loro originale imparare a volersi bene, è senz'altro il cuore sentimentale del libro, ma non è l'unico elemento che non si fa dimenticare.
La percezione costante e latente, per esempio, del  pregiudizio che grava sulla loro razza ebraica, soprattutto in Austria.
Il racconto della grande guerra: la consapevolezza di essere potenti, ma non i padroni del mondo.
Gli interessi economici e quelli affettivi, tra le varie famiglie d'Europa, entrano inevitabilmente in conflitto a causa della guerra, e ognuno dei protagonisti darà la sua risposta al disagio  che prova.
La stessa Greta è dilaniata tra la sua famiglia viennese, trattata come nemica in Inghilterra, e l'amore per la sua nuova famiglia.
 La guerra e la morte non conoscono ricchezza e povertà: le sorti dei grandi si confondono con quelle dei miseri: toccante la narrazione dell'amicizia tra Otto Goldbaum e Karl, il kanaltrotter  che tante volte aveva elemosinato un pezzo di pane alla House of Goldbaum di Vienna.
C'è tanto materiale in questo romanzo: amori struggenti, pazienti, ribelli, e poi l'amicizia, i legami di sangue, la Grande Storia. 
Si dice che ne stiano già facendo una fiction. Attendo paziente.




Commenti

  1. Bellissimo consiglio. Penso che quest'estate mi aspettino meravigliose letture

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  2. Bene! Così ci consiglieremo a vicenda!

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