La guerra delle rose, Conn Iggulden (Vol. 2)

 Ho lasciato passare troppo tempo dalla lettura del primo volume, e qualche personaggio me lo sono perso per strada.

Arrivata alla battaglia di St. Albans, la prima della Guerra delle due rose (1454), ho dovuto aprire Wikipedia per fare un bel ripasso di fatti e personaggi. 

La sensazione del primo volume è rimasta: c'è più guerra che rose in questo romanzo. Se è possibile, questo secondo volume è anche meno romanzato del primo. Nel primo ci siamo mischiati alla folla, nel secondo agli eserciti.

Non so se avete presente The White Queen, quella serie di Starzplay su  Edoardo ed Elisabetta di York, dove Edoardo IV era un gran figo e il tutto veniva ripreso dai romanzi di Philippa Gregory. 

Ecco, dimentichiamoci tutto ciò.

Qui la versione è esattamente l'opposto. La guerra non si fa nei palazzi, tra cugini e cognate, si fa sui campi di battaglia: i protagonisti sono uomini assetati di potere, pronti a difendere titoli e possedimenti. 

Siamo a metà del 15. secolo. Enrico VI sta dormendo, letteralmente. C'è chi l'ha chiamata follia, chi stato di assopimento, ma comunque non era in sé. Al suo posto governano Richard duca di York (padre del futuro re Riccardo IV di York E Riccardo III, tanto per orientarci nella Storia), nominato protettore del Regno, e Richard Neville, conte di Salisbury, cancelliere del re. 

La tesi che mi sembra sia suggerita nella narrazione è che a volere la guerra non furono tanto i sovrani, Enrico VI e Richard di York, quanto le rivalità che serpeggiavano tra i nobili locali e legati alle fazioni avverse.

Si respira, nonostante le battaglie, un'aria di grande fedeltà alla corona. Il che, dati i fatti, sembra paradossale. E invece migliaia di uomini si arruolano orgogliosi di portare in petto il cigno d'argento della regina, e gli stessi York fino alla fine (almeno di questo secondo volume) portano grande rispetto al Re: un bambino fin troppo fragile nelle loro mani.

1454: Il matrimonio tra John Neville e Maud Cromwell si trasforma in un'imboscata ad opera di Henry Percy, nemico giurato dei Neville. Una guerra privata tra famiglie diventa ben presto lotta tra due schieramenti fedeli al re e alla sua regina, Margherita d'Angiò, o alla casata degli York.

Tre le battaglie che vengono ricostruite minuziosamente: - St. Albans, 1455, - Blore Heath, 1459 -Wakefield, 1460, nella quale Richard di York e Richard Neville, conte di Salisbury vengono decapitati per ordine della regina.

Il lettore viene completamente coinvolto nelle tattiche dei campi di battaglia, nelle guerre tra cavalieri e arcieri,  nelle cannonate lanciate dalle fortezze. Nell'Inghilterra del XV secolo non c'è traccia Rinascimento, e la Regina è una guerriera spregiudicata, non ha tempo per essere una mecenate.

Mi aspettano ancora due volumi per completare la tetralogia. Andrò avanti sapendo di non trovare intrighi di palazzo, e tanto meno meno pettegolezzi, ma spazi aperti dove si consuma l'atto finale di una guerra che ha dilaniato l'Inghilterra per 30 anni.

Trinity. La guerra delle rose, vol. 2.
Trinity. The wars of the roses
Conn Iggulden
Trad. di P. Merla
Piemme (Pickwick), 2017
435 p.

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