Il professore, Charlotte Bronte
Ci ha messo 10 anni a rifinirlo per compiacere gli editori,
e alla fine è stato pubblicato postumo.
Charlotte Brontë lo scrisse nel 1846, ma fu pubblicato solo
nel 1857.
Un po' sottovalutato questo romanzo, considerato
ingiustamente minore.
A quanto pare a non piacere era l'eccessivo realismo.
La struttura del romanzo, soprattutto nella sequenza
narrativa di una premessa inglese e di uno svolgimento belga, e
l'ambientazione a Bruxelles, ricordano molto Villette,
come anche certe asserzioni poco lusinghiere sul cattolicesimo romano.
Rispetto a Villette la scrittura è più fluida e limata:
un romanzo più modesto nelle dimensioni e più bilanciato nelle sue parti.
Qui la Bronte sceglie un protagonista maschile, William Crimsworth,
giovane dai modi aristocratici ma squattrinato.
William diviene a Bruxelles professore di inglese prima in una scuola
femminile e poi in una maschile. La vita nella scuola è occasione di piccole
invidie e qualche malinteso: è lì che infine conosce Frances Evans Henri, la
giovane insegnante di cui si innamora.
Lo sguardo superbo e un po' severo con cui il professore aveva giudicato il mondo fino a quel momento si stempera per lasciare spazio al sentimento. Ne viene fuori una delicata storia d'amore, che forse non ci terrà incollati alle pagine, ma che alleggerisce la lettura e la rende più piacevole.
Frances non è l'eroina che ci aspettiamo da Charlotte
(d'altronde dopo Jane Eyre non ce ne sarà mai una uguale): ha un solo momento
in cui esce dalle righe di moglie devota, decidendo di continuare a
lavorare, per il resto incarna perfettamente l'ideale vittoriano, a cui
Charlotte non ci aveva abituati.
La figura più riuscita è invece quella straordinaria di
Hunsden, amico del protagonista, tanto leale nell'amicizia quanto scapestrato e
spregiudicato. Dalla penna esordiente di Charlotte viene fuori un personaggio
che dona vivacità e una giusta dose di scorrettezza alla narrazione.
The professor
Commenti
Posta un commento
Due chiacchiere con Corie ....: