mercoledì 25 novembre 2015

Vacanze romane (in Partenope)

Quando Corie pensa a Audrey Hepburn le viene sempre in mente quella volta che Bimbo, guardando una sua foto, la guardò e disse:
 "E' la tua caricatura, mamma?". 
Soddisfazioni che solo i figli maschi quattrenni possono darti.
 
Partire per Partenope la domenica pomeriggio per andare a vedere a teatro il musical di "Vancanze romane", soddisfazioni che solo una figlia femmina, dagli otto anni in su, può darti. 

Bimba aveva visto il film l'anno scorso. Pur lamentandosi che fosse in bianco e nero, con grande stupore di Corie, lo ricordava perfettamente. 
E poi i musical le piacciono: non è il primo che vede. Corie è andata a colpo sicuro.
A incorniciare l'evento al femminile delle Bratter, una passeggiata nel cuore di Napoli fino al Palazzo Reale. A Bimba Piazza del Plebiscito è sembrata immensa (da sola è forse la metà della cittadinadimare). 
Il negozio dove Corie ha comprato l'abito da sposa, le luci della strada a forma di pizza, la galleria Umberto, la fila per la sfogliatella di Mary e, in più, una tappa obbligata da Gayodin. Questi bambini devono pure imparare ad assaporare le gioie della vita. Ecco, la cioccolata di Gayodin è una di queste, imprescindibili, gioie. Mi sembra che Bimba sia sulla buona strada.

E infine lo spettacolo: Bimba ha battutto forte le mani. Bravissimi gli attori, meravigliosi i costumi. 
Certo che certe magie del film non è facile metterle in scena (vi ricordate il bagno nel Tevere?) , ma Corie non fa testo in questo: lei ha iniziato a sognare con i libri senza le figure, e con le vecchie commedie americane in bianco e nero. 
Tocca contribuire ai piccoli sogni di una piccola ottenne del 21. secolo, come incipit non ci possiamo lamentare.
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