lunedì 30 novembre 2015

Basta un attimo


C'é una scena che si ripete puntualmente tutti i venerdì, appena i Bratter varcano la soglia del supermercato. Bimba corre verso il reparto cancelleria, sceglie un quaderno (di solito con copertina viola).

E Corie puntualmente finisce per comprarli, senza neanche troppe insistenze (ma non ditelo a Tata Lucia).

Metti che poi il sabato mattina Corie decida di non andare in piscina coi pargoli.
Le sembra una scelta sensata vista la pioggia battente, raffreddori vari e la piacevole prospettiva di una pigra giornata in casa.
Cosa potrà mai succedere in un quarto d'ora.


I giocattoli di Gugu sono infilati nella lavatrice.
Fogli e pennarelli sono i padroni di ogni scaffale della libreria, e i pupini di Bimbo hanno invaso tutti i letti e i divani disponibili.

Corie in un attimo può diventare irriconoscibile. Ne ha una per tutti.
Tra le altre cose che ha urlato esclamato: "Bimba, è l'ultima volta che ti compro quaderni!"

Un'ora dopo. Ordine ristabilito. Storia ripetuta. Tocca al quaderno di italiano.
Tema: "La mia famiglia".
Omamma. Corie è preparata al peggio.
E invece si sbaglia, ci sono solo belle parole.
Parole commoventi, quelle che difficilmente Bimba pronuncerà mai ad alta voce. E poi c'è un disegno.
Lo aveva fatto il giorno prima a scuola: Bimba che chiede un quaderno al supermercato, e Corie che le dice sì.
Ecco qui. Una fitta al cuore. E una allo stomaco.
Non è un film, la lacrima deve aspettare.
E il rewind non c'è in questi casi.

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