Mulieres Salernitanae, Federica Garofalo

Partiamo avvantaggiati: della Schola medica salernitana ho già parlato qui.

Un'eccellenza del Mezzogiorno medievale che ha visto protagoniste anche le donne. Le mulieres salernitanae frequentavano la scuola al pari degli uomini e ne uscivano mediche: non erboriste, infermiere, assistenti, speziali etc, proprio mediche.

Abbiamo notizia, ad oggi, di sei di loro, ma probabilmente ne furono molte di più. Tra l'XI e il XV secolo  la scuola salernitana era una realtà imprenscindible nel campo della medicina, e ogni corte si pregiava di avere i suoi esponenti a disposizione della casa regnante.

I sei dialoghi messi in scena da Federica Garofalo rappresentano proprio le mediche a confronto con grandi personaggi della loro epoca. Si tratta di dialoghi ovviamente immaginari, ma che ne danno la misura del loro valore, della considerazione di cui godevano e della preparazione di cui erano capaci. Lo stile raffinato dell'autrice, infatti, non si tira indietro se si tratta di discutere di filosofia e telogia, così da dare al lettore un'impressione immersiva nel racconto. Si intrecciano una serie di relazioni immaginate, non provate dalla Storia, ma assolutamente probabili, riportando alla luce la presenza carismatica di tante donne dimenticate dai libri di storia. Le mediche sono infatti accostate ad una regina, spesso interlocutrice, ma comunque oggetto di conversazione.


La prima, forse la più conosciuta tra le Mulieres salernitanae, è Trotula de Ruggiero. Contemporanea di Gregorio VII, con cui appunto dialoga, e quindi di Matilde di Canossa, cui pure si fa riferimento. Trotula è una bellezza normanna: suo padre, il conte de Ruggiero, sceso in Italia con Roberto il Guiscardo, sposa infatti una nobile longobarda, da cui eredita il titolo. Allieva di Guarimpoto, diventa poi archiatra di corte e dunque vicina alla moglie di Roberto il Guiscardo, Silchegaita. Si sospetta che Silchegaita abbia avvelenato il figlio di primo letto del marito: questo offre l'opportunità a Trotula di commentare con il Santo Padre la situazione politica del tempo, ma anche di mostrare la propria competenza nell'uso curativo delle piante.

La seconda è Rebecca Guarna, medica della regina Costanza d'Altavilla, regina di Sicilia (nonché madre di Federico II), con la quale discute della Sicilia, dell'inimicizia con Tancredi d'Altavilla, e del matrimonio della regina con Enrico VI. 

E siamo alla terza, la mia preferita: Abella Salernitana. A lei è accostata una figura davvero sconosciuta: Garsenda di Provenza. Garsenda non è una figura di spicco nella polica del tempo: è la moglie del conte di Provenza, terzogenito dei re d'Aragona. Fu però una trovatrice molto conosciuta all'epoca. In un panorama poetico medievale fatto di trovatori e poeti uomini è davvero affascinante aver dato finamente spazio ad una donna. Non solo, ma insieme a lei si cita la vivace corte di Maria d'Aragona (nata Maria di Montpellier moglie di Pietro d'Aragona, mecenate spesso giudice delle tenzoni amorose, ndr).

La quarta è Mercuriade. Da qualche parte ho letto che è la preferita di Federica Garofalo. Di umili origini, cresce in monastero, eppure talmente fiera da tenere testa a Giovanni da Procida, medico personale di Federico II e cancelliere del regno di Manfredi. Il suo dialogo è con Tommaso d'Aquino, ed è una vera perla. Oltre al dialogo filosofico, anche una visione inedita dell'amore tra Federico II e Bianca Lancia, e un bel riferimento al fratello di Tommaso d'Aquino, Rinaldo. Non tutti lo sanno, ma fu anch'egli un poeta.

La quinta, Venturella Consinata. Dialoga con Maria Puteolana, una guerriera di re Roberto d'Angiò. La incontrò il Petrarca, e ne parlò in una sua lettera del 1341. Una figura semileggendaria, cui viene restituita dignità e una gran dose di umanità.

L'ultima, anche lei abbastanza conosciuta, Costanza Calenda, medico alla corte di Giovanna II d'Angiò. Con lei si chiude il cerchio della scuola medica salernitana, almeno per le donne. Costanza riuscì a laurearsi, ma ben presto l'Università escluse dalla frequenza le donne, che furono relegate a ruoli subalterni e il cui sapere fu screditato. Il dialogo di Costanza è con colui che diventerà il suo futuro marito, Baldassarre Santomagno, che ne fa la sua dama d'onore. Coprotagonista la regina Giovanna II e tutta la corte napoletana.

Mi fermo qui, sperando di non aver detto troppo. Il blog di Federica Garofalo offre molto approfondimenti su tanti argomenti e fatti citati nel libro. E' stata una bellissima scoperta.

 
 
 
Mulieres Salernitanae. Storie di donne e di cura.
Federica Garofalo
Robin, 2020 (Le Giraffe)
258 p.

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