domenica 29 agosto 2021

Casa Tyneford, Natasha Solomons

 Questo libro è arrivato subito dopo Il Conte di Montecristo.

E un po' è sicuramente colpa sua. 

Cambiare genere è stato difficile, perchè il Conte ha in sé tutto ciò che il lettore cerca.

Per rimediare al blocco che sembrava imminente, ho pensato di prendere in mano un'autrice che mi era piaciuta moltissimo, che avevo apprezzato per la sua originalità nel raccontare una storia d'amore fuori dal comune.

Dalle stelle alle stalle, praticamente.

La storia è ambientata in questa antichissima residenza (addirittura un'ala della villa risale al tempo dei Tudor),  a ridosso sul mare.  La villa, oramai fatiscente, con una servitù ancorata ala passato glorioso, ma desueta anche negli anni '30, è abitata dal padrone di casa e da suo figlio, in età da matrimonio. Dopo l'annessione dell'Austria alla Germania, ospitano una giovane ebrea, cui offrono un lavoro come cameriera. 

Edda, la nostra protagonista, si adatta, pur provenendo dalla ricca borghesia. 

Aspetta di raggiungere i genitori e la sorella in America, vivendo con angoscia gli anni della guerra tra bollettini di guerra e lettere della famiglia. 

Ma in ogni caso è una protagonista con la quale non si empatizza.

Un libro noioso, pieno di descrzioni onestamente poco funzionali e poco suggestive. La storia d'amore è esile, non ho neanche capito se può definirsi tale. Non è chiaro se vuole proporsi come  testimonianza di vita nella seconda guerra mondiale, oppure essere semplicemente una storia d'amore a sfondo storico mal riuscita.

La storia è ispirata al reale Paese fantasma di Tyneham, nel Dorset, dove in effetti esisteva una straordinaria villa di epoca elisabettiana. Durante la seconda guerra mondiale la villa fu sequestrata dall'esercito e utilizzata per scopi militari. L'intero villaggio non fu mai restituito ai suoi abitanti, ma requisito da Churchill anche dopo la fine della guerra. La storia di Tyneham potete trovarla qui.

Titolo: Casa Tyneford
Titolo originale: The novel in the Viola
Autore:Natasha Solomons
Traduzione. Stefano Bertolussi
Pubblicazione:Neri Pozza, 2020 (I narratori delle tavole)
Pagine:413


2 commenti:

Una panchina su Pemberley ha detto...

Spero sia l'effetto del "Conte di Montecristo"! Ho questo libro in libreria da praticamente un anno in attesa che arrivi il suo momento..avevo alte aspettative ma leggendo la tua recensione sono un po' preoccupata adesso!

Corie Bratter ha detto...

Dai, magari anche il fatto che i Goldbaum mi era piaciuto moltissimo, e avevo aspettative molto alte. Poi fammi sapere!