giovedì 19 novembre 2015

Chi sposerà Gabriellina

In un tempo che sembra una vita fa Corie aveva un fidanzato, che poi è diventato un ex. E questo ex aveva una madre (ce l'ha ancora, spero). 
Di lei Corie ricorda molte cose belle (tra cui la pizza, gli gnocchi e la pasta con le vongole), ma soprattutto ricorda la propria espressione quando le parlava. 
Corie, il più delle volte, non capiva un bel niente.
Nata e cresciuta nel cuore della storica Partenope poco prima della guerra, quando non era necessario un titolo sopra la quinta elementare, la signora madre del mio ex non parlava italiano, bensì partenopeo. 
Un partenopeo d'altri tempi, dinanzi al quale Corie rimaneva affascinata Ne coglieva la sintassi, ma molti termini li ha dovuti imparare, perchè si fa presto a dire di saper parlare napoletano, ma quei termini sono antichi, e non li conosce più nessuno. Il dialetto della madre del suo ex era un dialetto puro. 
Non so come avesse fatto, ma non si era lasciata contaminare dalla televisione. 
Per dire orecchini lei diceva  "sciucquagl'", i lividi erano "mulignan".

Una lingua che Corie, nata e cresciuta nella Partenope moderna (anche se i figli hanno qualche dubbio), che pure  imparato sui banchi di scuola pezzi di "Natale in casa Cupiello" e intere poesie di De Filippo a memoria, che conosce intere sequenze dei film di Troisi, non ha più sentito. Una lingua che si è persa.

Anche questa è globalizzazione.

Qualche giorno fa Corie ha raccontato ai suoi bimbi la trama di Non ci resta che piangere.  
Sembravano divertiti e incuriositi.
Così, incoraggiata, Corie prende il dvd e si accomoda sul divano con loro.
10 minuti di silenzio.
Poi Bimba timidamente dice: "Non sto capendo niente, che lingua parla?"

Ma come, neanche il livello base del partenopeo? 
Come si può crescere sani senza i film di Troisi?
Qui urge rimediare. 

 A Corie è toccato di spiegare la scena di Gabriellina, di Benigni che vuole piazzarla a Troisi ("te la vuò spusà tu a Gabriellina?" ).
E la condanna ha avuto inizio.
Bimbo e Bimba preferiscono la versione di Corie della scena a quella originale di Beningni e Troisi. 

#macirendiamoconto. 


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